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Verona. Sanità in rete, cittadini da casa non la usano

Nelle aziende scaligere i servizi informatizzati funzionano bene all’interno delle strutture, meno se vanno attivati da casa. Ben sviluppate la gestione informatizzata degli acquisti e dell’amministrazione e le ricette, in rodaggio prenotazioni on line e fascicoli personali

Verona. Anche la sanità è in rete. E non da ora. Ma è una rete solidisssima in alcuni punti, in altri non «pesca» quello che dovrebbe o vorrebbe. Così è nelle aziende 20 e 21 (nella 22 i dati sono ancora in corso di elaborazione). Mentre la sensazione comune è che internet sia a portata di tutti e che abbia invaso ogni ambito amministrativo, la realtà è diversa. Il settore sanità è forse il più delicato in questo senso, perché informatizzare vuol dire comunque mettere a disposizione dati, situazioni personali, patologie, con il rischio che, essendo a portata di tutti vengano usati impropriamente. Ma questi sono casi limite e, per ora, non si ha notizia di violazioni di privacy, pur essendo difficile garantirla in ambito web. Un punto critico dell’informatizzazione della sanità è il «Fascicolo sanitario elettronico»: esso potrebbe essere l’uovo di Colombo per snellire i tempi di ricerca di informazioni sanitarie su un cittadino e permettere di avere il quadro preciso della sua situazione, sempre consultabile in caso di incidenti o problemi di salute fuori territorio. Per ora, al posto del fascicolo ci sono una serie di documenti digitali che, messi insieme – tra referti, esami, ricette, visite, profili clinici – formano un «diario clinico elettronico», ma non è ancora un corpus unico di informazioni. Né all’Ulss 20, né alla 21, ci siamo ancora. «Prima di tutto», dice il direttore generale della 21, Daniela Carraro, «dobbiamo sapere come farlo. Ed è la Regione a doverlo dire». E questo porta ad un altro ostacolo sul cammino della completa informatizzazione della sanità, ovvero possedere un linguaggio unico «che non dovrebbe essere solo regionale», dice Andrea Oliani, direttore dei servizi informatici dell’Ulss20, «ma nazionale». Per ora di uniforme – a livello Regionale – c’è l’anagrafe unica degli assistiti, istituita da un paio di anni e alla quale tutte le aziende possono attingere. A buon punto sono gli approvigionamenti on-line per gli ospedali per entrambe le aziende sanitarie e pure la gestione informatica dell’amministrazione. Scatti velocissimi in avanti stanno facendo la ricetta rossa on line, per entrambe le Asl, i collegamenti tra ospedali, case di riposo, cliniche, i pronto soccorsi con tutta la rete di emergenza provinciale, le videoconferenze, i consulti tra medici. Stentano a partire, invece, le prenotazioni on-line. Si vanno informatizzando i vecchi carrelli dei medicinali con le loro boccette e le carte da leggere che esponevano a rischi di errori. Al loro posto adesso ci sono i pc.

L’Arena – 28 settembre 2012

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