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Al Senato si inizia a votare sulla riforma Pa ma il giro di vite arriverà con decreti attuativi e potenziamento dei controlli

madia e rirfoimadi Luca Cifoni. L’assenteismo di massa organizzato, come forma di protesta e rivendicazione. E poi le assenze strategiche dei singoli, quelle che capitano sempre di lunedì o nei ponti festivi, o magari in corrispondenza di partite di calcio o altri eventi. Sono questi i fenomeni che il governo si propone di combattere, anche attraverso il disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione il cui iter entra nel vivo oggi al Senato con le votazioni in commissioni Affari costituzionali. È probabile che le novità non siano inserite direttamente come emendamenti al testo della delega, che viene giudicata già sufficientemente ampia anche relativamente a questi aspetti: piuttosto l’obiettivo del ministero della Pubblica amministrazione è intervenire nella fase successiva, quella dei decreti attuativi, e poi rafforzare l’azione di contrasto con provvedimenti amministrati vi mirati incluso il potenziamento delle risorse disponibili per i controlli.

Dunque le visite fiscali saranno concentrate proprio nei giorni più critici, con l’obiettivo di scoraggiare le malattie di comodo. D’altra parte il disegno di legge già include tra le sue linee guida la creazione di un polo unico per la medicina fiscale: l’Inps, che oggi svolge questa funzione nel privato, si occuperà in futuro anche dei dipendenti pubblici, attualmente controllati dalle Asl.

IL RUOLO DEI DIRIGENTI

Un’altra direttrice di azione tocca il ruolo dei dirigenti, che dovrebbero essere responsabilizzati nel proprio ruolo di vigilanza sui comportamenti scorretti dei propri dipendenti: i provvedimenti attuativi con i quali verrà riordinata la dirigenza pubblica offrono spazi anche per norme di questo tipo. Infine si sta ragionando su un altro aspetto, un possibile intervento contro gli scioperi bianchi, quei comportamenti che formalmente corretti e legali in realtà sono messi in atto come forma di protesta, con l’obiettivo di paralizzare un certo servizio pubblico (tipicamente attraverso il rispetto meticoloso delle procedure). L’idea è circoscrivere anche dal punto di vista normativo la nozione di abuso di diritto, analogamente a ciò che è avvenuto in altri campi, ad esempio quello fiscale con l’elusione; il concetto non riguarderebbe solo i servizi pubblici essenziali ma l’intera pubblica amministrazione. Resta ancora da decidere se e come tutto ciò si potrà tradurre in nuove norme.

I TEMPI

Da oggi però le votazioni si concentreranno sulla riforma nella struttura messa a punto dal governo e poi ritoccata con gli emendamenti presentati in commissione, in particolare dal relatore Giorgio Pagliari (Pd). Dunque non sono attese nell’immediato novità stravolgenti, anche se va ancora sciolto qualche nodo controverso come quello dei segretari comunali. Il testo cancella sostanzialmente questa figura ed ha scatenato le proteste degli interessati; il governo non intende fare marcia indietro ma è probabile che si valuti qualche forma di gradualità. La preoccupazione principale riguarda i tempi. L’esame della riforma è iniziato la scorsa estate e l’obiettivo è concluderlo prima della prossima. Il via libera del Senato dovrebbe arrivare entro tre settimane, poi il testo passerà alla Camera.

Il Messaggero – 4 marzo 2015 

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