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Vicenza. Gli elicotteri del 118 vietati al San Bortolo

Gli elicotteri del 118 non atterrano più al San Bortolo. Lo stop da venerdì scorso. Un fulmine nell´afa di Minosse. Ora si sta trattando per cercare di far rientrare una decisione che priva la città di un prezioso servizio per il trasporto di malati e feriti gravi.

L´annuncio di sospendere i voli arriva con un semplice fax, fra l´altro non spedito direttamente a Vicenza, ma giunto tramite il Suem di Verona al primario del Suem Federico Politi. Non è neppure l´amministrazione di Inaer Helicopter Italia a spedire la laconica comunicazione con cui si chiudono le operazioni sull´elisuperficie dell´ospedale, ma due piloti della compagnia, i comandanti Augusto D´Alberto e Riccardo Orlando. Poche e secche righe. «I lavori nell´area circostante e la mancanza di limitazioni all´accesso nella piazzola in fase di decollo creano potenziale rischio alla sicurezza. Vi invitiamo a ripristinare le condizioni necessarie».
Inaer è la spa a cui la Regione, dopo una gara di appalto europea effettuata dall´Ulss 9 di Treviso nel 2009, ha rinnovato lo scorso anno per 9 anni l´incarico dell´elisoccorso per tutto il Veneto con un contratto di quasi 81 milioni di euro. Quattro le basi di appoggio da dove decollano gli elicotteri su chiamate che arrivano da tutto il territorio regionale: Pieve di Cadore, Treviso, Padova e Verona. È da questi 4 punti, ciascuno dotato di due aeromobili, uno pronto a prendere il volo in tempo reale e l´altro di scorta, che scattano le operazioni salva-vita dei velivoli dell´emergenza, che spesso arrivano anche a Vicenza per portare o prelevare pazienti che hanno bisogno di un trasporto urgente. Gli elicotteri con le pale rotanti prendono terra nella piazzola bianca di cemento al centro del parco del San Bortolo, che ora viene posta sotto accusa.
I piloti si lamentano di una serie di ostacoli che, a loro avviso, metterebbero seriamente in pericolo la sicurezza. Al primo posto la mancanza di una recinzione. La zona sarebbe fuori controllo. Le persone si avvicinerebbero troppo ai velivoli in fase di atterraggio e di decollo. Fra l´altro medici, infermieri, tecnici e operatori che lasciano l´auto nel parcheggio del personale per entrare in ospedale evitano di fare il giro più largo e prendono una scorciatoia attraversando un vialetto che passa proprio vicino alla piazzola. Il cartello che porta scritto “vietato” è in bella vista, ma viene ignorato.
Non solo: ma l´elicottero che, dopo aver volteggiato, punta verso terra, richiama sempre curiosità. Arrivano persone. Addirittura, qualche volta, dal vicino parco Querini i nonni portano i nipotini a vedere l´elicottero giallo-canarino che imbarca malati imbragati nella barella portati fino alla piazzola dall´ambulanza del Suem. Altra censura per la grande gru che troneggia nel cantiere dell´ex seminario nell´area di fronte all´ospedale e che verrebbe a interferire – ma i tecnici dell´Ulss giurano di no – con il cono di decollo e discesa degli elicotteri. Proteste anche per i grossi contenitori di rifiuti posti a qualche decina di metri. I cassoni dovrebbero essere sempre chiusi. Invece restano aperti, e i piloti temono che lo spostamento d´aria provocato dall´elicottero che si abbassa o si alza possa sollevare verso l´alto il materiale di scarto e farlo finire fra le pale dell´elicottero.
Altri problemi segnalati: la presenza di alberi più alti dei 20 metri previsti, e la presenza di mezzi e camion che parcheggiano a fianco della piazzola. La richiesta di Inaer Helicopter Italia è di avere campo perfettamente libero. La società aerea, leader in Italia del settore, ha sede a Colico in provincia di Como, opera con una flotta di 49 elicotteri, soprattutto Agusta ed Eurocopter, dispone di un team di 600 professionisti e ha un´esperienza di oltre 30 anni in missioni di emergenza medica, salvataggio in alta montagna ed interventi off-shore. La tariffa è di 90 euro al minuto di volo per interventi Hems (Helicopter emergency medical service), cioè per trasporti interospedalieri da una rianimazione all´altra o da una struttura normale a reparti ultraspecialistici, e operazioni Sar (Search and rescue), cioè missioni di recupero e salvataggio di feriti e infortunati in montagna e in ambienti ostili, e spesso in condizioni difficili.
Tre anni fa la tragedia dell´elicottero del Suem in dotazione alla base elisoccorso di Pieve di Cadore dell´Ulss di Belluno caduto sul Monte Faloria, sopra Cortina d´Ampezzo. Morirono 4 persone: 2 piloti, il medico degli Scoiattoli Fabrizio Spaziani e un tecnico del soccorso alpino.

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