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Decreto Lavoro, ok definitivo dalla Camera. Confermate le misure per la sanità. Contratti a termine, pause ridotte

lavoro-riforme-258x258La Camera ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge, già approvato dal Senato, con modificazioni, di conversione del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, recante “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di imposta sul valore aggiunto (Iva) e altre misure finanziarie urgenti”. Il testo è stato approvato con 265 sì e 118 no. Contro si sono espressi M5S e Sel, mentre Lega Nord ed FdI non hanno partecipato alla votazione. Confermati il rinvio dell’aumento dell’Iva al 1° ottobre, lo stop della pubblicità per le sigarette elettroniche e lo sblocco di altri 20-25 miliardi di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.

Alla votazione si è giunti dopo una lunga riunione della commissione, che era stata incaricata di  valutare se le correzioni al testo approvato a Palazzo Madama e comunicate dal presidente del Senato fossero meramente formali o sostanziali.

Circa 800 milioni di euro, 794 per l’esattezza, fino al 2016, per incentivare in tutt’Italia le stabilizzazioni di giovani tra i 18 e i 29 anni d’età. Per le aziende che, senza esservi tenute, assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori beneficiari di Aspi scatta un contributo pari al 50% del sussidio mensile residuo (che sarebbe stato corrisposto al lavoratore). Le pause per i rinnovi dei contratti a tempo determinato tornano a 10 e 20 giorni (a seconda se la durata del rapporto è inferiore o superiore ai sei mesi), dopo che la legge Fornero li aveva allungati fino a 60 e 90 giorni; presso il ministero del Lavoro nasce la Struttura di missione con il compito di attuare la Youth guarantee (la Garanzia giovani) e favorire la ricollocazione dei cassintegrati (in particolare dei beneficiari di sussidi in deroga)

Ed entro il 30 settembre la conferenza Stato-Regioni dovrà adottare le linee guida per disciplinare il contratto d’apprendistato professionalizzante, con l’obiettivo di avere una disciplina uniforme da Milano a Palermo (con modifiche che avranno carattere permanente e si applicheranno a tutte le aziende; in Senato è saltata la limitazione alle sole piccole e medie imprese).

In 12 articoli il «pacchetto occupazione», che contiene anche il rinvio ad ottobre dell’aumento dell’Iva al 22%, prova a rilanciare pure l’alternanza studio-lavoro: con 3 milioni di euro per il 2013 e 7,6 milioni per il 2014 è previsto un sostegno ai tirocini curriculari per studenti universitari (iscritti ai corsi di laurea statale nell’anno accademico 2013/2014); e tirocini formativi potranno essere svolti, in orario extracurriculare, anche dagli studenti delle classi quarte delle scuole superiori, con priorità per quelli degli istituti tecnici e professionali.

Si stanziano poi, complessivamente, 328 milioni, dal 2013 al 2015, per interventi al Sud. In particolare, con 80 milioni si finanzia l’autoimprenditorialità e all’autoimpiego, con altri 80 milioni il piano d’azione e coesione (Pac) per progetti relativi all’infrastruttura sociale e alla valorizzazione dei beni pubblici (80 milioni), mentre i restanti 168 milioni serviranno per attivare borse di tirocinio formativo in favore di giovani, tra i 18 e i 29 anni, che non lavorano e non studiano, residenti o domiciliati nelle otto regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La sperimentazione della nuova social card, già prevista per Napoli, Bari, Palermo e Catania, viene estesa ai restanti territori meridionali con un finanziamento di 167 milioni per il biennio 2014-2015; e si amplia il periodo di utilizzo del credito d’imposta per nuove assunzioni a tempo indeterminato nel Mezzogiorno (articolo 2 del Dl 70 del 2011): il credito è utilizzabile (sempre secondo il regime della compensazione, di cui all’articolo 17 del Dlgs 241/1997) entro il 15 maggio 2015, anziché entro il periodo di due anni dalla data di assunzione. Si allungano poi al 2016 le agevolazioni fiscali previste per le annualità 2013-2015, in favore di persone fisiche e persone giuridiche che intendono investire nel capitale sociale di imprese «start-up innovative».

