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Cumulo contributi anche per i professionisti: ecco requisiti e convenienza. A 9 mesi dalla legge l’Inps mette a punto le norme attuative

A nove mesi di distanza dalla norma che ha reso più conveniente il cumulo dei contributi versati in più gestioni previdenziali, l’Inps ha messo a punto le norme attuative che consentiranno di utilizzare questo strumento previdenziale anche per chi ha contribuzione presso una delle Casse di previdenza dei professionisti. L’annuncio è stato fatto da Tito Boeri, presidente dell’Istituto di previdenza. La circolare ora deve ricevere il via libera definitivo dal ministero del Lavoro per poter diventare operativa
Cumulo / La situazione preesistente

Il cumulo è stato introdotto a fine 2012 come ulteriore strumento che consente di sommare, senza costi, i contributi previdenziali di periodi non coincidenti versati in più gestioni da parte di persone che nella vita hanno svolto lavori differenti: per esempio chi ha fatto il lavoratore dipendente nel settore privato e anche in quello pubblico, oppure ha svolto attività come collaboratore iscritto alla gestione separata dell’Inps, o ancora ha lavorato come artigiano autonomo.

In questo modo i vari spezzoni vengono tutti valorizzati per raggiungere non solo i requisiti minimi di accesso alla pensione, ma per ottenere un assegno previdenziale basato su tutto quanto accantonato nel corso della vita lavorativa.

Fino all’anno scorso questo strumento poteva essere utilizzato per chiedere la pensione di vecchiaia, di inabilità o quella per i superstiti. Però non vi si poteva fare ricorso se si erano già raggiunti almeno 20 anni di contribuzione (cioè il diritto a una pensione) in una delle gestioni da cumulare.

Cumulo / Le novità

Alla fine del 2016, con la legge di bilancio 2017, è stato consentito di utilizzare il cumulo, che rimane gratuito, anche per accedere alla pensione anticipata (che oggi richiede 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne, indipendentemente dall’età anagrafica). Inoltre è stato eliminato il vincolo che escludeva dall’opzione chi aveva versato almeno 20 anni di contributi in una delle gestioni da sommare.

Altra innovazione importante è l’applicabilità del cumulo anche ai contributi versati nelle Casse di previdenza dei liberi professionisti, opzione esclusa in precedenza, anche perché questi enti, che godono di autonomia regolamentare, possono prevedere requisiti di accesso e di calcolo della pensione diversi da quelli validi per la generalità dei lavoratori.

Cumulo / I requisiti

Con le nuove regole il cumulo consente di sommare la contribuzione di periodi non coincidenti versata nelle gestioni Inps (lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata), nell’ex Inpdap (lavoratori pubblici) e nelle casse di previdenza dei liberi professionisti. In questo modo è più semplice raggiungere i requisiti minimi di accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia (20 anni di contributi e, dall’anno prossimo, 66 anni e 7 mesi di età per tutti i lavoratori a cui si applicano le regole generali). Inoltre tutta la contribuzione viene valorizzata ai fini del calcolo dell’importo dell’assegno, e quindi risulta utile per non “perdere” nulla di quanto versato, ottenendo una pensione più ricca.

Cumulo / Domanda e pagamento

La richiesta di pensione tramite cumulo dei contributi deve essere fatta alla gestione previdenziale a cui si è iscritti al momento della domanda, oppure all’ultima a cui si è stati iscritti se nel frattempo si è smesso di lavorare e di versare i contributi.

Sarà questo ente ad avviare la procedura che coinvolgerà le altre gestioni interessate le quali comunicheranno gli importi di pensione di loro competenza, perché la stessa sarà pagata pro-quota da ogni gestione in base alle rispettive regole di calcolo applicabili e ai contributi versati. Tuttavia il pensionato riceverà un solo assegno, pari alla somma delle varie quote, erogato direttamente dall’Inps.

Cumulo / Le alternative

Esistono altri due strumenti che consentono di sommare i contributi versati in più gestioni: sono la ricongiunzione e la totalizzazione. Con la prima la contribuzione viene spostata nella gestione prescelta e la pensione viene calcolata secondo le regole di quest’ultima.

Questa operazione nella maggior parte dei casi determina un costo, che può anche essere elevato, per il lavoratore perché in buona sostanza i contributi che si trasferiscono vengono assoggettati alle regole della gestione di destinazione che in genere consente di ottenere un trattamento migliore ma a fronte dell’adeguamento di quanto versato altrove.

La totalizzazione è gratuita, ma di norma prevede il calcolo della pensione con il sistema contributivo. Risulta spesso svantaggiosa per chi ha iniziato a versare i contributi prima del 1996 e quindi potrebbe beneficiare del sistema di calcolo ex-retributivo o di quello misto per i periodi lavorati prima di tale data.

Cumulo / La convenienza

Il cumulo con le nuove regole “cannibalizza” ricongiunzione e totalizzazione perché offre gli aspetti positivi di entrambi: è gratuito come la totalizzazione e prevede il calcolo della pensione pro-quota secondo le regole valide nelle singole gestioni.

Quindi, ad esempio, per chi ha contributi in parte prima e in parte dopo il 1996, non beneficerà di tutta la pensione con il sistema misto o ex-retributivo ottenibile con la ricongiunzione a pagamento, ma i periodi più vecchi saranno valorizzati con tale sistema.

 

Il Sole 24 Ore – 1 ottobre 2017

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