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Decreto sanità. Dopo il via libera del Consiglio dei ministri si attende firma Napolitano. E poi via al confronto in Parlamento

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Si prospetta un confronto parlamentare serrato dal quale il decreto potrebbe uscire profondamente modificato. Punti critici su fondi per cure primarie, intramoenia e nomine. Ma Balduzzi si dice aperto agli emendamenti. Il decreto Balduzzi attende la sua ultima tappa. La firma del Capo dello Stato che precederà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma ancora non è stato reso noto il testo definitivo del decreto, sul quale si attendono diverse limature rispetto a quello entrato nel Consiglio dei Ministri di mercoledì scorso.Tuttavia le parti “hard” del testo, quelle sulle cure primarie e l’intramoenia, dovrebbero restare così come sono. Ecco il testo entrato in Cdm e la relazione

In ogni caso il percorso parlamentare non si prospetta facile. Tra toni di guerra e note più mansuete, il coro politico è però unanime nel dire che “servono modifiche e integrazioni”.

Al momento, infatti, gli unici a plaudire senza riserve al decreto sono i medici della Fimmg, i pediatri e il Sumai che restano gli alfieri del provvedimento dal quale sperano derivi una nuova e più robusta stagione negoziale per le loro convenzioni.

In questo quadro non va poi dimenticato il convitato di pietra regionale che, pur non sedendo tra i banchi delle Camere, ha già fatto sentire la propria voce prima e dopo l’approvazione del decreto.

Alle regioni il provvedimento non è andato giù. Nel merito e nel metodo e pesa il fatto che si stia affrontando una riforma del genere prima di aver sciolto il nodo del Patto per la Salute e della sostenibilità del Ssn alla luce dei tagli del decreto Tremonti, che ormai sono prossimi allo scatto, e di quelli della spending review.

Ma la mancanza di risorse è anche il tallone d’Achille del decreto Balduzzi, come, su tutti, ha ricordato il leader del Pd Bersani che, plaudendo alle intenzioni, ha chiesto conto sul come fare la riforma dell’assistenza territoriale senza un euro di stanziamento.

Poi c’è maretta sui criteri di nomina dei primari, dai quali è stato di fatto esautorato il direttore generale e poi bruciano le norme sulla mobilità “coatta” e quelle sull’intramoenia.

Da capire poi che fine faranno le norme sulle farmacie (che sembrerebbero essere state stralciate) e quelle sulla responsabilità professionale giudicate inefficaci se non anticostituzionali (vedi intervento di ieri del magistrato Antonio Lepre).

Insomma, per il ministro il più è senz’altro fatto, ma è certo che il cammino parlamentare non sarà indolore, anche se l’impressione è quella di un Balduzzi ampiamente disponibile al confronto e alle modifiche pur di portare a casa la sua riforma.

quotidianosanita.it – 7 settembre 2012

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto sanità. Scontri fino all’ultimo. Ecco il testo e la relazione

(sole 24 Ore del 6 settembre 2012) Un decretone in bilico fino all’ultimo. Poi però decreto è stato. Ma solo dopo oltre sei ore di vivisezione del testo e di una discussione spesso accesa tra i ministri anche sulla necessità di ricorrere alla decretazione d’urgenza. Con novità che di tanto in tanto spuntavano, anche una nuova stretta sull’apertura di nuovi “centri scommesse” solo a più di 200 metri da scuole, ospedali, chiese. Perché la lotta all’azzardo ha diviso il Governo e l’Economia s’è fatta sentire. Ma la stretta è rimasta. È stato quasi un braccio di ferro quello che s’è svolto ieri fino a notte a palazzo Chigi tra Renato Balduzzi e il resto del Governo sul “decretone sanitario” fortissimamente voluto dal ministro della Salute. Ecco il testo entrato in Cdm e la relazione

Però Balduzzi l’ha spuntata, con un decreto sbarcato in Consiglio dei ministri dimagrito ancora da 27 a 16 articoli. Salvo altri tagli nel testo finale. È stato il premier Mario Monti a “benedire” il provvedimento: «Un alto livello di tutela della salute – ha detto in conferenza stampa – è un asset produttivo del Paese». Per poi aggiungere: basta all’asfissiante presenza della politica nella nomina di manager e primari in sanità, come nella Rai: «È un riconoscimento al merito e alla necessaria distanza di rispetto dalla politica».

