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Efsa su ispezioni carni nei paesi Ue. «Nei suini non permettono di individuare rischio salmonella»

1a1a28_efsaL’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha completato la prima fase di un articolato lavoro che getterà le basi scientifiche per modernizzare l’ispezione delle carni nell’Unione europea. Nel maggio 2010 la Commissione europea ha chiesto all’Elsa di esprimere una serie di pareri scientifici sui pericoli per la salute pubblica legati all’ispezione delle carni, con una sintesi di dati confrontabili, relativi a specifici pericoli di natura alimentare negli Stati membri, che consentano ai gestori del rischio di adeguare le procedure di ispezione delle carni ai requisiti nazionali. Gli esperti sono stati invitati a considerare le implicazioni di eventuali modifiche proposte in merito alle attuali pratiche di ispezione sulla salute e sul benessere degli animali.

Efsa ha suddiviso il lavoro in sei serie di pareri scientifici e relazioni scientifiche. La prima serie riguarda l’ispezione dei suini. Per quanto riguarda il settore dei pericoli biologici, i pericoli di origine alimentare Salmonella, Yersinia enterocolitica, Toxoplasma gondii e Trichinella, in ragione della loro prevalenza e del loro impatto sulla salute umana, sono stati individuati tra gli obiettivi prioritari dell’ispezione della carne suina al momento della macellazione. Si è giunti alla conclusione che i metodi di ispezione attuali non consentono di individuare tempestivamente i primi tre fra i suddetti pericoli e, più in generale, non differenziano gli aspetti di sicurezza alimentare da quelli legati alla qualità delle carni, alla prevenzione delle patologie animali o ai pericoli professionali. Per quanto riguarda il settore della salute e del benessere degli animali si è osservato che, abolendo le pratiche di palpazione e/o incisione, l’individuazione di alcune patologie potrebbe risultare ridotta. Tuttavia, nei casi in cui sono interessati più organi, questo effetto è probabilmente modesto. Per compensare tale probabilità insita nel sistema proposto, gli esperti raccomandano di procedere a palpazione e/o incisione solo in seguito a un’ispezione visiva che riveli delle anomalie. E’stata altresì rilevata la necessità dell’ispezione delle carni, ante-mortem e post-mortem, nel sistema di sorveglianza generale della salute e del benessere dei suini (come evidenziatosi nel corso dell’epidemia di afta epizootìca che ha interessato il Regno Unito nel 2001). Tuttavia gli esperti riconoscono che al momento le informazioni relative alla sorveglianza vengono sottoutilizzate.

Per quanto riguarda il settore dei contaminanti, diossine, bifenili policlorurati analoghi alla diossina e l’antibiotico cloramfenicolo, sono stati individuati, sulla base di criteri prestabiliti, come sostanze chimiche potenzialmente molto preoccupanti per la carne suina.

Tuttavia si è concluso che le sostanze chimiche, alle concentrazioni riscontrate nella detta carne, difficilmente possono rappresentare un rischio immediato o a breve termine per la salute dei consumatori. L’Efsa ha proposto anche degli indicatori epidemiologici armonizzati per i pericoli di origine alimentare oggetto delle attuali procedure di ispezione delle carni e per i pericoli biologici evidenziati. Gli indicatori si rivelerebbero particolarmente utili nell’ambito del quadro proposto di garanzia di sicurezza delle carcasse di suino, perché consentirebbero di classificare gli allevamenti, i capi e i macelli in base ai rischi e di definire gli obiettivi delle carcasse finali refrigerate.

Parma qui – 4 ottobre 2011

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