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Verona. «Un ospedale unico ripartito in due sedi»

LA SANITÀ CHE CAMBIA. La crisi e la programmazione regionale impongono all’Azienda integrata di porre mano all’organizzazione. Che cambierà le nostre abitudini. A Borgo Trento alte specialità e casi gravi, a Borgo Roma la chirurgia «da giornata». Benetollo: «Non faremo concorrenza al territorio, dobbiamo aiutarlo a migliorarsi»

Verona. «Due specialisti ospedalieri che fanno le stesse cose sono uno spreco che non possiamo più permetterci». La premessa è imprescindibile se si vuol comprendere come verrà organizzata la sanità veronese ai tempi della tecnologia, della crisi e della spending review. Tre fattori che determineranno la variazione del prodotto finale. A illustrare il passaggio – sicuramente epocale – è il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata, Pier Paolo Benetollo.

DUE GAMBE. «Da quarant’anni», spiega il dirigente sanitario, «la sanità veronese è a “due gambe”, ossia dotata di due ospedali completi, simmetrici e talvolta in competizione fra loro. Un modello non più sostenibile. Si andrà quindi verso un’organizzazione che prevede un solo ospedale suddiviso in due sedi, complementari e funzionali. Lo schema è già definito. Il Polo Confortini sarà il punto di riferimento delle urgenze e delle patologie complesse; il policlinico di Borgo Roma tratterà l’attività programmata, segnatamente la day surgery (ossia la chirurgia che si fa in giornata) chirurgica e medica e sarà la sede principale dell’attività didattica degli studenti».

BORGO ROMA. Per avere spazi adeguati alla specificità della “day surgery”, il policlinico verrà ampliato: un nuovo monoblocco che ospiterà la “Out patient clinic” (scusateci per gli anglismi, ma l’inglese la fa da padrone in sanità e informatica). «Gli spazi esistenti non sono adeguati», spiega Benetollo, «studi di riferimento chiariscono che la day surgery, per funzionare al meglio, deve avere una specifica organizzazione, che non era possibile ricavare altrove». L’obiettivo è ambizioso. «Prima di tutto dobbiamo sfatare il falso mito che gli interventi svolti in regime di ricovero ordinario siano più affidabili di quelli praticati in giornata, quindi aumentare i ritmi. Se adesso in Italia la percentuale degli interventi fatti in day surgery oscilla, nelle diverse realtà territoriali, fra il 20 e il 30 per cento, contiamo di arrivare al 50 per cento. Che resta comunque lontano dall’80 per cento registrato in alcuni paesi stranieri. Si farà quasi tutto in day surgery, ma noi ci concentreremo soprattutto su interventi di ortopedia, urologia e otorinolaringoiatria».

BORGO TRENTO. Da questa ripartizione dei compiti discende la serie di movimenti previsti dalla direzione sanitaria. «Il 22 settembre la clinica Ortopedica si trasferirà al Polo Confortini», spiega il dottor Benetollo, «con la conseguente separazione delle attività: ricoveri ordinari a Borgo Trento; day surgery al policlinico. Sarà così anche per Chirurgia della mano: l’attività programmata verrà svolta a Borgo Roma, quella specialistica al Polo chirurgico. A seguire, nel giro di un anno, lo stesso modello organizzativo verrà applicato a Urologia e Otorino».

OSPEDALE E TERRITORIO. L’Azienda come si rapporterà con gli ospedali del territorio per il trattamento chirurgico delle patologie a largo impatto sociale? «Non possiamo competere in questo ambito», risponde il direttore sanitario, «la nostra mission è di eccellere nell’alta specializzazione e contribuire alla crescita del territorio a livelli uniformi, svolgendo un ruolo come dire didattico e mettendo a disposizione le sue risorse per eventuali consulti specialistici».

LISTE DI ATTESA. Il nodo storico da dipanare resta quello dei lunghi tempi di attesa per esami e visite specialistiche. «Se l’assistito vuole rivolgersi a una struttura a altissima specialità come la nostra», è la secca puntualizzazione del direttore sanitario, «deve mettere in preventivo una certa attesa. Non siamo messi peggio di altre realtà e le urgenze vengono affrontate nei tempi congrui. Presto sarà possibile prenotare anche prestazioni radiologiche tramite Cup e ci saranno miglioramenti».

L’Arena – 6 settembre 2012 

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