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Alaska, rotta chiave per la diffusione dell’influenza aviaria nel Nord America. Lo Stato rimane importante per consentire il monitoraggio degli uccelli migratori

Una ricerca dell’US Geological Survey ha ribadito che l’Alaska occidentale rimane un punto caldo per l’ingresso in Nord America dell’influenza aviaria. Il nuovo rapporto annuncia che, sebbene in Alaska non sia stato individuato alcun virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, lo Stato rimane importante per consentire il monitoraggio degli uccelli migratori che, sorvolando il paese, migrano tra Nord America ed Eurasia.

“Le precedenti ricerche effettuate in Alaska occidentale hanno dimostrato che, sebbene non sia stato rilevato alcun virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, circa il 70% dei virus dell’influenza aviaria isolati in questo settore contengono materiale genetico proveniente dall’Eurasia, fornendo prove degli alti livelli di scambio virale intercontinentale” ha spiegato Andy Ramey, scienziato dell’USGS e autore principale del recente rapporto “Questo perché le rotte migratorie asiatiche e nordamericane si sovrappongono nell’Alaska occidentale”

La bassa o alta patogenicità si riferisce alla possibilità che il virus dell’aviaria ha di causare malattie o morti e non al modo in cui i virus possono infettare gli esseri umani, altri mammiferi o altre specie di uccelli.

La maggior parte dei ceppi di influenza aviaria non sono altamente patogeni e causano pochi segni di malattia negli uccelli selvatici infetti. Tuttavia, nel pollame, alcuni ceppi a bassa patogenicità possono mutare in altamente patogeni, causando un maggior numero di contagi gravi o di decessi, sia tra il pollame che tra gli uccelli selvatici.

Precedenti ricerche dell’USGS, hanno permesso di individuare il virus a bassa patogenicità H9N2 in una Oca Imparatore e in un Codone. Entrambi i virus erano quasi geneticamente identici ai virus trovati nei campioni di uccelli selvatici dal lago di Dongting, in Cina e in quello di Cheon-Su Bay, nella Corea del Sud.

“Questi virus H9N2 sono a bassa patogenicità e non infettano gli esseri umani; ma virus simili hanno causato epidemie nel pollame domestico di alcuni paesi dell’Asia” ha detto Ramey.

Nel nuovo rapporto, l’USGS ha collaborato con la Yukon Kuskokwim Health Corporation di Bethel, in Alaska,  la Southeastern Cooperative Wildlife Disease Study di Athens, in Georgia, per ottenere e testare campioni provenienti da uccelli nati in Alaska nella primavera del 2015.

Sono stati raccolti oltre 1.000 campioni provenienti da uccelli acquatici, i primi ospiti del virus dell’influenza aviaria. Anche l’anno scorso, l’USGS aveva pubblicato un articolo che descrive l’introduzione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità nel Nord America alla fine del 2014, avvenuta probabilmente attraverso gli uccelli migratori che hanno sorvolato l’Alaska, sebbene il virus non sia mai stato rilevato in questo paese.

Il prossimo autunno, l’USGS campionerà gli uccelli selvatici dell’Izembek National Wildlife Refuge.

Fonte The Poultry Site (da Unaitalia) – 11 aprile 2016 

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