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Corruzione nella costruzione della Tav, Lorenzetti (Pd), ex presidente Umbria, ai domiciliari

Da ieri Mariarita Lorenzetti, ex presidente della Regione Umbria (Pd), è agli arresti domiciliari. Da gennaio era indagata per corruzione all’interno della vicenda relativa agli scambi di favori nella costruzione della Tav di Firenze. Ieri nell’ordinanza di custodia cautelare del gip fiorentino sono emersi dettagli in più.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Lorenzetti, non nel suo ruolo di politica ma in qualità di presidente dell’azienda Italferr, durante la fase di appalto sul nodo fiorentino della Tav, avrebbe operato «svolgendo la propria attività nell’interesse e a vantaggio della controparte Nodavia e Coopsette (che si sono aggiudicate l’appalto, ndr), da cui poi pretendeva favori per il marito e mettendo a disposizione le proprie conoscenze personali, i propri contatti politici e una vasta rete di contatti grazie ai quali era in grado di promettere utilità ai pubblici ufficiali avvicinati».

Le accuse avanzate dal pm Luca Turco sono corruzione, abuso d’ufficio e associazione a delinquere. In particolare, per quanto riguarda quest’ultima contestazione, si legge nell’ordinanza che «Lorenzetti e Valerio Lombardi (Rup – responsabile unico del procedimento, ndr – di Italferr), agivano in contrasto con gli interessi della stazione appaltante, arrecando danno». Lorenzetti grazie alla sua rete di contatti aveva anche «conseguito incarichi nella ricostruzione del terremoto in Emilia a favore del coniuge». Si legge inoltre che le pressioni dell’ex presidente (con Lombardi) arrivavano anche in Europa, come dimostrerebbero alcune telefonate intercettate. Coinvolte nel giro illecito ci sarebbero altre 30 persone, di cui 6 agli arresti domiciliari, oltre alla presidente di Italferr. Le ragioni dell’arresto cautelare per Lorenzetti sono il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. L’ex governatrice si trova ora nella sua casa di Foligno, dove ha incontrato il suo legale Luciano Ghirga. L’avvocato, che ha annunciato il ricorso al tribunale del Riesame, spiega come la sua cliente sia «provata, «non riuscendo a capire quali suoi comportamenti possano aver portato ad accuse così gravi».

Il Sole 24 Ore – 17 settembre 2023 

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