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Veronese. Multa anti-pipì di cane, è bufera. Il sindaco di Torri: «Ne abbiamo date altre». Il padrone: «Non la pagherò». Il primo cittadino: «Il paese va pulito»

Loro si chiamano Mia e Maui. Lei ha due anni, lui quindici. Sono due che fanno una vita alquanto tranquilla. Casa, divano, letto. Escono per qualche passeggiatina, niente di più. Due tipini alquanto tranquilli, Mia e Maui. Che – assolutamente a loro insaputa – adesso si trovano al centro di una vera e propria guerra, giocata sulla trincea di una «violazione amministrativa» e combattuta a suon di accuse virulente.

Mia e Maui sono due cani. I due Beagle di Celestino Marzari, conosciuto in tutta Torri del Benaco e nella zona del lago come Tino. Un «trio» che in paese è quasi un’istituzione e la cui serenità «familiare» è stata messa a dura prova venerdì mattina alle 11,30, quando il postino ha suonato il campanello per notificare una multa. Mica una qualsiasi. Nessun divieto di sosta, nessun parcheggio in doppia fila, nessun superamento dei limiti di velocità. Ma una multa che ha fatto il giro dei social. Quella da 157,20 euro che due solerti vigili urbani di Torri hanno appioppato a Celestino «reo» di non aver pulito con dell’acqua la pipì che uno dei suoi cani aveva fatto vicino a un cestino in centro al paese. Il «trasgressore» è stato il povero Maui che, anziano e acciaccato ma soprattutto essendo cane, non è che tenga in gran conto le ordinanze del sindaco Stefano Nicotra. In particolare la numero 105 che prevede, tra l’altro che chi passeggia per il paese deve munirsi di «palette o appositi strumenti adatti alla raccolta di deiezioni, provvedere nel caso in cui i detti animali lascino deiezioni ivi compresa l’orina all’immediata asportazione delle stesse e alla completa pulizia del suolo». Insomma, dalla bottiglietta d’acqua al pappagallo qualsiasi soluzione ma non la pipì sul marciapiede. A Costantino è stato notificato che «percorrendo il lungolago Barbarani… non provvedeva alla pulizia della sede strale in seguito all’orinamento contro un cestello n loco da parte di uno dei due cani, allontanandosi».

Mica bazzecole. Tanto che sul verbale è specificato che il tutto è sancito anche da una «relazione fotografica». Il lavoro «investigativo» in questione dei vigili di Torri ha fatto saltare la mosca al naso a Marzari. E la faccenda della multa per la pipì dei cani è rimbalzata su tutti i siti. Tino dietro a tanta solerzia da parte della polizia municipale in realtà ci vede ben altro, rispetto alla semplice applicazione dell’ordinanza. Per lui si tratta di un vero e proprio complotto, con tanto di risvolto politico. «Il sindaco Nicotra ce l’ha con me perché quando firmò l’ordinanza erano i giorni delle polemiche per il festival dell’estrema destra in paese. Io scrissi su Facebook che a Torri sono benvenuti i nazisti, ma non i cani…». In quell’occasione, sempre su Fb, Tino mandò il primo cittadino a farsi… benedire. Da lì sarebbe scattata la vendetta, con quei due vigili appostati in borghese che il 20 febbraio sono riusciti a beccare Maui nello scabroso gesto di alzare la zampa e mingere sul pubblico cestino. «Non discuto che Maui abbia fatto pipì, ma non mi sono allontanato come hanno scritto loro. Sono rimasto lì e potevamo tranquillamente fermarmi e parlare. La cosa strana è che a me hanno fatto la multa. A tutti gli altri che fanno la stessa cosa no…». Quel «gatta ci cova» del Tino-pensiero, Nicotra lo rimanda al mittente: «Di multe per la pipì non pulita ne abbiamo fatte parecchie», tuona. «Ed è quel signore, che lavora per il capo della minoranza ed è conosciuto in paese per come fa camminare in strada e tra le aiuole i cani, che s’inventa tutto. Quando ha visto i vigili è scappato…».

Difficile da pensare, con Maui che oltre ad essere anziano è pure claudicante. Comunque sia il sindaco Nicotra spiega, che non solo non si fa marcia indietro, ma che quelle pattuglie in borghese appostate per cogliere in flagranza di reato i quattro zampe vigileranno costantemente, soprattutto adesso che si apre la stagione turistica. «Il paese pulito è un orgoglio per tutti. Ho anche aumentato le tasse per renderlo possibile…». Tanto che sulle aiuole ha fatto mettere dei cartelli con il disegno di divieto di calpestamento sia per gli umani che per gli animali. Tino non ha ovviamente alcuna intenzione di pagare la multa e presenterà ricorso.

Nicotra ribadisce che lui no, con i cani non ce l’ha. Che il suo è solo un provvedimento di «civiltà». Come lo sono gli spazi per fare correre gli animali, i distributori di sacchetti per la raccolta delle deiezioni… Tutte cose che ci sono in moltissimi comuni. Tranne, giustappunto, a Torri. Ma chissà, con i soldi delle multe anti pipì si potrebbe met tere rimedio anche a questo…

Il Corriere del Veneto – 23 aprile 2017

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