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Consiglio regionale. Ricostituita la Commissione d’inchiesta Pfas per licenziare la Relazione finale. Poi l’esame dell’Aula

13 giugno 2018. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi all’unanimità la Proposta di deliberazione amministrativa n. 65, di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, finalizzata alla ricostituzione della Commissione d’Inchiesta per le acque inquinate del Veneto in relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) già istituita con deliberazione del Consiglio regionale del Veneto n. 72 del 15 maggio 2017 e che aveva concluso i propri lavori il 18 dicembre scorso dopo essersi insediata il 29 agosto 2017. La Commissione Pfas sarà ricostituita al solo scopo di esaminare e licenziare nella sede competente la Relazione finale sull’attività conoscitiva svolta, giunta ormai alla stesura conclusiva, e che sarà di seguito trasmessa all’Assemblea, consentendo così all’Aula di concludere con le prescritte formalità le attività previste nella deliberazione istitutiva e, nella sostanza, di adempiere al mandato ricevuto.

Zanoni (PD) “Sì alla ricostituzione della Commissione Pfas. Ma occorrevano più risorse e maggiore trasparenza, sei mesi di attesa sono troppi”

La questione dei Pfas è complessa però il tempo per arrivare alla relazione conclusiva è troppo. Il regolamento dice che deve essere pronta entro 10 giorni dalla fine dei lavori della Commissione, da dicembre sono invece passati sei mesi ed è stato necessario ‘riesumarla’. Come Partito Democratico avevamo chiesto maggiori risorse, anche umane, poiché si trattava di un argomento delicato e con centinaia di soggetti sentiti in audizione. Ogni anno facciamo vanto del risparmio di fondi da parte del Consiglio regionale, 5.098.230 solo nel 2017: i soldi per svolgere al meglio la nostra attività, quindi, ci sarebbero stati”. È quanto ha dichiarato il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito della ricostituzione della Commissione d’inchiesta per le acque inquinate da Pfas, approvata nella seduta odierna a Palazzo Ferro Fini all’unanimità con 39 voti favorevoli.

“Finalmente vediamo qualche segnale positivo, anche se il tempo trascorso è davvero eccessivo e si poteva agire diversamente. La Commissione, che si era insediata lo scorso agosto, ha chiuso i lavori a dicembre dopo una proroga di due mesi, inevitabile vista la complessità della questione. Dopo però è rimasto tutto fermo per mesi e questo non va bene, non è certo un segnale di efficienza del Consiglio. Oltre alle risorse umane, tra le nostre richieste rimaste inevase c’è poi la maggiore trasparenza delle commissioni di inchiesta, su cui torneremo proponendo una modifica al regolamento per adeguarlo a quello di altre Regioni. Infine avevamo sollecitato l’acquisizione dei verbali della Commissione bicamerale sulle Ecomafie che si era già occupata di Pfas”.

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