Si interviene poi, ma in modo piuttosto lieve, sulla legge Fornero, in particolare sui contratti (il nodo della maggiore flessibilità legata all’Expo è stato rinviato a un accordo tra le parti sociali da perfezionare entro metà settembre). Tra le limature apportate alla legge 92 si chiarisce che i 12 mesi “acausali” del primo rapporto a termine sono comprensivi anche dell’eventuale proroga; sul lavoro intermittente (quello “a chiamata”) viene introdotto un limite di 400 giornate annue di lavoro effettivo nell’arco dei 3 anni solari riferito a ciascun lavoratore con il medesimo datore (ma si precisa che tale limite è escluso per i settori del turismo, dei pubblici esercizi, e dello spettacolo).

Si allenta la stretta sul lavoro a progetto; e sull’associazione in partecipazione si prevede una stabilizzazione degli associati con apporto di lavoro, attraverso una loro assunzione entro tre mesi. Il lavoratore dovrà firmare un atto di conciliazione (che vale come sanatoria di eventuali contenziosi pregressi), mentre il datore dovrà versare (alla gestione separata Inps) un contributo straordinario integrativo pari al 5% della quota di contribuzione a carico degli associati, per un periodo massimo di sei mesi.

Contratti a termine acausali e tempi

È stata modificata la disciplina introdotta dalla legge Fornero. Il contratto a termine acausale può essere stipulato anche nei casi previsti dai contratti aziendale dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative sul piano nazionale e, ferma restando la durata massima complessiva di 12 mesi, può essere prorogato. A questo proposito va ricordato che la legge 92 del 2012 ha previsto l’acausalità (ovvero la possibilità del datore di lavoro di assumere senza dover indicare le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo) per la stipula di un primo contratto di lavoro a termine, purché abbia durata non superiore a 1 anno, senza che possa essere oggetto di proroga. Il Dl 67 ha previsto una riduzione dei periodi di sospensione tra successivi contratti a termine: l’intervallo scende da 60 a 10 giorni per contratti di durata fino a 6 mesi e da 90 a 20 giorni per contratti di durata superiore a 6 mesi.

Più flessibilità nei contratti a termine

Per i datori di lavoro che entro il 30 giugno 2015 assumono a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni arriva un nuovo incentivo. Uno sgravio contributivo per 18 mesi (o 12 mesi, in caso di trasformazione di un rapporto a tempo) con un tetto mensile di 650 euro. Se invece si decide, senza esservi tenuti, di stabilizzare un disoccupato, fruitore dell’Aspi, l’azienda riceverà in dote un contributo pari al 50% dell’indennità mensile residua (che sarebbe stata comunque corrisposta al lavoratore). Non solo. Via libera anche allo sblocco di altri 20-25 miliardi di debiti della Pa.

Con queste misure, di peso, la Camera in tarda serata, con 265 voti favorevoli e 118 contrari, converte in legge il decreto Giovannini sull’occupazione, che contiene anche il rinvio a ottobre dell’aumento dell’Iva (dal 21% al 22%). Piccolo giallo prima del voto finale: dal Senato è arrivata la comunicazione di una correzione formale all’articolo 19, comma 16-quinquies (che riguarda le assunzioni del personale a tempo determinato degli enti di ricerca). Dopo una breve pausa, la Camera ha preso atto della correzione e ha chiuso l’esame. Ha retto quindi la blindatura al testo da parte della maggioranza: ieri sono stati respinti tutti gli oltre 130 emendamenti delle opposizioni (il governo è stato battuto solo su un ordine del giorno della Lega che chiede risorse finanziarie per i comuni veneziani colpiti da una tromba d’aria).

