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Pronta disponibilità veterinaria, richieste di intervento prive di urgenza: Fvm-Sivemp scrive alla Regione

cure mediche chiamataIn una lettera del 15 luglio, inviata al direttore dell’Unità di progetto Giorgio Cester, al segretario per la sanità, Domenico Mantoan, e all’assessore Luca Coletto, il segretario regionale Fvm-Sivemp, Roberto Poggiani, solleva il problema delle sempre più numerose richieste di intervento ai servizi di pronta disponibilità veterinaria delle Ulss, e dell’opportunità di stabilire per le chiamate prive di qualsiasi urgenza una adeguata tariffazione. Si tratta di un correttivo già messo in atto in altri settori sanitari che, oltre che tutelare la dignità professionale dei veterinari pubblici, eviterebbe alle Ulss esborsi economici ingiustificati, educando l’utenza a un utilizzo responsabile dei servizi di pronta disponibilità ed evitando gli accessi ‘impropri’.

«Il continuo susseguirsi di nuove normative comunitarie o nazionali di interesse veterinario e la mutata sensibilità dei cittadini nei confronti degli animali – scrive Poggiani – obbligano, di fatto, i veterinari dipendenti delle Ulss occupati in servizio di pronta disponibilità ad interventi  sempre più numerosi sul territorio».

E aggiunge: «Come appare evidente il veterinario può rendersi conto dell’effettiva  entità dell’intervento solo dopo essersi recato  nella località indicata come sede dell’urgenza. A questo proposito dobbiamo purtroppo  constatare che, troppo spesso, di urgente le chiamate in questione non hanno nulla. Le richieste di intervento dettate da motivazioni inconsistenti, se non addirittura futili, ormai non si contano più».

«A questo punto – osserva il segretario veneto Fvm-Sivemp – anche volendo tralasciare lo scarso rispetto per un professionista che si vede costretto ad uscire inutilmente (magari di notte), crediamo vada considerato soprattutto il significativo danno economico derivante alle casse delle Ulss, che si vedono obbligate a coprire le spese di un intervento inutile e anche quelle della trasferta».

Poggiani chiede pertanto «se, in ultima analisi, ed in perfetta analogia con quanto da tempo si è attuato nei pronto soccorso degli ospedali veneti, non sia necessario tariffare, e quindi  far pagare adeguatamente al richiedente (persone fisiche, associazioni, eccetera), le prestazioni giudicate all’atto dell’intervento come procrastinabili e prive di ogni urgenza».

A cura ufficio stampa Sivemp Veneto – 20 luglio 2013 – riproduzione riservata

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