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Zooprofilattico Teramo, ultimatum del ministero: direttore generale entro dicembre o commissariamento. Mastrocola rientra nella commissione per valutare i 24 candidati

Le minacce di commissariamento si fanno concrete per l’Istituto zooprofilattico di Teramo: al consiglio di amministrazione è stata recapitata una lettera del ministero della Salute con cui si intima di procedere entro un mese alla nomina del direttore generale altrimenti arriverà il commissario. Una nomina che però potrebbe arrivare in tempi brevi visto che il preside della facoltà di Agraria, Dino Mastrocola, è rientrato nella commissione che deve scegliere il nuovo direttore generale dalla quale si era dimesso qualche settimana fa.

Il richiamo del ministero non impensierisce tuttavia il presidente del consiglio di amministrazione dello Zooprofilattico Manola Di Pasquale, secondo la quale si tratta di «un atto scontato, dettato alle scadenze della legge di stabilità che sancisce la ricostituzione degli organi entro sei mesi dall’approvazione delle leggi regionali e dunque in questo caso entro la fine di dicembre. L’iter di ricostituzione degli organi è stato comunque avviato». E di pari passo al richiamo del ministero, la Regione sta procedendo nel suo percorso visto che la fase di impasse sulla nomina del direttore generale dovrebbe essere superata con il rientro di Mastrocola nella commissione nominata per la valutazione delle idoneità dei 24 candidati. Dunque la commissione composta oltre che da Mastrocola (designato dall’eteneo teramano) anche da Ernesto Grippo (designato dalla Regione), Remo Bonichi (designato dall’Agenas), Claudia Angiolini (designata dalla Regione Molise) ed Edoardo Alesse (designato dall’università dell’Aquila), si è ricostituita ed è tornata al lavoro. Questo è stato possibile dopo che l’avvocatura regionale ha sciolto i nodi sui criteri da adottare per la valutazione delle idoneità che avevano causato le divergenze tra i membri della commissione, alcuni orientati verso criteri interpretativi più rigidi dei requisiti del bando, e altri che invece lo interpretano con criteri a maglie più larghe. Criteri che, nel primo caso, erano talmente restrittivi da lasciare tra gli idonei solo Antonio Petrini, già dirigente veterinario dell’Izs con esperienza in numerosi progetti dell’Oie (l’organizzazione mondiale per la sanità animale), mentre nel secondo la rosa dei nomi idonei sarebbe più ampia. La ricomposizione dei dissidi lascia presupporre che restano ancora aperte le possibilità per gli altri favoriti ovvero Gianluca Fiore, funzionario scientifico della Commissione europea con esperienza nel Centro comune di ricerca di Ispra, ma anche per la candidatura di Mauro Mattioli, ex rettore e docente di veterinaria dell’ateneo di Teramo. La Regione sembra dunque intenzionata ad accelerare la procedura per evitare il rischio del commissariamento.

Marianna De Troia – Il Centro – 3 dicembre 2015 

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