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Anaao Assomed: stato di agitazione «in difesa della sanità pubblica»

Il consiglio nazionale dell’Anaao Assomed «in assenza di risposte da parte di Governo, Parlamento e Regioni alla grave crisi che investe la sanità pubblica, dichiara lo stato di agitazione della categoria dando mandato alla segreteria nazionale di concordare con le altre organizzazioni sindacali iniziative unitarie che entro l’estate rendano visibile la protesta ed il disagio dei professionisti del Ssn di fronte al collasso annunciato del servizio sanitario pubblico e nazionale».

Una conferma questa dello stato di agitazione già a suo tempo annunciato e che si associa a quello proclamato martedì dalla Cimo Asmd .

Le motivazione dell’Anaao sono riferite anzitutto alla situazione economica. «La sanità italiana, colpita dai tagli al finanziamento nel triennio 2012-2015 pari a 17 mld di euro, minacciata da una spending review che rischia di essere una variante dei tagli lineari, terreno di un inedito conflitto istituzionale tra Governo e Regioni – si legge nel comunicato del sindacato – stenta sempre più a garantire i Lea in aree crescenti del Paese».

Ma non solo. L’Anaao giudica anche che «nel frattempo peggiorano le condizioni di lavoro dei medici e dirigenti sanitari, grazie anche all’abuso persistente di contratti atipici ed al prolungato blocco del turn-over, ed incombe la minaccia alla libera professione intramoenia che, soggetta a pregiudizi e a scelte politiche demagogiche, è ancora lontana da una soddisfacente e tempestiva soluzione legislativa che garantisca insieme il diritto dei medici e dirigenti sanitari al suo corretto esercizio e quello del cittadino alla libera scelta del professionista.Da una parte si approfondisce la crisi del modello aziendale arenatosi sulla riduzione dei costi fissi attraverso il controllo del fattore produttivo personale e fantasiose elaborazioni di nuovi standards per la costituzione delle Unità operative semplici e complesse che, mascherati da ennesima manovra di razionalizzazione, intendono limitare lo sviluppo della carriera professionale e rendere più fragile ed insicura l’organizzazione del sistema, dall’altra si animano tavoli tecnici che mirano, attraverso la sommaria erosione dei tradizionali ambiti professionali di medici e dirigenti sanitari, all’incremento delle competenze delle professioni infermieristiche e tecniche, in una logica antagonistica e contrattualistica».

Per questo «i medici e dirigenti sanitari non intendono rassegnarsi al declino di un valore fondamentale quale la tutela della salute, alla progressiva caduta di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario pubblico, particolarmente accentuata nelle Regioni sottoposte a piano di rientro, né assistere da puri spettatori alla progressiva mortificazione della professione».

sole 24 ore sanita – 25 maggio 2012

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