Balduzzi gongolava. E per spiegare la necessità del decreto, ha aggiunto: «Dopo la spending review e i tagli alla sanità, era necessario garantire la sostenibilità del sistema». Di qui la riorganizzazione della medicina sul territorio, legata a doppia mandata alla riorganizzazione (cioè, ai tagli) alla rete ospedaliera. «Questo spiega l’assistenza h24. Per spendere meno, ma spendendo meglio».

Nel testo all’esame del Governo, del resto, non mancano le novità. A partire da sei capitoli cruciali: assistenza h24 sul territorio ma con più paletti, libera professione dei medici pubblici sotto controllo con pagamenti sempre e totalmente tracciabili, più tutele per i camici bianchi contro il rischio clinico, nomine più trasparenti di primari e manager. E poi una nuova stangata sui farmaci e le norme per innescare «corretti stili di vita» su scommesse e fumo, sulle quali Balduzzi ha dovuto cedere non solo sulla cancellazione della “tassa sulle bollicine”.

Le cure sul territorio sono il capitolo che tocca più direttamente la funzionalità del sistema. Prevede l’aggregazione di medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali e guardia medica per garantire un’offerta integrata e la continuità dell’assistenza sul territorio per l’intera giornata, tutta la settimana. Ma l’assistenza h24 sarà condizionata dall’esistenza di risorse finanziarie adeguate per le Regioni che decideranno come fare. E, in ogni caso, scatterà dalla prossima convenzione.

Per i medici dipendenti scatta la riforma della libera professione intramoenia, che sarà permessa solo nelle strutture delle aziende sanitarie o da queste acquistate o affittate. Altrimenti saranno autorizzati studi collegati in rete, ma senza medici privati. Pagamenti sempre tracciabili e “tassa” del 5% sui compensi ai medici per sostenere la prevenzione e il taglio delle liste d’attesa. In arrivo anche le tutele per la “responsabilità medica” contro il rischio clinico e per abbattere iperprescrizioni e costi dell’eccesso di analisi e visite, anche se in Consiglio dei ministri è stata contestata la previsione di cancellare la colpa lieve se la prestazione è stata svolta «secondo linee guida e buone pratiche accreditate».

Ecco poi il capitolo dei farmaci: entro la fine di giugno 2013 scatterà la revisione del Prontuario anche con criteri di economicità, rafforzando l’obbligo per le Regioni di garantire ai pazienti ai farmaci innovativi. Al via lo spacchettamento delle confezioni negli ospedali.

Altro capitolo ostico: la lotta ai cattivi «stili di vita». Confermate le sanzioni contro la vendita di sigarette ai minori e sull’installazione di distributori automatici, dopo che è spuntata la possibilità di vietare la vendita di pacchetti da 10 sigarette. Salta la tassa sulle bevande gassate e zuccherine, mentre quelle a base di frutta dovranno contenere almeno il 20% di succo naturale. Infine la guerra ai giochi d’azzardo: la ludopatia diventa a tutti gli effetti una patologia da curare a carico del Ssn, mentre è tornata l’ipotesi di vietare nuove concessioni di punti-scommesse entro 200 metri da scuole, ospedali e chiese. Nel mirino fino all’ultimo la stretta sugli spot per lotterie, scommesse, giochi d’azzardo nelle fasce orarie protette radio-tv per i minori, nei cinema, nei mezzi di trasporto pubblici.
(Roberto Turno – da Il Sole-24 Ore)

Decreto Balduzzi. Il comunicato di Palazzo Chigi 

Ecco la sintesi del provvedimento contenuta nel comunicato stampa del Governo diramato al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto sanità del ministro Balduzzi.

Su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che reca incisivi e rilevanti interventi per garantire un più alto livello di tutela della salute, tenendo conto tuttavia della necessità di contenere la spesa sanitaria e farmaceutica attraverso la riorganizzazione e l’efficientamento.

Le norme in materia di contenimento della spesa pubblica hanno determinato negli ultimi anni una contrazione delle risorse finanziarie destinate al Servizio sanitario nazionale (Ssn). Questi interventi hanno conferito carattere di urgenza alla necessità di procedere a una riorganizzazione di alcuni fondamentali elementi dal Ssn e, in parte, dello stesso Ministero della Salute, per affrontare le nuove sfide assistenziali. Ciò richiede un urgente riassetto, in primo luogo, del sistema delle cure territoriali e, in secondo luogo, di alcuni aspetti della governance del personale dipendente del Ssn, in particolare del personale medico, nonché il completamento della riqualificazione e razionalizzazione dell’assistenza farmaceutica. Inoltre il provvedimento dispone misure urgenti su alcune specifiche tematiche del settore sanitario (con particolare riferimento ad alcune allarmanti situazioni di dipendenza, relative ai principali fattori di rischio per la salute).

