Sei in:

Lea, la pagella della Sanità. Toscana supera Emilia, precipita Lombardia. Piemonte terzo, bene Veneto, ultima Campania

regioniMichele Bocci, la Repubblica. In riga dalla prima all’ultima. Nel sistema sanitario nazionale si presta sempre grande attenzione a non fare classifiche delle regioni, perché è difficile paragonare i servizi di assistenza di realtà locali con storia, organizzazione, bilanci e situazioni sociali diverse. In questo caso però non si scappa: la cosiddetta “griglia lea” assegna punteggi che permettono di chiarire chi lavora meglio e chi peggio in sanità. Chi cresce e chi cala da un anno all’altro. Questo è lo schema: sono stati scelti 31 livelli essenziali di assistenza (lea, appunto), cioè le prestazioni che tutte le regioni devono dare ai loro cittadini, e si è accertato il modo in cui vengono erogati. Si valutano ad esempio tassi di vaccinazione, servizi agli anziani, ricoveri ospedalieri appropriati e non, esami come la risonanza magnetica, controlli sulla sicurezza del lavoro. Chi va bene nella singola voce ottiene un punteggio, pesato a seconda dell’importanza del settore. Via via che la qualità della prestazione peggiora, il “voto” assegnato si abbassa. La classifica

repubblica indagine 1-2In queste settimane si sta calcolando come si sono comportate le regioni nel 2013. I dati saranno ufficializzati ad aprile. Il punteggio più alto, quello che si prenderebbe ottenendo il massimo in tutti gli indicatori, è 225. La Toscana con un exploit significativo si è fermata a 214 e in un anno ha scavalcato l’Emilia (204), diventando la prima in classifica. Un risultato molto importante, tanto più in un periodo pre elettorale come questo. Così i vertici della regione lo hanno diffuso già da tempo. Adesso però si conosce la lista completa, con tutti gli altri tranne Bolzano, Trento, Friuli, Val d’Aosta e Sardegna, che sono a statuto speciale. Guardando sotto la Toscana si trovano alcune sorprese. La prima riguarda la Lombardia. Almeno secondo gli indicatori in questione, non è più tra le realtà leader della sanità italiana. In due anni, dal 2011 al 2013, è passata dal secondo al sesto posto a pari merito con la Liguria (scendendo da 195 a 187 punti). Balzano invece dal nono al quarto posto le Marche e colpisce anche la crescita del Piemonte, terza solitaria malgrado sia una regione in piano di rientro. Anche il Veneto è un inquilino stabile della parte alta della graduatoria. L’Umbria invece segna un certo affaticamento.

Nelle posizioni basse restano le realtà del Sud, con la Campania che pur avendo un punteggio in crescita non riesce a schiodarsi dall’ultima posizione. Ormai è rimasta l’unica sotto la soglia dei 130 punti, quella in cui si è considerati inadempienti. Fino a 160 c’è una riserva e sopra si è adempienti. Salta all’occhio che le regioni più in difficoltà in questa graduatoria sono anche quelle con i bilanci messi peggio e allo stesso tempo con una spesa maggiore per il personale.

La griglia lea viene compilata da un tavolo ministeriale a cui partecipano le regioni e la loro agenzia nazionale, Agenas. Tra l’altro serve a calcolare quali sono le realtà locali di riferimento, cosiddette “benchmark”, per indicare alle altre i prezzi giusti per gli acquisti. Perché chi ha buoni servizi di solito ha anche lavorato sulle gare per contenere la spesa. Inoltre, insieme ad altri indicatori legati agli stessi lea, può far mettere le regioni in piano di rientro. Insomma, magari non si tratta di una classifica, ma offre una bella fotografia della qualità dei servizi sanitari in Italia.

Griglia Lea. Ministero precisa: “Dati diffusi oggi sono provvisori. Verifica ancora in corso”

A seguito della pubblicazione su alcuni organi di stampa dei risultati della verifica Lea 2013 il ministro ha precisato che “tutte le rilevazioni relative alle Regioni in piano di rientro sono da considerare provvisorie in quanto le stesse Regioni hanno tempo fino al 10 marzo per presentare integrazioni documentali”.

 “La griglia sull’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, strumento di valutazione e monitoraggio dei servizi sanitari regionali utilizzato dal Comitato Lea, coordinato dal Ministero della Salute, contiene numerosi indicatori che consentono di dare una lettura complessiva dei servizi sanitari regionali”, così il ministero in una nota.

 “Il Ministero, come previsto dal Patto della salute – prosegue la nota – sta lavorando  alla revisione del sistema di valutazione e di garanzia del servizio sanitario nazionale, al fine di migliorare la qualità delle prestazioni offerte in tutte le aree del Paese”.

 “In merito ai dati pubblicati da alcuni organi di informazione – conclude la nota – si rileva che tutte le rilevazioni relative alle Regioni in piano di rientro sono da considerare provvisorie in quanto le stesse Regioni hanno tempo fino al 10 marzo per presentare integrazioni documentali”.

Repubblica e Quotidiano sanità – 4 marzo 2015 

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top