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Distretti veronesi, l’export cresce con l’alimentare. Il fatturato dall’estero di carni, vini, dolci e pasta hanno fatto registrare gli aumenti più sostenuti

Le imprese che partecipano ai distretti crescono con un trend più sostenuto. Hanno retto meglio alla crisi grazie ai risultati dell’export e nel 2015-2016 registreranno un aumento medio del loro fatturato del 3,2%.

Lo evidenzia il settimo rapporto annuale sull’economia e la finanza dei distretti industriali italiani realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che ha analizzato i bilanci aziendali degli ultimi sei anni (2008-13) di circa 12.100 imprese appartenenti a 144 distretti industriali e di 34.300 imprese non-distrettuali, attive negli stessi settori di specializzazione, mettendone a confronti i risultati.

I cluster sono maggiormente diffusi a Nord Est – evidenzia Istat – che sottolinea come 45 si trovino nella macroarea formata da Lombardia e Veneto. Le due regioni insieme assorbono il 60,4 % dell’intera occupazione manifatturiera distrettuale.

La crescita si concentrerà dunque anche in Triveneto (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), dove già nei primi nove mesi del 2014 i distretti hanno accresciuto il loro export del 4%, meglio della performance del totale dei cluster italiani che aveva segnato +3,5%.

Confortando il trend dei primi tre trimestri 2014 dei cluster manifatturieri triveneti e tedeschi, primi competitor a livello europeo, inoltre, risulta che i primi hanno aumentato l’esportazione più dei secondi: +2,3% contro +2,1%.

DISTRETTI SCALIGERI. Restringendo l’obiettivo alla realtà veneta, a crescere in modo sostenuto dal periodo pre-crisi (2007-2008) ad oggi sono state le esportazioni generate dei distretti scaligeri della carne di Verona (+100,5% rispetto al 2008), dei vini (+40% sul 2008), dei dolci e pasta (+6,9% sul 2008). La termomeccanica scaligera fino a settembre 2014 mostrava un andamento stabile (+0,2%), mentre la calzatura veronese (-4%) deve ancora recuperare il gap con il 2007, anno più performante, come pure il mobile in stile di Bovolone (-17,6%), il marmo e granito della Valpolicella (-30,6%) e il grafico (-45,8%).

Mediamente le vendite oltreconfine dei 24 distretti industriali della regione, individuati dalla Direzioni studi dell’istituto di credito, registrano un trend positivo rispetto al 2007 dell’8,1%, nonostante la congiuntura.

CRESCITA E REDDITIVITÀ. I vini del Veronese, inoltre, sono al decimo posto tra i distretti più performanti a livello nazionale per margine ebitda 2013, evoluzione ebidta 2012-2013, crescita del fatturato nel 2013, aumento export nel primi nove mesi del 2014, trend export 2008-2013.

In Veneto, hanno fatto meglio l’occhialeria di Belluno, la concia di Arzignano, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene. La performance migliore nel Paese è del cluster della gomma del Sebino Bergamasco. I distretti veneti infine restano ai vertici nazionali ed europei nei sistemi moda, mobile e materiali da costruzioni. Al quarto posto in Ue nella filiera della pelle, considerando le performance aggregate dei cluster della concia di Arzignano, delle calzature veronesi, del Brenta e della scarpa sportiva di Montebelluna.

Al terzo posto nel settore arredo, considerando il mobile in stile di Bovolone insieme a mobile d’arte del Bassanese e del Livenza. Al quinto, nella produzione di materiale da costruzione, considerando i risultati del marmo della Valpolicella, del vetro di Murano e della ceramica artistica di Bassano.

Valeria Zanetti – L’Arena – 2 marzo 2015

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