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Contaminazione da aflatossine, dalla Regione Veneto prime indicazioni operative e un piano straordinario di monitoraggio negli allevamenti di vacche da latte

La siccità, le temperature e i livelli di umidità elevati che stanno caratterizzando queste estate determinano forti preoccupazioni, oltre che per le rese, per la possibile presenza di micotossine, in particolare di aflatossine, nelle colture di mais. La Direzione prevenzione, sicurezza alimentare, veterinaria della Regione Veneto, a fronte del pericolo di una contaminazione nelle filiere agroalimentari, nelle more della definizione di più articolati programmi straordinari di controllo, ha deciso di fornire le prime indicazioni operative per ridurre il rischio di presenza di queste sostanze lungo l’intera filiera, controllando con attenzione la situazione sul campo, e di predisporre da subito un piano straordinario di monitoraggio negli allevamenti di vacche da latte.

Monitoraggio straordinario ricerca aflatossine M1 in allevamenti di vacche da latte

Nel dettaglio si prevede di effettuare, entro fine anno, 138 campioni (in aliquota singola da 200 ml senza vincolo sanitario) sul latte di massa aziendale, ripartiti tra le Ulss del Veneto (come da allegato) in ragione della consistenza numerica. In caso di superamento del limite si dovrà procedere con un campionamento ufficiale.

Promemoria per una corretta gestione della problematica micotossine

Nell’allegato alla nota della Direzione vengono ricordate inoltre ai produttori agricoli le misure da mettere in atto, in particolare durante le operazioni di raccolta, per contenere il più possibile la contaminazione. E cioè raccogliere il mais appena possibile: ogni giorno trascorso di più in campo in queste condizioni climatiche può aumentare il contenuto di aflatossine; regolare la mietitrebbia in modo da pulire il prodotto il più possibile (lasciando in campo le parti più fini e più contaminate); trebbiare facendo attenzione a creare il minor danno possibile alla granella; concordare con tempestività con l’essicatore la raccolta della granella in modo che l’essicazione avvenga entro le 24 ore dalla raccolta; controllare con test rapidi il rischio di contaminazione da aflatossine, separando se possibile le partite peggiori  e operando in conformità ai manuali di autocontrollo, intensificando i controlli previsti.

In essicatoio andrà classificato e separato il mais in entrata secondo i criteri analitici e tenendo in considerazione anche la varietà, l’appezzamento e la zona di origine. La granella dovrà essere pulita energicamente ed andrà prestata particolare attenzione alle forniture di mais destinate ai produttori di latte

Micotossine e aflatossine – la scheda

Le micotossine sono sostanze tossiche prodotte da alcune muffe che possono svilupparsi nelle coltivazioni e durante lo stoccaggio e il trasporto degli alimenti. Inoltre, le muffe presenti sui mangimi per gli animali possono essere responsabili della formazione di micotossine che l’animale elimina con il latte e che possono andare ad inquinare i formaggi. Quindi le micotossine possono essere presenti negli alimenti sia di origine vegetale (come cereali e derivati, frutta secca e essiccata) sia di origine animale (come formaggi, salumi). La crescita delle muffe che producono micotossine è influenzata dalla temperatura e dall’umidità e i cambiamenti climatici in atto stanno aumentando la frequenza delle contaminazioni da micotossine anche nei paesi temperati come l’Italia.

Le aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova soprattutto in zone caratterizzate da clima caldo e umido. Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l’esposizione del consumatore tramite gli alimenti deve essere mantenuta quanto più bassa possibile. In natura esistono diversi tipi di aflatossine. L’aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti in termini di genotossicità e cancerogenicità. È prodotta sia dall’Aspergillus flavus sia dall’Aspergillus parasiticus. L’aflatossina M1 è uno dei principali metaboliti dell’aflatossina B1 nell’uomo e negli animali e può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1.

 

NOTA REGIONE VENETO 18 AGOSTO MICOTOSSINE – ALLEGATO

Efsa – Aflatossine nei prodotti alimentari

Ministero della Salte – Muffe e micotossine

 

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