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Esodati, Fornero: “Risorse non per tutti” Camusso: “Disprezza persone”

Duro scontro tra governo e Cgil. Camusso. Il leader sindacale: “O si trova una soluzione o è meglio che si sospenda subito la riforma degli ammortizzatori sociali perchè le misure proposte non reggerebbero la situazione”. Il presidente dell’istitutio di previdenza Mastrapasqua: “Bisogna trovare una soluzione per tutti, non solo per i 65.000 lavoratori salvaguardati”

ROMA – L’intensità dello scontro tocca il picco. Sugli esodati la distanza tra governo e Cgil sembra abissale. “Il governo non è nè cieco nè sordo ai problemi del Paese. Abbiamo 65.000 persone che vengono salvaguardate, ci dicono che non bastano e ci sono persone non incluse. Studieremo il problema. Non abbiamo ora nè numeri degli altri esodati nè accantonamento di risorse. Se dobbiamo trovare risorse faremo” scandisce il ministro Elsa Fornero. Parole che non piacciono alla Cgil: “La soluzione in due tempi è un disprezzzo nei confronti delle persone, il ministro parla senza sapere di cosa parla. O si trova una soluzione o è meglio che si sospenda subito la riforma degli ammortizzatori sociali perchè le misure proposte non reggerebbero la situazione” replica Susanna Camusso.

Fornero, però, non arretra. “Sappiamo che il decreto per i 65mila è una soluzione parziale ma dà una risposta in tempi brevi a chi è in difficoltà e ha incertezze ed è meglio che cercare una soluzione in tempi lunghi per tutti, anche per chi non è in questa situazione”. La riforma delle pensioni, ribadisce il ministro “è severa ma va collegata al quadro generale. Se avessimo avuto tempi diversi, una situazione finanziaria meno drammatica e il lusso di un tempo più lungo forse avremmo evitato alcune asperità. Ma questo lusso non ci è stato dato, quindi, l’operazione del taglio della gamba è stato fatto rapidamente perchè c’era il rischio finanziario”. Anche la Cisl chiede che si “apra un confronto sugli esodati”.

L’appello dell’Inps. “Bisogna trovare una soluzione per tutti gli esodati, non solo per i 65 mila individuati dall’esecutivo”. Lo dice il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. Intervenendo alla Camera per la presentazione del rapporto annuale dell’istituto, sottolinea che la condizione di tutti gli esodati “deve trovare una soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente” di 65.000 Lavoratori salvaguardati. “Lo dico con forza- continua il presidente dell’Inps- e con la stessa forza ripeto che le singole criticità che si possono produrre, non devono oscurare il valore di una riforma, di una nuova norma di legge”, perchè “le leggi dello stato sono il cemento cui si costruisce la coesione”. “Nei processi di transizione – ha aggiunto Mastrapasqua parlando nella Sala della Lupa – chi e’ colto a metà del suo passaggio personale non può e non de ve essere dimenticato. Deve essere asistito e garantito nei suoi diritti soghgettivi. Deve essere assicurato il dovuto sostegno: è un atto di giustizia, di legalità e di democrazia”. Il presidente dell’Inps ha poi sottolineato che “le singole criticità che si possono produrre, non devono oscurare il valore di una riforma, di una nuova norma di legge. Le leggi dello Stato – ha concluso – sono il cemento su cui si costruisce la coesione”.

Fini. La riforma delle pensioni è “un intervento indispensabile che governo e parlamento devono comunque migliorare al più presto, come nel caso dei cosiddetti esodati, per garantire il rispetto dei principi costituzionali in materia di uguaglianza del cittadino davanti alla legge” commenta il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Pensioni.La riforma previdenziale del governo Monti è “dura, severa, equa e coraggiosa”, ed è “capace di assicurare la necessaria stabilità finanziaria al sistema previdenziale italiano in questa complessa transizione” dice Mastrapasqua che sottolinea come questa riforma sia diventata “un esempio per la stessa Unione europea”. Polemica la reazione del segretario generale spi-cgil Carla Cantone: “Chiediamo almeno un briciolo di onestà intellettuale perché è sotto gli occhi di tutti che la riforma non è stata ne giusta ne equa. Si è trattato di una manovra finalizzata a fare cassa e ad scongiurare il rischio di default”.

Redditi 1. Oltre 7,2 milioni di pensionati Inps, il 52,1% del totale, ha un reddito pensionistico complessivo inferiore a 1.000 euro al mese. Il reddito pensionistico medio è pari a 1.131 euro. Sono i dati del rapporto annuale 2011 dell’Inps. Nel 2011 sono calate dell’1,8% le pensioni di invalidità civile. Le prestazioni agli invalidi civili risultano essere in tutto 2.733.970, per una spesa complessiva di 16,7 miliardi e presentano un importo medio mensile di 404 euro.

Contributi. Le entrate contributive sono aumentate complessivamente nel 2011 del 2,3%, arrivando a 151.067 milioni. La spesa pensionistica, al netto delle indennità di accompagnamento agli invalidi civili ed altre prestazioni minori, ammonta a 181.560 milioni.

Disavanzo. Un ‘rosso’ di oltre 5,97 miliardi per la gestione finanziaria dell’Inps nel 2012, con un peggioramento di oltre 5,2 miliardi rispetto al preventivo per l’anno in corso che era pari a 736 milioni. Una differenza negativa tra 379 miliardi di accertamenti e 385 miliardi di impegni. Il peggioramento, si legge nel rapporto annuale 2011 Inps, è “ascrivibile interamente al disavanzo finanziario ex Inpdap pari a 6,22 miliardi”. Il disavanzo è la risultante di un saldo della gestione di parte corrente negativo per 4,84 miliardi e di un salo della gestione in conto capitale negativo anch’esso per 1,13 miliardi. Il ‘bilancio di integrazione 2012’ si legge nel rapporto annuale dell’istituto, “è il primo documento nel quale sono rappresentate le gestioni dei due enti soppressi” (Inpdap e Enplas) conferite all’istituto guidato da Mastrapasqua. La situazione patrimoniale dell’Inps, compresa l’incorporazione dei due enti soppressi, a fine 2012 è stimata a 28,6 miliardi.

Spending review. “Il governo è consapevole di chiedere all’Inps, in questo processo di integrazione con Inpdap ed Enpals, quello che l’Inps ha già saputo realizzare in proprio in questi ultimi tre anni – continua Mastrapasqua – Mi fa piacere rilevare che il documento sulla spending review del governo dedica proprio all’Inps un paragrafo che elenca i principali vettori su cui è possibile ipotizzare dei risultati in termini di eliminazione degli sprechi, riduzione delle inefficienze e miglioramento della qualità dei servizi”.

Repubblica – 30 maggio 2012-05-30

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