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Catasto, parte il restyling delle rendite. In arrivo il decreto sulle Commissioni censuarie. Poi l’algoritmo per valutare 60 milioni di immobili

Il Governo mette a punto i primi decreti della delega fiscale, che la prossima settimana verranno presentati alle Commissioni parlamentari: sicuramente quello dedicato alle commissioni censuarie catastali e probabilmente quello sulle semplificazioni fiscali, con la famosa dichiarazione dei redditi precompilata.

In particolare, le commissioni censuarie incaricate di elaborare l’algoritmo per la revisione delle rendite del nuovo catasto, frutto della riforma, «saranno oggetto del prossimo provvedimento» che sarà varato «a brevissimo», ha detto ieri il vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate, Gabriella Alemanno, a margine della presentazione del Rapporto immobiliare non residenziale 2014.

Mauro Marino, presidente della commissione Bilancio del Senato, ha ricordato che «stiamo cercando di capire, sulla base della disponibilità del Governo, se fissare questo giovedì o martedì prossimo l’incontro con il Governo per la presentazione del cronoprogramma dei decreti; poi verrà formalizzato il decreto sulle commissioni censuarie, atto prodromico a quello che faremo dopo e che comunque sarà un provvedimento molto tecnico». La prima riunione vedrà schierati tutti i membri delle due commissioni Finanze di Camera e Senato, poi la discussione GovernoParlamento dovrebbe passare dal filtro del comitato informale formato da rappresentati dei gruppi delle due Camere e presieduto da Mauro Marino e Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera che già si era speso per un’approvazione rapida e condivisa delle legge delega.

Quanto ai contenuti del decreto sulle commissioni, sarà previsto che vengano costituite di fatto tre sezioni: una per il catasto terreni, una per il catasto fabbricati che funzioni con le vecchie regole in attesa delle nuove, con funzioni essenzialmente transitorie, e una che si occupi dell’applicazione della riforma. Saranno poi disciplinate le nomine dei membri, compresi quelli designati dalle associazioni della proprietà. Per gli algoritmi, alla base dei futuri valori e rendite catastali, ci sarà un altro decreto. Gabriella Alemanno ha ricordato anche che per fare una «riforma seria a 360 gradi» serviranno cinque anni: «In Italia ci sono 62 milioni di immobili censiti con una rendita complessiva di 36 miliardi. Circa 60 milioni di immobili saranno valutati dopo la riforma con un algoritmo; per gli altri, le unità speciali (come i capannoni industriali, ndr), servirà una stima diretta». Attualmente le commissioni censuarie hanno compiti di tipo puramente amministrativo, come ente di coordinamento fra l’attività dell’amministrazione del Catasto e dei servizi tecnici erariali e quella degli enti locali. Con la delega dovranno invece occuparsi della validazione delle funzioni statistiche (gli algoritmi) e delle procedure deflattive del contenzioso: il contribuente potrà ricorrere, per l’impugnazione delle rendite attribuite alle sue proprietà, alla commissione censuaria. Sarà compito del Tar, invece, occuparsi dei vizi del procedimento e delle questioni di legittimità.

Il secondo, attesissimo decreto riguarderebbe invece la semplificazione: la prima tappa sarà la dichiarazione dei redditi del 2015 precompilata per dipendenti pubblici e pensionati. Potrebbe interessare 18,4 milioni sui 41 milioni di contribuenti persone fisiche. Dopo dovrebbe partire la seconda fase, che vedrebbe la dichiarazione precompilata inviata a tutti i lavoratori dipendenti (così si arriverebbe a tre contribuenti su quattro). La precompilata dovrebbe contenere tutti i dati già in possesso del fisco (proprietà immobiliari e locazioni comprese), quindi se qualcuno volesse aggiungere, per esempio, le detrazioni per spese mediche, dovrà farlo al Caf o presso i professionisti abilitati dopo averla ricevuta. Ci sarà anche un sistema di controlli fiscali ridotti per chi aderirà alla dichiarazione precompilata.

Il Sole 24 Ore – 28 maggio 2014 

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