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Vicenza. Prodotti avariati, cresce pericolo. Task-force veterinari, via alle ispezioni

Una task force di dieci veterinari e un tecnico sul campo. La squadra di vigilanza ha aumentato i controlli Nel mirino macellerie, ambulanti e agriturismi. Il rischio di tossinfenzioni e salmonella è reale

L’Ulss ha avviato una serie di verifiche per monitorare i prodotti avariati presenti nei negozi Vicenza. La lunga estate calda fa intensificare i controlli sui prodotti alimentari freschi. Le alte temperature abbinate a condizioni igieniche precarie o a procedure di conservazione non proprio adeguate possono mettere a repentaglio la sicurezza degli alimenti soprattutto di origine animale. I cibi avariati sono un grosso pericolo. Tossinfezioni e salmonelle sono sempre in agguato. Così la squadra di vigilanza dell’Ulss composta da 10 veterinari e da un tecnico della prevenzione aumenta la frequenza delle ispezioni. È questo il periodo di maggior attività.

ISPEZIONI. Il territorio dei 39 Comuni che gravitano attorno all’azienda sanitaria di Vicenza viene in pratica setacciato ogni giorno con un’azione di sorveglianza a tappeto che riguarda macellerie, pescherie, commercio ambulante, agriturismi, punti vendita e distributori di latte crudo. Controllati a vista soprattutto i locali con vendita diretta gestiti da magrebini e cinesi. Al primo posto nella classifica del rischio ci sono i surgelati. Possono contenere carni non commestibili o essere confezionati male per cui lo stato di conservazione lascia parecchio a desiderare. Insomma a non fidarsi non si fa male. Nelle maglie è finito più di qualcuno. Fra l’altro parecchi di questi prodotti restano a lungo invenduti ma l’esercente extracomunitario li tiene in commercio fino all’ultimo giorno di scadenza, magari qualche volta ben oltre. Marcati anche gli ambulanti che vendono latticini.

FREDDO. I banchi-frigo possono non essere alla temperatura giusta da 4 a 6 gradi centigradi. È il Servizio di igiene degli alimenti di origine animale diretto dal dott. Stefano Ferrarini, veterinario, 24 anni di lavoro sempre all’Ulls 6, a condurre questa silenziosa ma preziosissima opera su tutta la filiera produttiva. Il controllo sulle carni inizia dalla macellazione degli animali fino alla loro lavorazione e trasformazione, quando diventano insaccati, salsicce e salumi, per arrivare alla fase del commercio e della distribuzione finale. Vengono controllati strettamente tutti i macelli di bovini, suini, ovocaprini, avicunicoli. Dai vitelli ai polli, alle faraone, ai tacchini e ai conigli. Sotto esame costante anche il pesce, in particolare i molluschi, poi latte, uova e miele, compresi i derivati a base ittica, i latticini, cioè formaggi, yogurt, gelati, e la pasta all’uovo.

MUFFE. «Facciamo prelievi periodici dei prodotti – spiega Ferrarini – per accertare che non siano stati aggrediti da muffe, lieviti e non ci sia in atto una proliferazione batterica. Nello stesso tempo verifichiamo che le condizioni igieniche siano sufficienti a garantirne la salubrità. Poi spediamo i campioni prelevati al laboratorio dell’Istituto zooprofilattico di Legnaro. La risposta arriva in 2-3 giorni, qualche volta entro un massimo di 10. Le strutture sono classificate in base al rischio. Dove i problemi sono maggiori aumentiamo il numero dei controlli a carattere generale. Ne facciamo una decina all’anno».

ETICHETTE. Ferrarini mette in guardia il consumatore. «Bisogna abituarsi a leggere i dati riportati sull’etichetta di ciò che si acquista e la data di scadenza. Se c’é scritto che il prodotto va consumato entro un certo giorno, allora la scadenza va osservata tassativamente. Se, invece, si scrive che il prodotto va consumato preferibilmente entro la data indicata, il consumo può avvenire senza rischi anche qualche giorno dopo. Il discorso riguarda in particolare la carne. Se l’etichetta riporta come data di scadenza mercoledì 25 luglio, occorre mangiarla rigorosamente entro questa data, oppure, in alternativa, congelarla». Altro consiglio. Se l’idea è di acquistare per conservare nel congelatore bisogna farlo subito, altrimenti la conservazione è a rischio. «Se la temperatura esterna supera i 30 gradi – dice Ferrarini – è sbagliato tenere la borsa della spesa per molte ore in auto».

Nel 2011 ben 20 sanzioni e 12 mila ore di verifiche

I NUMERI. Un´attività continua per garantire la sicurezza dei cibi. Nel Vicentino ci sono 70 aziende con il marchio comunitario, 30 ambulanti che vendono nei mercati

In un anno negli impianti del territorio dell´Ulss 6 vengono macellati 28 milioni 800 mila fra polli e altri capi avicoli, 8 milioni di bovini, 8 milioni di suini, 1 milione di conigli, 500 ovocaprini, questi ultimi soprattutto agnelli per una domanda limitata in particolare ai consumatori di fede musulmana.

Ben 12 mila 300 le ore che i veterinari dell´Ulss dedicano ai controlli esterni, che si estendono dai grandi impianti di macellazione fino alle piccole realtà a dimensione familiare.

Per i bovini vanno per la maggiore i macelli di Sandrigo, Castegnero, Campiglia. Per i suini quelli di Sovizzo, Costabissara, Camisano, Villaga. Poi ci sono 13 caseifici, 4 laboratori di prosciutti, 3 latterie, 2 stabilimenti per la lavorazione del baccalà, aziende e aziendine per la preparazione di insaccati, per il confezionamento di paste farcite, per il commercio di uova.

Sotto controllo anche i supermercati. In tutto sono 70 le aziende che hanno il marchio comunitario ed esportano produzioni locali spesso di alto livello, 380 gli esercenti al dettaglio, 30 gli ambulanti che vendono nei mercati.

Nel 2011 l´azione di controllo del servizio di igiene degli alimenti di origine animale ha portato a comminare 20 sanzioni amministrative e 80 prescrizioni con la sospensione dell´attività di export.

Nei mesi scorsi la chiusura di un´azienda di lavorazione di prodotti alimentari a Torri di Arcugnano con un blitz della Guardia di finanza concertato con i veterinari dell´Ulss, in cui venne sequestrata una notevole quantità di carni bianche conservate in pessime condizioni igienico-sanitarie.

Infine, qualche giorno fa, ad opera sempre dei veterinari, ecco la distruzione di 30 quintali di polli lavorati da questa ditta in precedenza già diffidata, sottoposta a prescrizioni e ora definitivamente chiusa dopo il controllo

Franco Pepe – Il Giornale di Vicenza – 25 luglio 2012

 

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