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Bluetongue, dalla Giunta 50mila euro per campionamenti. Guarda: insufficienti. Su veterinari e vaccini servono risposte

bluetongue e altroAnche l’emergenza Bluetongue e le carenze di organici dei servizi veterinari sono stati al centro del dibattito del Consiglio regionale sul bilancio. L’emendamento della Giunta che stanzia 50mila euro per effettuare un campionamento aggiuntivo sui bovini introdotti da Paesi in cui si siano verificati casi di Blue tongue è stato ritenuto insufficiente dalle opposizioni, soprattutto “se tolti alla veterinaria” hanno commentato i consiglieri del Pd Francesca Zottis, Graziano Azzalin e Cristina Guarda della Lista Moretti. E hanno aggiunto: “Bisognerebbe aprire una discussione più ampia sul settore veterinario nel suo complesso”. In particolare Guarda afferma: “Per evitare un’emergenza simile occorrono anche più veterinari e più coordinamento delle competenze. Occorre fornire un sostegno reale alla veterinaria pubblica. Il personale dei servizi delle Ulss è ridotto all’osso e di fronte alle giuste osservazioni presentate anche dal Sivemp in commissione Sanità, non c’è stata alcuna risposta dalla maggioranza, e questo è un comportamento irresponsabile.”

“E’ vero che per l’emergenza Blue Tongue qualcosa si è mosso – dice ancora la consigliera – ma è ancora troppo poco. Dopo quattro mesi di inadempienze la Regione deve svegliarsi e garantire un sostegno concreto alle strutture veterinarie pubbliche, sia per quanto riguarda le risorse umane che per quelle economiche”. Il sollecito al termine dei lavori in aula sul bilancio, dove la maggioranza ha bocciato un suo ordine del giorno sostenuto dai dem Azzalin e Andrea Zanoni, rilanciando l’allarme che arriva sia dal fronte medico che da quello degli allevatori. “Sono mancate disposizioni chiare da parte della Regione e tutti i soggetti si sono trovati senza direzione, spaesati e soli di fronte a un virus che continua a preoccupare”.

“La Bluetongue si è espansa in tutto il Veneto e nella Pianura Padana, ma la Giunta Zaia ha lasciato soli gli allevatori, che hanno dovuto pagare per vaccinare i propri capi. Per questo chiediamo il rimborso, almeno per evitare la ‘beffa’, visto che sono già numerose le persone danneggiate dal ritardo regionale. L’intervento per il vaccino degli ovicaprini a Treviso, Belluno e Vicenza non basta: è grave il mancato intervento sul bestiame nelle altre province, che sono rimaste scoperte, mettendo così in ginocchio gli allevatori di fronte alla morìa dei capi contagiati. Adesso chiedono giustamente chiarezza e certezze per evitare che a primavera si ripresentino le stesse inadempienze e, speriamo di no, gli stessi problemi”.

“Le azioni e le risorse messe in campo sono assolutamente inadeguate rispetto alla gravità della situazione e si pone anche un problema rispetto alle priorità manifestate della Giunta – concludono Zottis, Azzalin e Guarda – Ci lasciano perplessi infatti i 130mila euro destinati alla valorizzazione delle piccole produzioni locali (Ppl) in ambito agrozootecnico. Una misura di per sé lodevole, ma in questo momento come ribadito da agricoltori, allevatori e veterinari le priorità sono altre”.

22 dicembre 2016 (Ufficio stampa Sivemp Veneto)

 

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