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Da gennaio multe-stradali più salate. Rivolta in Rete: accanimento assurdo

Scatta l’adeguamento all’indice dei prezzi Istat: stangata del 6%. Le associazioni dei consumatori: «In tempi di crisi è insensato, intervenga subito il governo».

Dal 1° gennaio 2013 le sanzioni per le infrazioni al Codice della Strada, in conformità all’art. 195, subiranno rincari di quasi il 6 per cento, un automatico adeguamento al Foi (indice nazionale Istat dei prezzi al consumo per famiglie e impiegati). Si tratta del decimo aumento dal 1995: basti ricordare che un automobilista multato per divieto di sosta pagava 50 mila lire nel 1993 mentre oggi la cifra è salita del 51 per cento (39 euro). L’uso del cellulare senza auricolare alla guida? Da 50 mila lire ai 152 euro attuali. 

Pubblicato il 13 dicembre, il Foi è cresciuto del 5,7 per cento. Dunque, in soldoni, il divieto di sosta passerà da 39 a 41 euro. Il mancato uso delle cinture di sicurezza da 76 a 80 euro. La multa per chi telefona mentre guida da 152 a 161 euro. Attraversare un incrocio col semaforo rosso costerà da 154 a 163 euro. Attenzione a non spingere troppo sull’acceleratore dopo Capodanno: una sanzione per autovelox ordinario (tra 10 e 40 chilometri orari sopra il limite) passerà da 159 a 168 euro, che in orario notturno salirà da 212 a 224 euro. 

I rincari, ovviamente, non sono passati inosservati. «I comportamenti scorretti vanno sanzionati, noi siamo a favore delle multe – ha precisato Carlo Rienzi (Codacons) -, ma non si può dare addosso ai cittadini in modo così ossessivo». Critica anche la Polstrada che si è appellata direttamente a Monti: «Il premier blocchi subito i rincari, in tempi di crisi sono insensati». A fargli eco Gianprimo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor: «Sterilizzare gli aumenti con un provvedimento politico. Abbiamo le imposte sui carburanti più pesanti d’Europa. Il settore dell’auto è stremato. Il crollo delle vendite ha portato il nostro mercato al livello di 33 anni fa». Duro anche il commento di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci. «Nell’ultimo anno c’è stato un calo vertiginoso dell’uso dell’auto. Insistere con questi aumenti è un assurdo accanimento. Fermateli».  

Gli italiani alla guida, però, non sono certo disciplinati. Dal sito dell’Asaps (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) risulta che il Belpaese è primo nella classifica europea delle infrazioni: +1.512 per cento in 10 anni. Un verbale ogni 10 secondi a Milano, ogni 12 secondi a Roma. E «solo due italiani su dieci pagano senza contestare – dice Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it -, gli altri ricorrono al Prefetto».  

Che dire, da gennaio gli automobilisti dovranno fare più attenzione. Unica consolazione: tra le modifiche al Codice discusse in Parlamento (oltre alla notifica tramite posta elettronica certificata) c’è lo sconto del 20 per cento per chi paga entro cinque giorni.

La Stampa – 28 dicembre 2012 

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