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Authority, riforma in arrivo, Il governo prepara i tagli. Il varo entro ottobre. Il nodo delle competenze in comune con i ministeri

Un giro di vite sulle Autorità indipendenti. Entro ottobre. I tempi assai stretti per l’attuazione della delega sulla Pubblica amministrazione, il governo ha promesso all’Ue di realizzarla entro l’anno, rendono caldo il dossier dell’intervento previsto sugli organi di vigilanza e regolazione.

Un tema tanto delicato quanto ancora da decifrare alla luce dell’emendamento di Ernesto Carbone (Pd), relatore al provvedimento, che traccia le intenzioni dell’esecutivo. Il testo prevede «la razionalizzazione con eventuale soppressione degli uffici ministeriali le cui funzioni si sovrappongono a quelle proprie delle Autorità indipendenti e viceversa». Un passaggio che, seppure in modo generico, prefigura il travaso di alcuni poteri e competenze da soggetti per loro natura indipendenti (per esempio Consob, Antitrust, Autorità dell’Energia, Authority Tlc) a strutture più organiche al potere esecutivo come i ministeri. Carbone per il momento non specifica quali siano le Authority e i ministeri che si sovrappongono e che saranno interessati dall’intervento, ma ribadisce: «L’obiettivo è introdurre un principio per razionalizzare le competenze tra ministeri e Autorità, oltre che evitare tutte le sovrapposizioni esistenti tra le stesse». Quanto basta per alimentare più di una preoccupazione. Tanto più, visto il calendario: nel cronoprogramma del governo il relativo decreto dovrebbe essere varato entro ottobre prossimo.

L’urgenza è dettata dal fatto che anche alla riforma della Pa è ancorato il piano di spending review che il governo sta rivendicando con Bruxelles per ottenere più flessibilità. Non a caso, nelle delega relativa alle Autorità è prevista «l’individuazione di criteri omogenei di finanziamento delle medesime autorità, tali da evitare maggiori oneri per la finanza pubblica, mediante la partecipazione, ove non attualmente prevista, delle imprese operanti nei settori e servizi di riferimento». Un’indicazione che fa il paio con «l’individuazione di criteri omogenei per la determinazione del trattamento economico dei componenti e del personale delle Autorità indipendenti». Il governo vuole assicurarsi tutti i risparmi possibili e contestualmente riformare gli organismi di vilanza e regolazione. Un piano, del resto, accarezzato periodicamente dagli esecutivi. Da parte loro i vertici delle autorità paiono allineati nell’evidenziare che la razionalizzazione è in atto da tempo.

Nella sua relazione annuale il presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni ha snocciolato la lista dei risparmi: riduzione del 20% del trattamento economico accessorio dei dipendenti e del 50% alle consulenze. Anche il Garante della concorrenza, Giovanni Pitruzzella, nella relazione annuale ha ricordato: «i costi dell’Autorità non gravano sul bilancio dello Stato, allo stesso tempo, per il solo 2014, l’importo delle sanzioni irrogate, pari a 186 milioni, è confluito nelle finanze pubbliche». All’Antitrust le spese per auto di servizio, bollette telefoniche e banche dati sono state tagliate rispettivamente del 72 del 28 e del 55%. Basterà al governo?

Andrea Ducci – Il Corriere della Sera – 23 agosto 2015 

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