Di seguito, nel dettaglio, le novità introdotte dal decreto legge.

1. Assistenza sanitaria territoriale
Si riorganizzano le cure primarie, nella consapevolezza che il processo di de-ospedalizzazione, se non è accompagnato da un corrispondente e contestuale rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio, determina di fatto una impossibilità per i cittadini di beneficiare delle cure. I punti qualificanti del riordino delle cure primarie sono:
-integrazione monoprofessionale e multiprofessionale per favorire il coordinamento operativo tra i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali, secondo modelli individuati dalle Regioni anche al fine di decongestionare gli ospedali;
-ruolo unico ed accesso unico per tutti i professionisti medicine nell’ambito della propria area convenzionale al fine di far fronte alle esigenze di continuità assistenziale, organizzazione e gestione;
-sviluppo dell’ICT quale strumento irrinunciabile per l’aggregazione funzionale e per l’integrazione delle cure territoriali e ospedaliere.

2. Intramoenia
Si introducono, dopo più di dieci anni, nuove norme in materia di attività professionale intramoenia dei medici, al fine di superare il regime provvisorio. Le aziende sanitarie devono procedere a una definitiva e straordinaria ricognizione degli spazi disponibili per le attività libero-professionali ed eventualmente possono, con un sistema informatico speciale, utilizzare spazi presso strutture sanitarie esterne, ovvero autorizzare i singoli medici a operare nei propri studi. Rilevante novità è che tutta l’attività viene messa in rete per dare trasparenza e avere tracciabilità di tutti i pagamenti effettuati dai pazienti, rendendo anche possibile un effettivo controllo del numero delle prestazioni che il professionista svolge sia durante il servizio ordinario, sia in regime di intramoenia.
E’ previsto che parte degli importi riscossi saranno destinati, oltre che per i compensi dei medici e del personale di supporto, anche per la copertura dei costi sostenuti dalle aziende.

3. Medicina difensiva
Si regola la responsabilità professionale di chi esercita professioni sanitarie per contenere il fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva” che determina la prescrizione di esami diagnostici inappropriati al solo scopo di evitare responsabilità civili, con gravi conseguenze sia sulla salute dei cittadini, sia sull’aumento delle liste di attesa e dei costi a carico delle aziende sanitarie. Nel valutare la responsabilità dei professionisti si terrà conto della circostanza che essi abbiano svolto la prestazione professionale secondo linee guida e buone pratiche elaborate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale. Viene inoltre costituito un Fondo per garantire idonee coperture assicurative finanziato con il contributo dei professionisti e delle assicurazioni, in misura percentuale sui premi incassati, comunque non superiore al 4 per cento.

4. Trasparenza nella scelta di direttori generali e primari
Le nomine dei direttori generali delle aziende e degli enti del SSR (Servizio Sanitario Regionale) vengono sottoposte a una nuova disciplina che privilegia il merito e tende a riequilibrare il rapporto tra indirizzo politico e gestione delle aziende sanitarie. Le Regioni infatti dovranno provvedere alla nomina dei DG attingendo ad un elenco regionale di idonei costituito a valle di una procedura selettiva che sarà svolta da una commissione costituita da esperti indipendenti, procedura a cui potranno accedere solo coloro che documenteranno, oltre ai titoli richiesti, un’adeguata esperienza dirigenziale nel settore. Saranno garantite idonee misure di pubblicità, anche sul web, dei bandi, delle nomine e dei curricula, oltre che di trasparenza nella valutazione degli aspiranti alla nomina.
Per i primari (dirigenti, medici e sanitari di strutture complesse) viene istituita una procedura selettiva affidata a primari della stessa disciplina, ma non della stessa Asl, sorteggiati a livello nazionale. Il direttore generale dovrà scegliere il primario necessariamente entro la rosa dei primi tre candidati. Per consentire il sorteggio, saranno costituiti entro tre mesi elenchi regionali dei primari per singole discipline e l’ elenco nazionale sarà la sommatoria degli elenchi regionali.

5. Nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza)
Si aggiornano i Lea tenendo conto anche di nuove patologie emergenti con riferimento prioritario alla malattie croniche, alle malattie rare e al fenomeno della ludopatia.

6. Promozione di più corretti stili di vita: limitazione vendita di prodotti del tabacco
Si arricchisce il quadro normativo inerente alla lotta al fumo. È vietata la vendita dei prodotti da fumo ai minori di 18 anni (finora il limite era a 16 anni) con sanzioni per gli esercenti da 250 a 1000 euro, che passano da 500 a 2000 euro con la sospensione della licenza per tre mesi in caso di recidiva.
 
