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Vicenza. Avvelenata, tratta in salvo e curata. L’aquila reale che è tornata a volare. Liberata a Conco dopo la “degenza” al centro rapaci

Si è affacciata solo per un attimo dalla gabbia, ha preso coraggio e senza troppe esitazioni ha spiccato il volo, aprendo le maestose ali e levandosi in cielo. E’ finita così, ieri mattina a Conco, la «convalescenza» dell’aquila reale che un mese fa alcuni escursionisti del posto ritrovarono tramortita e ferita lungo un sentiero.

Recuperato dagli agenti della Polizia Provinciale e affidato alle cure del centro rapaci di Fimon, il rapace è potuto tornare da ieri in libertà, mostrandosi già a proprio agio in quello che da sempre è il suo ambiente. Una volta lasciata la gabbia l’aquila si è appollaiata infatti per qualche minuto su un albero poco distante attirando l’attenzione di due corvi che tuttavia, dopo alcuni tentativi d’attacco, hanno ben pensato di battere in ritirata lasciandole l’intero palcoscenico. Lei, forte della sua maestosità, ha intercettato una corrente ascensionale e in pochi attimi, librandosi in aria, è salita fino a diventare un puntino quasi invisibile nonostante l’apertura alare di due metri.

Una libertà ritrovata davanti agli occhi di decine di persone radunatesi alle Laite proprio per l’evento: gli scolari del paese, il Presidente della Provincia Achille Variati, i sindaci di Conco Graziella Stefani e di Lusiana Antonella Corradin, i componenti della Polizia Provinciale e tanti appassionati e curiosi. «Un mese e mezzo fa stavo passeggiando lungo un sentiero a 500 metri da qui e ho notato l’aquila a terra – ha raccontato Alessandro Vanzo, escursionista che assieme all’amico Carlo Pilati allertò i provinciali – ci siamo avvicinati e capita la situazione abbiamo contattato le guardie che ci hanno raggiunto e hanno avvolto l’animale in una coperta portandola al centro rapaci di Fimon». «Sembrava fosse stata avvelenata ma aveva anche delle ferite causate probabilmente da dei cavi elettrici – spiega il responsabile del centro Alberto Fagan – l’abbiamo curata e fatta visitare anche da alcuni specialisti di Bologna con i quali siamo in contatto da tempo; ora sta bene tanto che in questo mese e mezzo è ingrassata di quasi quattro etti, segno che è tornata in salute».

Quattro chili di peso, un anno di vita e una prima uscita dopo le cure che ha lasciato estasiati soprattutto i bambini delle scuole elementari di Conco per un evento, la liberazione di un’aquila, che in provincia non si verificava da quattro anni: «L’ultima volta avvenne a Recoaro – ha spiegato Variati – ma adesso è il futuro che preoccupa. Con gli annunciati tagli strutture come quelle di Fimon rischiano di rimanere senza soldi e quindi di chiudere già dal primo gennaio 2016. Se a questo aggiungiamo le voci su Polizia Provinciale e Corpo Forestale direi che la situazione non è delle migliori».

Il Corriere del Veneto – 14 aprile 2015

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