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Belluno. Usl 1, sindaci anti-Regione: «L’ospedale diventi subito hub». E a Feltre chiusa la lavanderia interna del «Santa Maria del Prato»

«Che l’ospedale San Martino diventi al più presto un “hub”, centro di riferimento provinciale. E servono subito 10 milioni di euro per svecchiare alcuni reparti e migliorare infrastrutture e apparecchiature». A chiederlo con forza è il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 1, il primo cittadino Jacopo Massaro.

Già molti «colleghi» sono dalla sua parte e lunedì, a margine dell’ordine del giorno della Conferenza, tratteranno anche questo tema, reso attuale dal silenzio della Regione sul futuro della sanità dolomitica.

Quasi un anno fa era esploso il caso-sanità bellunese. «Cosa ne sarà?» chiesero allora gli amministratori locali e dalla Regione arrivarono rassicurazioni sul fatto che il «San Martino» sarebbe presto divenuto un «hub». Invece «sono trascorsi diversi mesi e della programmazione sanitaria che avevamo effettuato in modo condiviso non si vede traccia – spiega Jacopo Massaro, per conto anche di altri sindaci – Quel che è peggio è che non sono stati fatti importanti investimenti in infrastrutture ospedaliere e in macchinari. Si assiste, invece, sempre più a casi di trasferimento a Treviso di pazienti che non si possono più curare nel capoluogo. Servono subito 10 milioni di euro per rimettere al passo il San Martino». Intanto ci sarebbe un’occasione da non farsi scappare per migliorare l’offerta dell’ospedale. «Un donatore, che preferisce rimanere anonimo – spiega Massaro – sarebbe lieto di mettere a disposizione del nosocomio un costosissimo apparecchio in grado di fare le Pet-Tac». Ovvero un esame di medicina nucleare che, unito alla tomografia computerizzata (Tac), rappresenta oggi il metodo d’indagine più innovativo e non invasivo nel campo della diagnostica oncologica per immagini.

«Il San Martino non può perdere l’occasione – chiude Massaro – La sanità bellunese non merita di essere assogettata a Treviso. Il nostro territorio è complesso, sappiamo che costiamo di più, ma non abbiamo mai chiesto più del necessario. Non è pensabile che un paziente di Sappada vada a farsi curare fino a Treviso».

A Feltre invece scoppia un caso al «Santa Maria del Prato»: la chiusura della lavanderia dell’ospedale, con quattro addetti alla stiratura rimasti senza impiego dal 1° agosto, che hanno fatto causa alla cooperativa «Tempus» di Fonzaso titolare dell’appalto per il servizio. Fallita la conciliazione tra due lavoratori e l’azienda tentata giovedì alla Direzione provinciale del lavoro. Lo stesso esito si prevede per un terzo dipendente che ha chiamato la «Tempus» per la conciliazione (passaggio obbligatorio prima di un eventuale ricorso in tribunale) per il 12 agosto.

Federica Fant – Il Corriere del Veneto – 6 agosto 2016 

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