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Belluno. Gregge spaventato dai cani: 162 pecore precipitano e muoiono

Incidente vicino al Lago Morto, sulla strada per il Col Visentin. Gli animali presi dal panico, alcuni si sono salvati nell’acqua

Strage di pecore vicino al Lago Morto, in provincia di Belluno. Il gregge di un pastore alpagoto è stato decimato nella tarda serata di lunedì. Il pastore ha infatti visto morire sotto i suoi occhi ben 162 animali. Il gregge stava percorrendo l’asse vittoriese da sud verso nord, diretto al Col Visentin.

Secondo la prima ricostruzione del servizio veterinario dell’Usl 7, un gregge di circa 1.400 pecore, condotto da un pastore di Spert d’Alpago che aveva pernottato in zona, si stava dirigendo al Visentin, percorrendo una strada bianca che costeggia le acque del Lago Morto lungo la salita delle Caloniche.

Tutto procedeva tranquillamente, con la naturale curiosità dei passanti, quando si è materializzato il fatale imprevisto: davanti alle pecore, all’altezza delle prese del lago, sono comparsi due cani che, alla vista delle pecore, hanno iniziato ad abbaiare furiosamente. Nel gregge si è diffuso il panico.

Alcune pecore, tentando di allontanarsi dai cani, sono precipitate su una stradina sottostante alcuni metri. Non molti, ma sufficienti a uccidere 162 pecore (un decimo del gregge). Una mezza dozzina di capi, passando all’interno di un parapetto, è finita nelle acque del lago, non più gelide. Sono state ripescate salve e quasi sane. Non senza difficoltà il pastore è riuscito ad allontanare i cani e a riprendere il controllo del gregge.

Dopo la conta degli animali morti sono arrivati sul posto i camion delle ditte autorizzate a trasportare le carcasse (tutte identificate da un chip numerato). Il recupero, non facile visto che il luogo è difficile da raggiungere, sono proseguite ieri. Per rimuovere le pecore morte e portarle sulla strada bianca è stato utilizzaro un trattore. «Non ci sono rischi per la salute dell’uomo», fa sapere il veterinario e assessore comunale Antonio Miatto, che ha seguito il recupero. Ancora da valutare, ma comunque consistenti, i danni patiti dal pastore.

Il Gazzettino – 18 aprile 2013

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