7. Certificati per l’attività sportiva amatoriale
A tutela della salute dei cittadini che svolgono un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, verranno predisposte linee guida per idonee certificazioni mediche e l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione, nonché l’impiego, da parte di società sportive professionistiche e dilettantistiche di defibrillatori semi-automatici e di altri eventuali dispositivi salvavita.
 
8. Ludopatie
Sono state introdotte disposizioni per:
– Limitare la pubblicità dei giochi con vincite in denaro con particolare riguardo alla tutela dei minori
– Esplicitare le probabilità di vincita e il rischio di dipendenza dal gioco
– Vietare l’ accesso dei minori alle sale ovvero alle aree destinate al gioco
– Effettuare controlli mirati per verificare il rispetto di norme a tutela dei minori
– Rivedere , limitatamente alle nuove concessioni, anche su indicazione dei Comuni la dislocazione di punti di raccolta del gioco evitando la prossimità a luoghi sensibili (scuole, università, nosocomi, luoghi di culto).
 
9. Sicurezza alimentare e sanità veterinaria
Si introduce l’obbligo di avviso ai consumatori, con appositi cartelli affissi nei punti vendita, dei rischi connessi al consumo di latte crudo e pesce crudo. Viene vietata, inoltre, la somministrazione di latte crudo e crema cruda nell’ambito della ristorazione collettiva, anche scolastica. Sono previste misure sanzionatorie nei confronti delle Regioni che sono in ritardo nei programmi di contrasto alle malattie infettive e diffusive del bestiame. Per le Regioni inadempienti è prevista la nomina di appositi commissari. E’ previsto che, fatta salva la verifica della compatibilità comunitaria della misura, sia aumentato il contenuto di succo naturale di frutta dal 12 al 20 per cento nelle bevande analcoliche che utilizzano la denominazione della frutta medesima.
 
10. Farmaci
Sono previste misure finalizzate a garantire che i farmaci innovativi riconosciuti dall’AIFa come rimborsabili dal Ssn siano tempestivamente messi a disposizione delle strutture sanitarie di tutte le Regioni italiane.
Viene disposto l’aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale per eliminare farmaci obsoleti e avere più spazio per i farmaci innovativi. Si prevede la sperimentazione, da parte delle Regioni, di nuove modalità di confezionamento dei farmaci per eliminare sprechi di prodotto e meccanismi impropri di prescrizione e per facilitare la personalizzazione del confezionamento stesso.
Viene completato il passaggio all’AIFA delle competenze in materia di sperimentazione clinica dei medicinali oggi ancora attribuite all’Istituto superiore di sanità, limitando contestualmente il proliferare dei comitati etici, prevedendo una gestione interamente telematica della documentazione sugli studi clinici.
Le regole sulle autorizzazioni inerenti ai farmaci omeopatici sono precisate e semplificate, mantenendo le necessarie garanzie di qualità e sicurezza.
 
11. Edilizia ospedaliera
Vengono migliorate le norme che regolano il partenariato pubblico-privato in materia di edilizia sanitaria ampliando la possibilità di collaborazione tra investitore privato e azienda sanitaria pubblica.
Per quanto attiene all’adeguamento della normativa antincendio, viene previsto che una quota-parte delle risorse statali dedicate all’adeguamento strutturale e tecnologico dei presidi sanitari venga utilizzata specificamente per il rispetto della stessa normativa antincendio, la quale viene anche semplificata per alcune tipologie di strutture sanitarie.
Viene inoltre accelerato e facilitato l’utilizzo delle risorse, già destinate alla creazione di strutture socio-sanitarie, per trasferire i pazienti attualmente ospitati negli ospedali psichiatrici giudiziari di cui è stata recentemente stabilita per legge la chiusura definitiva.
 
12. Istituto nazionale migrazioni e povertà (Inmp)
Viene definitivamente stabilizzata l’operatività di questo Istituto vigilato del Ministero della Salute, con programmi d’intervento a carattere interregionale per operare nelle situazioni di maggior disagio sanitario legato alla povertà e ai fenomeni migratori.
 
13. Ricerca sanitaria
Si stabiliscono nuove regole per il riconoscimento e la conferma degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.
 
14. Assistenza al personale navigante
Viene completato il processo di trasferimento delle competenze per l’assistenza ai marittimi e al personale dell’aviazione civile dal Ministero della Salute alle Regioni.

6 settembre 2012 – riproduzione riservata

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