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Covid, il caso Treviso, il direttore generale dell’Ulss 2 Benazzi in diretta Facebook: «Noi non siamo Bergamo»

Il Gazzettino. Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana,  in diretta Facebook, interviene sul caso Coronavirus nel Trevigiano, in particolare a Montebelluna e risponde alla Stampa: «Noi non siamo Bergamo. Non vedo i disastri dipinti da qualcuno e che non ci appartengono». Nella conferenza molti i medici e specialisti intervenuti, tutti ribadiscono un concetto preciso: a Montebelluna i pazienti vengono accolti e curati, nessuno è stato rifiutato, l’assistenza c’è.

Il punto

L’occupazione di spazi negli obitori di Treviso e di Montebelluna rispecchia «una situazione tipica per la stagione» e non esistono «i disastri che qualcuno sta descrivendo». Così i responsabili dell’azienda sanitaria locale Ulss 2, di Treviso sono intervenuti oggi per precisare i contorni della situazione generale, dopo che da un consigliere reginale del Pd era partito l’allarme su una situazione paragonabile a quella di Bergamo nella prima ondata. Fino ad oggi, è stato sottolineato, i decessi per cause legate al Covid negli ospedali di Castelfranco Veneto e di Montebelluna sono stati, rispettivamente, 18 e 17, dunque dimensioni giudicate «del tutto gestibili». Nell’obitorio di Treviso «non si riscontrano saturazioni», è stato aggiunto, e se alcune salme sono state collocate in una chiesetta, «in una situazione più che decorosa, è per cercare di dare una risposta a congiunti i quali, per la lontananza o perché a loro volta in quarantena, ci hanno chiesto – riferiscono i responsabili – di ritardare la data del funerale». Nella struttura, che ha una capacità di 32 posti, si trovano anche tre corpi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Rispetto a Montebelluna, i dirigenti sanitari ricordano che l’obitorio accoglie anche le salme dell’area di Castelfranco in cui si sono verificati focolai particolarmente consistenti. I decessi registrati per tutte le cause a novembre sono stati una quarantina ed alcune salme sono state ospitate nelle celle mortuarie del cimitero di Montebelluna d’intesa con il Comune, con permanenza media di 3/4 giorni.

Ricoveri

«Nella Ulss numero 2 ci sono 433 ricoveri, i nostri operatori dimettono le persone che non hanno più bisogno delle cure ospedaliere, nell’ospedale Guicciardini di Valdobbiadene ci sono 19 persone, al Sant’Antonio abbiamo 15 persone, in entrambi vorremmo arrivare a 30 posti. La situazione dei ricoveri è governata. In semi intensiva stiamo leggermente diminuendo, speriamo sia un buon segnale, ma ricordo che la gestione di questo virus dipende molto dai nostri comportamenti», ha affermato ancora Benazzi

Obitori

La polemica sui feretri a Treviso e Montebelluna, parla il dottor Formentini: «A Treviso abbiamo 32 posti fissi (comprese 12 celle frigo), la situazione ad oggi è tipica della stagione, i posti all’interno dell’obitorio i posti non sono saturi. Molti familiari ci chiedono di posticipare il funerale per essere presenti al saluto dei cari, persone che sono magari in quarantena e noi cerchiamo di andargli in contro. Oggi è prevista una decina di “partenze” di corpi dall’obitorio. Esiste un protocollo valido in tutta l’azienda perché i familiari possano dare un ultimo saluto al caro deceduto.

Montebelluna

Il dottor Morgante: L’ospedale di Montebelluna si sta facendo carico dei pazienti Covid di tutto il territorio della Castellana, come quelli dell’ospedale di Castelfranco, quindi è chiaro che i ricoveri siano raddoppiati. Abbiamo circa un 30% in più di ricoveri. Abbiamo avuto decessi da tutto il territorio e le salmen restano in obitorio 3-4 giorni, questo ha creato la necessità di spostare le salme in altri luoghi, come il cimitero di Montebelluna (12 salme).

Ha parlato anche il primario di Medicina complessa di Montebelluna, il dottor Raffaele Pesavento. «Noi non mandiamo indietro le persone, non possiamo accettarlo: noi garantiamo assistenza a tutte le persone Covid che arrivano», ha sottolineato ancora Benazzi. «Noi riceviamo regolarmente i pazienti e una volta inseriti nei reparti vengono curati secondo i protocolli. Gli spostamenti riguardano strutture cliniche disponibili».

Dottor Dragoni, coordinatore del servizio infermieristico: «I dispositivi di protezione non mancano nelle nostre strutture».

Mancano infermieri

«Il vero valore di qualsiasi amministrazione è il personale – ha detto Benazzi -, oggi nella nostra Ulss, comprendendo tutti i lavoratori, abbiamo 126 persone in isolamento domiciliare o quarantena, 16 sono medici. Il problema vero lo abbiamo con un numero elevato di operatori socio sanitari e infermieri, in particolare ad Asoloe  Montebelluna, stiamo terminando i concorsi ed entro questa settimana assumeneremo 30 infermieri per Montebelluna. Per i medici oggi a Montebelluna mancano 14 medici, stiamo facendo bandi di libera professione per supportare questa carenza e aiutare i colleghi in prima linea. Ricordo a tutti che questa carenza è un difetto di programmazione nazionale, perché nelle scuole di specialità non si è voluto aumentare il numero di specialisti».

 

 

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