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Commissione sanità approva riparto regionale 2010. «No a uso improprio dei fondi»

imagesCAINSCIWLa commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Leonardo Padrin (Pdl), ha approvato con i voti di Pdl e Lega (contrari i rappresentanti delle opposizioni) il riparto del fondo regionale 2010. Il fondo complessivo ammonta a 8.137 milioni di euro e garantisce i finanziamenti necessari per l’attività ospedaliera e territoriale delle 21 aziende sanitarie territoriali e delle 2 aziende ospedaliere di Padova e Verona e per l’Istituto oncologico Veneto. «Il provvedimento arriva ad esercizio finanziario ormai concluso – ha commentato il presidente Padrin – più che un riparto rischia di essere ormai un ripiano. Per questa la commissione ha deciso di mettersi subito al lavoro per determinare, a cominciare dalla prima seduta utile di gennaio, i nuovi criteri da proporre all’assessore regionale per impostare il riparto 2011 del fondo sanitario regionale».

La commissione non ha rinunciato tuttavia a dare le proprie indicazioni anche sul provvedimento finanziario 2010, esprimendo cinque richieste puntuali. I consiglieri regionali hanno fatto propria la richiesta dell’assessore Remo Sernagiotto di ripristinare nel riparto 2010 i precedenti criteri di distribuzione dei 25 milioni del fondo regionale per la tossicodipendenza, in modo da non penalizzare progetti e attività già avviati e sostenuti dai Sert. In secondo luogo la commissione chiede di rivedere i criteri per il riconoscimento della specificità montana e delle aree lagunari, in modo da privilegiare le aree effettivamente più disagiate sulla base di parametri oggettivi. Quanto alla “specificità turistica” la commissione ha proposto che dal prossimo anno alle Ulss meta di flussi turistici le maggiori spese sostenute per la cura degli ospiti siano pagate a piè di lista, sulla base delle prestazioni effettivamente sostenute e documentate. Nuovi criteri dal 2011 anche per l’assegnazione delle risorse ai servizi di terapia intensiva offerti dalle strutture private e modifiche anche per la gestione della quota accentrata del fondo regionale sanitario, quest’anno pari a 167 milioni di euro: la commissione impegna la Giunta a porre mano al finanziamento sinora garantito all’Arpav (57 milioni di euro nel 2010, pari a circa un terzo dell’intero fondo accentrato) in modo da evitare che i fondi destinati ai livelli essenziali di assistenza siano dirottati verso scopi “impropri”. «Proponiamo all’assessore Coletto – sottolinea Padrin – di destinare piuttosto quei fondi a progetti di sostegno alla ricerca e alla disabilità». La commissione, infine, ha suggerito alla Giunta di valorizzare le alte professionalità sanitarie, sia nel sistema pubblico che nel sistema privato, al fine di migliorare le capacità di attrazione del servizio sanitario veneto.

Sanità: Pettenò (Fsv), riparto da bocciare

“Un riparto di risorse finanziarie alle aziende sanitarie del Veneto approvato a fine anno è alquanto ridicolo: si tratta di un ripianamento delle spese a consuntivo”. Questo il giudizio di Pietrangelo Pettenò , consigliere regionale della federazione della Sinistra veneta sul provvedimento approvato dalla commissione Sanità che assegna le risorse per il 2010 alle Ulss e alle aziende ospedaliere venete. Il ritardo con cui il provvedimento è arrivato in Consiglio – secondo Pettenò – non dipende solo dal cambio dell’amministrazione regionale, ma è indice “delle difficoltà della Giunta regionale e della maggioranza Lega-PDL”. “Ho votato contro la proposta di riparto arrivata dalla Giunta – spiega Pettenò – perché basata su criteri che non rispondono pienamente ai bisogni socio sanitari che emergono dalla popolazione: si continua a dare di più ad Ulss che hanno meno necessità o si sottofinanziano quelle aziende che hanno maggiori necessità a causa di elevate richieste di assistenza o per la geomorfologia territoriale, come la montagna, la laguna di Venezia, il Delta del Po. Si continua, inoltre, a non tener conto che le risorse messe a disposizione dal fondo sanitario nazionale vanno usate solo per soddisfare le prestazioni dei ‘livelli essenziali di assistenza’ (LEA) e non per pagare le rate dei progetti di finanza o altro ancora”. Pettenò concorda comunque sulla necessità – espressa da tutti i componenti della commissione Sanità – di aprire “una seria riflessione per definire dall’anno prossimo un riparto sanitario più rispondente ai bisogni socio sanitari della popolazione”. “Un percorso che, su proposta dello stesso Presidente della commissione Padrin – conclude l’esponente della Sinistra veneta – si è già avviato con il parere dato oggi alla Giunta regionale sul riparto per il 2010”.

Fonte: Consiglio regionale del Veneto

20 dicembre 2010

 

 

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