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Etichettatura, pubblicato in Gazzetta il decreto che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni suine trasformate

E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto sull’obbligo di indicare l’origine delle carni suine in etichetta per i prodotti trasformati. Carni suine macinate, carni separate meccanicamente, preparazioni di carni suine e prodotti a base di carne suina diventano  soggette a precisi obblighi informativi sull’origine della materia prima carne, pur nel quadro della (e nonostante la) disciplina europea sull’indicazione dell’ingrediente primario (Regolamento della Commissione UE 2018/775). Sul fronte principale del packaging dovranno quindi essere presenti le informazioni sul luogo di nascita, allevamento e macellazione. La dicitura “Origine: Italia” potrà essere utilizzata solo in caso di suini nati, allevati e macellati in Italia. 

Il decreto interministeriale in Gazzetta ufficiale

Esaurite le scorte delle vecchie produzioni (nel caso dei prodotti confezionati), dovranno trovare indicate in maniera leggibile e sul fronte principale delle etichette le seguenti informazioni:
– Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali);
– Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali);
– Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).

E questo varrà per le preparazioni di carni suine e prodotti a base di carne suina (dunque salumi e insaccati) così come per le carni separate meccanicamente (così comuni in polpette, nuggetts e cotolette panate).

Cosa troviamo in etichetta
  • Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.
  • La dicitura “100% italiano” è riservata ai prodotti in cui la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.
  • Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: Ue“, “Origine: extra Ue“, “Origine: Ue e extra Ue“.

Il decreto italiano ha ricevuto il via libera con il silenzio assenso della Commissione europea e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Dove l’origine è già obbligatoria

Il decreto appena entrato in vigore si aggiunge alle norme che obbligano i produttori a dichiarare l’origine delle materie prime che usano. A oggi queste sono già presenti sulle confezioni di:

  • Carne di pollo
  • Carne ovino-caprina
  • Carne suina
  • Carne bovina
  • Frutta e verdura fresche
  • Uova
  • Miele
  • Olio extravergine di oliva
  • Pesce
  • Latte fresco
  • Passata di pomodoro
  • Alimenti e bevande biologiche
  • Alimenti e bevande a denominazione (Dop)
Obbligatoria fino a dicembre 2021

Così come previsto per le carni suine, poi, ci sono altri alimenti per cui il nostro ordinamento prevede misure sperimentali che dovrebbero scadere il 31 dicembre 2021. Si tratta di:

  • Derivati del pomodoro e sughi pronti
  • Latte Uht, burro e formaggi
  • Pasta
  • Riso

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