Il provvedimento uscito dal Parlamento contiene primi interventi per rilanciare l’occupazione. La partita sui contratti più flessibili in vista di «Expo 2015» è stata rinviata a un accordo tra le parti (che dovrà arrivare entro metà settembre); e anche la richiesta di allargare fino ai giovani di 35 anni il nuovo incentivo per le assunzioni è stata stoppata nel corso dell’esame nelle commissioni del Senato. Per problemi di copertura è stato pure deciso di far rima7 Agevolazione che esclude, dalla base imponibile sulla quale si calcolano in contributi previdenziali e assistenziali, un importo corrispondente ad una determinata percentuale della retribuzione. Sgravio che il decreto lavoro riconosce alle imprese nella misura di un terzo della retribuzione mensile lorda complessiva ai fini previdenziali, e in ogni caso entro l’importo massimo di 650 euro mensili per ciascun lavoratore tra i 18 e i 29 anni assunto a tempo indeterminato nere al 50% (anziché farla salire al 75%) la dote Aspi per le aziende che assumono disoccupati, e non sono arrivati correttivi alla parte del provvedimento che estende il regime di responsabilità solidale anche in relazione ai compensi e agli obblighi previdenziali e assicurativi dei lavoratori autonomi. A settembre si dovrà lavorare per ridurre il cuneo fiscale, chiudere la partita esodati, e rifinanziare la cassa in deroga: «Il governo è impegnato su questi fronti per trovare delle soluzioni», sottolinea il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa.

E così, tra rinvii e semafori rossi, il piatto forte del decreto lavoro restano gli incentivi per le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni. L’assunzione dovrà comportare un incremento occupazionale netto; e scatterà per giovani privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale. Nel corso dell’esame in Senato è stata soppressa la condizione che i soggetti vivessero soli con una o più persone a carico. Gli incentivi saranno attribuiti, su domanda, da parte dell’Inps, in base all’ordine cronologico relativo alla data di assunzione più risalente. Nel caso del raggiungimento del limite di risorse (riferito a ogni singola regione) non saranno prese in considerazione ulteriori domande (della regione interessata).

Il provvedimento interviene poi sulla legge Fornero, soprattutto sui contratti. Con interventi limitati, ma nell’ottica di una maggiore semplificazione. Sui contratti a termine le pause per i rinnovi tornano a 10 e 20 giorni; si allenta un po’ la stretta sulle collaborazioni a progetto; e sull’apprendistato (ieri l’Isfol ha certificato un nuovo calo delle attivazioni di apprendisti nel primo trimestre 2013: -7,1% sul trimestre precedente; e -22,2% su base tendenziale) entro il 30 settembre dovranno arrivare le nuove linee guida con l’obiettivo di avere una disciplina uniforme su tutto il territorio nazionale.

Vengono poi stanziati oltre 10 milioni di euro per il 2013 e il 2014 per promuovere l’alternanza studio-lavoro: «La scuola italiana deve aprirsi alle aziende – evidenzia il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi -. In un sistema globale le conoscenze sono continuamente da costruire e riorganizzare per far fronte ai cambiamenti».

Cresce la dote per la liquidazione dei debiti della Pa con le imprese: arriva la garanzia dello Stato con un fondo ad hoc per i pagamenti da parte degli enti locali di crediti certificati. Nel doppio passaggio alle Camere nulla è cambiato sulle contestate coperture indicate dal Governo per sterilizzare fino al 1? ottobre l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria Iva. Resta il prestito forzoso per gli acconti di novembre che saranno maggiorati al 100% per Irpef e Irap di professionisti e ditte individuali, al 101% per l’Ires e l’Irap delle società, nonché al 110% per le ritenute delle banche su depositi e conti correnti. Confermata la stangata (imposta di consumo del 58,5%) sulle sigarette elettroniche, in grado secondo l’Anafe di affossare il settore mettendo a rischio 5mila posti di lavoro

Il Sole 24 Ore – 8 agosto 2013 

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