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Consiglio riconferma presidente Ruffato e Ufficio di presidenza

Riconferma piena sino al 2015 per il presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato (Pdl), per i due vicepresidenti Matteo Toscani (Lega) e Franco Bonfante (Pd), e i due consiglieri segretari dell’Ufficio di presidenza, Moreno Teso (Pdl) e Raffaele Grazia (Udc): a trenta mesi dal loro insediamento, l’assemblea legislativa, con una pubblica votazione a scrutinio segreto, ha ratificato la prosecuzione del loro mandato sino al termine della legislatura.

Il voto di riconferma è una nuova prassi introdotta dallo Statuto in vigore da quest’anno che, all’articolo 36, prevede il rinnovo (o la conferma) dell’ufficio di presidenza. La riconferma di Ruffato e dell’intero ufficio di presidenza, proposta in aula da Pietrangelo Pettenò dai banchi di opposizione e dal capogruppo del Pdl Dario Bond e sottoscritta da Lucio Tiozzo per il Pd, Gennaro Marotta per l’Italia dei Valori e Federico Caner per il gruppo della Lega, è avvenuta praticamente all’unanimità. Nel corso dello scrutinio Ruffato ha ottenuto 51 voti (due bianche, una nulla e un voto alla capogruppo del Pd Laura Puppato) a fronte dei 40 richiesti come soglia minima (maggioranza assoluta dei due terzi dei componenti dell’assemblea), il vicepresidente ‘vicario’ Matteo Toscani ha ricevuto 29 voti, Franco Bonfante 23 voti, Raffaele Grazia 25 voti e Moreno Teso 21 voti. L’elezione dei due consiglieri segretari ha registrato 2 schede bianche e 4 nulle. Nel ringraziare l’assemblea per la “riconfermata fiducia” Ruffato ha promesso di voler continuare ad essere “il presidente di tutti”, con la consapevolezza che il Consiglio, dopo aver dimostrato di saper fare squadra e superare sfide importanti come l’approvazione del nuovo statuto e del nuovo regolamento, ora è chiamato al compito impegnativo di tradurre le riforme statutarie e di applicare le misure di contenimento della spesa per gli enti locali previste dal governo Monti. “Ma soprattutto dobbiamo lavorare uniti, con grande senso di responsabilità – ha concluso Pettenò – per riconquistare credibilità nei confronti dei cittadini e dare prova che le istituzioni sono a servizio del bene comune”.

14 novembre 2012

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