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Indagine sulla sostenibilità del Ssn: il contributo della Camera al Patto per la salute. Ecco il documento finale approvato

sanità-tagli1-300x200Via libera alla Camera all’indagine conoscitiva «La sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica». Con tre ritocchi rispetto al testo messo a punto la scorsa settimana: la maggior specificazione che le risorse risparmiate in sanità devono restare nel Ssn, controlli affidati a personale esperto, introduzione della medicina personalizzata. «Dopo un lungo lavoro di ascolto, analisi, confronto e sintesi con associazioni, sindacati, istituzioni e centri studi, abbiamo finalmente approvato un documento tutto coraggio e concretezza per assicurare al Servizio sanitario nazionale quella sostenibilità che oggi sembra scricchiolare» hanno dichiarato Francesco Boccia e Pierpaolo Vargiu, presidenti rispettivamente delle Commissioni Bilancio e Affari Sociali, promotrici dell’indagine conoscitiva sulla sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica. Il documento finale

«Ora facciamo in fretta, dall’indagine emerge che non c’è da scherzare, né tempo da perdere. Regioni e Ministero sapranno trarre indicazioni utili dal nostro lavoro per il dibattito in corso sul patto della Salute. Il Parlamento ha fatto la sua parte con uno sforzo che ha riscosso un vasto consenso tra tutte le forze politiche, così come dimostrato dal voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari, a eccezione del M5S che ha deciso di astenersi» concludono i due presidenti.

Nelle conclusioni dell’indagine consocitiva (ANTICIPATE SU QUESTO SITO: VEDI) le commissioni hanno indicato la loro ricetta per dare un nuovo volto alla sanità pubblica, salvarne l’universalità e renderla sostenibile: più Stato, meno Regioni, più Salute meno Economia, con un contrappeso tra ministri. Poi risparmiare sugli ospedali factotum e investire nel territorio. Sfatare il mito dei costi standard e rifare le regole di riparto dei finanziamenti alle regioni. Dare per sempre l’addio ai tagli lineari che impoveriscono i poveri e rivedere da cima a fondo l’organizzazione dei servizi. Premiare non solo le regioni virtuose, ma anche le singole asl e gli ospedali e il personale e anche il privato migliori. Puntare forte su fondi integrativi e polizze assicurative, collettivi e individuali, con più defiscalizzazione. E ancora: ticket, farmaci, investimenti, prevenzione, personale.

«Il nostro sistema sanitario – ha commentato Pierpaolo Vargiu in un’intervista a Il Sole-24 Ore Sanità (VEDI) – scricchiola in modo inquietante. Siamo di fronte a ventuno diversi sistemi sanitari che stentano a garantire la stessa equità e universalità a un sardo o a un veneto. È indispensabile cambiare la governance. Ma non è sufficiente. Servono anche nuove risorse economiche. Non è accettabile che alla domanda di innovazione tecnologica e di nuovi bisogni di salute, risponda assai più spesso il ministro dell’Economia che quello della Salute. E per farlo servono onestà culturale, capacità di confronto e coraggio di fare scelte difficili, che siano utili agli interessi generali e, in particolare, a quelli dei più deboli, che aspettano risposte e non buone parole e buone intenzioni».

Il Sole 24 Ore sanità – 5 giugno 2014 

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