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Alimenti e nutrizione. Lorenzin scrive alla Ue contro la proposta inglese dei “semafori”. E i Sian in tanta confusione?

lorenzin-tf-ansa-258In una lettera inviata al commissario europeo per la Salute Tonio Borg il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha manifestato le proprie riserve sulla proposta del Regno Unito di etichettare gli alimenti con il cosiddetto sistema dei ‘semafori’ che prevede una gamma di colori (rosso, giallo e verde) per evidenziare i livelli dei grassi saturi,  zuccheri e sale. «Questo sistema considera le caratteristiche dei prodotti in maniera superficiale e rischia di mettere in cattiva luce e discriminare gli alimenti tipici della nostra tradizione, conosciuti ovunque per le loro caratteristiche organolettiche e la loro qualità» ha scritto il ministro italiano al commissario Ue.

La vicenda su cui interviene la Lorenzin è risaputa: la Gran Bretagna ha deciso di adottare un sistema di etichettatura che mette in guardia il consumatore sulla presenza di sali, grassi e zuccheri nei prodotti alimentari e pone una pesante ipoteca sul paniere dei prodotti mediterranei, in particolare quelli italiani. Rischiano infatti di finire al bando salumi, formaggi e dolci, olio e sughi, fiore all’occhiello del made in Italy. Il Sole 24 Ore ha calcolato che in Gran Bretagna un quarto dell’export agroalimentare italiano, secondo quanto risulta dai dati di Federalimentare, riguarda infatti formaggi, salumi e dolci. Fin qui i fatti.

Davanti a questa prospettiva è naturale che i produttori italiani (ricordiamo che l’Italia vanta il maggior numero di alimenti con Dop e Igp) abbiano protestato. Anzi oseremmo dire che è sacrosanto.

Ma la vibrata protesta del ministro Lorenzin appare come un po’ stonata. Non è la prima volta che l’esponente nel governo Letta manifesta la propria vicinanza agli operatori dell’agroalimentare italiano. E va benissimo, se fatto a livello personale o persino politico. Ma una presa di posizione istituzionale del dicastero della Salute italiano, si converrà, è un’altra cosa. Nella lettera, il ministro Lorenzin ha evidenziato al Commissario per la Salute Ue che «la proposta del Regno Unito, senza riscontri scientifici, potrebbe causare confusione nei consumatori, interferenze nelle politiche nutrizionali e nelle strategie di corretta informazione».

Senza riscontri scientifici? Ma allora a cosa servono i Sian? E i tanto sbandierati stili di vita? Caro ministro quale pensa siano i compiti dei servizi Igiene degli alimenti e della nutrizione delle Asl italiane, se non educare a una corretta alimentazione, secondo principi nutrizionali riconosciuti? Opera che viene svolta nei confronti della cittadinanza e in particolare nelle scuole. Viene il dubbio che il ministro non ritenga preziosa e indispensabile, come invece è, l’attività dei Sian. O che non la conosca pienamente.

E forse, e soprattutto, si sta facendo un po’ di confusione. Il lardo di Collonnata, Igp vanto indiscusso del made in Italy, per fare un esempio, non è propriamente un alimento da raccomandare a grandi dosi… Allora forse è meglio che Beatrice Lorenzin ricordi di essere il ministro della Salute, non delle Politiche agricole. Lasci alla collega De Girolamo la difesa dell’agroalimentare tricolore e si preoccupi invece della tutela della salute della popolazione italiana. La prevenzione e una corretta e calibrata alimentazione, è risaputo, riducono i fattori di rischio e preservano da gravi patologie.

A cura Sivemp Veneto – 20 luglio 2013 – riproduzione riservata

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