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Assicurazioni, il Veneto vuole risparmiare 40 milioni. La riforma: autocopertura delle Asl fino a 500mila euro, poi le polizze

1a1a1a1a_0a0a1aaaaaaamantoanUna rivoluzione che – per ora solo sulla carta – farà tirare un sospiro di sollievo a pazienti delusi, medici affranti e Regione Veneto, sempre più attenta al portafogli. Solo le compagnie assicurative forse storceranno il naso di fronte alla novità appena licenziata dal segretario regionale alla Sanità Domenico Mantoan, il sistema di autoassicurazione delle aziende sanitarie. Un meccanismo che permetterà di dimezzare le spese per i premi pagati da Usl e aziende ospedaliere, che passeranno da 80 a 40 milioni di euro su base regionale. Il denaro messo da parte sarà reinvestito in sanità: un’iniezione di liquidità all’interno di un settore da tempo stretto nella morsa di tagli e razionalizzazioni.

Ieri il segretario regionale alla Sanità, ospite al convegno padovano dedicato al Risk Management (andato in scena nell’aula magna della palazzina dei Servizi dell’azienda ospedaliera) ha annunciato quali saranno i prossimi passi che porteranno a compimento la rivoluzione auto-assicurativa. La Regione Veneto, reduce dall’infelice esperienza con City Insurance (terminata con un’indagine in Procura e un’altra della Corte dei Conti) ha messo mano al sistema assicurativo della sanità, in particolare quello che copre il danno cagionato da medici e personale nei confronti dei pazienti. Studiando le esperienze di altre regioni, ha elaborato il nuovo sistema, che prevede l’intervento dell’assicurazione solo nel caso in cui la richiesta di risarcimento superi i 500 mila euro. Per tutti i contenziosi a minor tenore economico, l’azienda sanitaria sarà chiamata a far da sé. Prime a partire sono state, in via sperimentale, Padova e Verona. Ora è pronto l’intero piano di riorganizzazione. La delibera, che sarà presentata in Giunta regionale a strettissimo giro, prevede un sistema basato su cinque aree: la prima ingloba le Usl di Padova, Rovigo e Adria, la seconda di Treviso e Belluno, la terza di Vicenza, la quarta di Venezia e la quinta di Verona. Cinque aggregazioni cui faranno seguito altrettante gare d’appalto per trovare compagnie assicurative con cui garantire copertura ai contenzioni over 500 mila euro. Per il resto invece il paziente, qualora si senta vittima di un errore medico, potrà rivolgersi direttamente all’ospedale da cui ha ricevuto le cure contestate: in questo modo si andrà a risarcimento immediato, con vantaggi per il malato, che non dovrà attendere anni per ottenere il denaro, per il medico, che non finirà sulla «graticola» e per l’azienda sanitaria stessa, che risparmierà pagando di tasca propria, pescando da un fondo ad hoc, senza bisogno di mediatori. Fabiano Pesci – Il Mattino di Padova – 30 maggio 2013

Assicurazioni, la riforma: “Subito il rimborso danni senza infierire sul medico”  

Autocopertura delle aziende fino a 500 mila euro, poi le polizze. Usl divise in 5 aree: risparmiati 40 milioni di premi. Chiusa l’infelice parentesi con la «City Insurance», la compagnia rumena finita sotto inchiesta dopo aver vinto l’appalto da 76 milioni di euro promosso lo scorso anno dalle Regione per coprire le 24 aziende sanitarie, ora la giunta Zaia si prepara a varare una riforma epocale. Partita il primo gennaio nelle strutture padovane (Azienda ospedaliera, Istituto oncologico veneto, Usl 16 del capoluogo, 15 di Cittadella e 17 di Monselice) e ora anche a Verona la prima parte del progetto, ovvero la sperimentazione dell’autoassicurazione che poi ogni realtà veneta garantirà per risarcire danni fino a 500 mila euro, proprio dalla città del Santo ieri il segretario della Sanità, Domenico Mantoan, ha anticipato i contenuti della seconda parte del percorso.

Inerente la necessità di trovare una o più compagnie che rispondano dei cosiddetti «danni catastrofali», cioè superiori a 500 mila euro.

«Divideremo il territorio in cinque aree, da un milione di abitanti ciascuna – ha spiegato Mantoan – e cioè: la provincia di Padova con Rovigo e Adria, le province di Verona, Vicenza, Venezia prese singolarmente, le province di Treviso e Belluno insieme. Per ognuna inviteremo le UsI ad aggregarsi in un’unica gara per la copertura assicurativa, in modo da poter lanciare come Regione cinque gare. Al termine delle quali potremo avere da una a un massimo di cinque compagnie». E non più fino a 24, cioè una per azienda sanitaria, come può accadere adesso, con le Usl libere di decidere ciascuna per sè.

Quali sono i vantaggi?

«E’ un modello al quale siamo giunti studiando i sistemi delle altre regioni (l’autoassicurazione è già una realtà in Toscana, per esempio, ndr) ha aggiunto Mantoan – e partendo da un’osservazione: oggi si concretezza un danno, l’assicurazione paga ma l’anno dopo toglie la polizza, così tante compagnie si sono allontanate dal Veneto. Il modello da noi elaborato innescherà un circuito virtuoso che consentirà di dimezzare i costi per i premi da 80 a 40 milioni di euro e nello stesso tempo di rimborsare il cittadino parte lesa tutelando i professionisti della sanità».

Ora infatti la denuncia per un errore nelle cure scatena una lunga contesa giudiziaria che costringe il malato (o la famiglia, in caso di decesso di questi) ad aspettare anche anni per avere giustizia e il medico indagato a restare nel limbo, magari sospeso dalla professione. O comunque messo alla berlina e colpito nella professionalità e nella credibilità da un procedimento che, rivela l’Amami (Associazione medici accusati ingiustamente di malpractice), 9 volte su lo si risolve con l’assoluzione del camice bianco. Il sistema dell’autoassicurazione, la cui sperimentazione durerà un anno, verte invece sul tentativo delle aziende di risolvere le contese in forma extragiudiziale, cioè con mediazioni capaci di risparmiare dolore, soldi e tempo a tutti e di dare immediata soddisfazione al ricorrente, proteggendo al contempo gli operatori sanitari. Per i «danni catastrofali», infine, entreranno in campo i professionisti di settore. Tutto ciò è contenuto in una delibera che a breve porterà in giunta l’assessore alla Sanità, Luca Coletto. Il quale festeggia il consolidato 2012 della sanità (il bilancio complessivo delle Usl), certificato dal ministero dell’Economia con un attivo di 1,5 milioni di euro. «Parametrando il risultato ai tagli orizzontali di Roma, direi che siamo molto più bravi noi», commenta Coletto. Michela Nicolussi Moro – Corriere del Veneto – 30 maggio 2013

31 maggio 2013

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