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Via libera di Consob all’Opa di Lactalis su Parmalat

La Consob ha dato il via libera all’Opa lanciata da Lactalis su Parmalat al prezzo di 2,6 euro per azione. Lo ha comunicato venerdì una nota del gruppo francese.

L’offerta sul 71% del capitale (il 29% é già di proprietà di Lactalis) partirà il prossimo 23 maggio per chiudersi il prossimo 8 luglio. Il pagamento delle azioni portate in adesione avverrà il 15 luglio. Parmalat – emerge dal prospetto informativo – sarà un campione mondiale del latte. «Lactalis – si legge nel documento, consultato da Radiocor – valuterà l’opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività nel settore del latte confezionato, tra le quali quelle detenute in Francia e in Spagna (…), dando luogo alla creazione di un campione di rilevanza mondiale con sede, organizzazione e testa in Italia, in grado di confrontarsi con i maggiori operatori internazionali. È intenzione di Lactalis – prosegue il documento – acquisire il controllo di Parmalat al fine di perseguire una proficua integrazione delle rispettive attività».

Per Lactalis il debito potrebbe salire a 7 miliardi

Guardando ai conti del colosso francese, Lactalis ha 4,3 miliardi di debito finanziario al 31 marzo 2011. Nel prospetto vengono anche fatte le proiezioni dell’indebitamento che avrebbe l’aggregato Lactalis-Parmalat: nel caso di adesioni all’offerta pari al 100%, il debito salirebbe a 7 miliardi. Il gruppo francese ha riportato nel 2010 un Ebitda di 994 milioni, un utile netto in crescita da 301 a 327 milioni e ricavi per 10,4 miliardi, in progresso dai 9,4 miliardi del 2009.

Subito dopo la conclusione dell’Opa Parmalat, Lactalis procederà al riscadenziamento del debito, sempre secondo quanto emerge dal prospetto di offerta sul gruppo di Collecchio consultato da Radiocor. «Lactalis – recita il documento – ha ottenuto dalle banche finanziatrici la disponibilità di linee di credito che, all’esito dell’offerta consentiranno di rifinanziare l’intero debito a medio-lungo termine esistente anteriormente alla presente offerta nei medesimi termini e condizioni». I covenant non appaiono proibitivi da rispettare: nell’ipotesi di un’adesione del 100% all’Opa, il rapporto fra posizione finanziaria netta e Ebitda sarebbe pari a 4,1 volte e andrebbe riportato sotto i 4 solo al 30 giugno 2012 (sotto il 4,25 al 31 dicembre 2011). Progressivamente dovrà poi calare fino a un valore sotto il 3 a fine 2015.

Passera, Intesa non parteciperà al finanziamento

Relativamente a una collaborazione di Intesa Sanpaolo sul finanziamento dell’opa, il consigliere delegato della Banca, Corrado Passera, ha detto che “is not on de the table”, non é sul tavolo. Su Parmalat, ricorda Passera, «noi avevamo in mente una soluzione diversa, un solido progetto industriale che si é dimostrato non realizzabile».

Codacons, ultima parola spetta al Tar

Sull’Opa sono intervenute anche Codacons e Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi per dire che «l’ultima parola spetta al Tar del Lazio, dinanzi al quale pende un ricorso depositato dal Codacons e dall’Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi».

Ilsole24ore.com – 13 maggio 2011

 

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