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Farmaci, Lea, sicurezza degli operatori, emoderivati: le risposte del ministro Lorenzin alla Camera

Question time alla Camera per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Le interrogazioni hanno riguardato misure per contrastare il fenomeno della povertà sanitaria; iniziative per potenziare la sicurezza negli ambulatori di psichiatria; problematiche sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza nell’ambito del territorio dell’azienda sanitaria locale Na 3 sud della regione Campania; misure a favore dei cittadini infettati da emoderivati, trasfusioni e vaccinazioni, anche alla luce di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo; iniziative in relazione alla vendita on line di medicinali soggetti a prescrizione medica. Il question time

Povertà sanitaria

Le prestazioni farmaceutiche sono assicurate dal Ssn vigente secodno la risposta di Lorenzin al quesito di Sel relativo alla cosiddetta “povertà sanitaria” cresciuta del 57%, che vede le persone più indigenti impossibilitate ad acquistare farmaci. «Il principio dell’accesso a cure essenziali e al trattamento patologie croniche a tutti e su tutto il territorio nazionale é una priorità di questo Governo e mia personale«, ha indicato il ministro precisando che «l’attuale classificazione dei medicinali dell’Agenzia italiana del farmaco è operata sulla base del principio obiettivo di garantire a tutti l’accesso alle cure essenziali». Nel quadro di queste garanzie uguali a livello nazionale, Lorenzin ha osservato che «possono esservi differenze a livello regionale sulla base dei diversi ticket di contribuzione al sistema sanitario richiesto, ma questa compartecipazione non può essere chiesta a tutti in modo indiscriminato, come prevede l’ordinamento nazionale», ha concluso il ministro.

Piani di rientro

«Riconosco che la disciplina della gestione sanitaria nelle Regioni sottoposte a piano di rientro (la Camapania e l’Asl Napoli 3 Sud) privilegia, a oggi, gli obiettivi di equilibrio di bilancio e di stabilità finanziaria rispetto a quelli altrettanto fondamentali e ineludibili degli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni erogate agli assistiti del Ssn», affermato il ministro della Salute.

«Sul tema – ha aggiunto il ministro – è mia ferma intenzione nell’ambito del nuovo Patto della salute proporre un netto cambiamento di rotta per garantire, nel rispetto degli equilibri di bilancio, e tenuto anche conto dei risultati più che confortanti raggiunti in tale ambito, maggiore adeguatezza e standard elevati delle prestazioni di assistenza sanitaria nelle Regioni» impegnate nei piani di rientro.

Sicurezza dei medici

Interventi e risorse per garantire la sicurezza dei medici, probabilmente già nella prossima legge di stabilità, ha annunciato il ministro in risposta a un’interrogazione sulla sicurezza negli ambulatori di psichiatria, dopo l’omicidio della psichiatra Paola Labriola, accoltellata a morte durante una visita da un paziente con problemi di tossicodipendenza in un centro di salute mentale di Bari. «Nell’ottica dell’aumento del livello di tutela degli operatori sanitari – afferma – è mia ferma intenzione proseguire sul percorso attivato, chiamando a raccolta Regioni e associazioni di operatori e pazienti. Per raggiungere tale obiettivo potrebbero rendersi necessarie anche iniziative legislative che potranno richiedere lo stanziamento di risorse finanziarie».

«A tal fine – aggiunge il ministro – intendo portare la questione all’attenzione dei colleghi ministri dell’Interno e dell’Economia affinché già nella prossima legge di stabilità possano essere date le necessarie e improrogabili risposte».

Emoindennizzi

In seguito alla recente sentenza della Corte di giustizia europea dei diritti dell’uomo relativa all’adeguamento all’inflazione degli indennizzi che l’Italia deve corrispondere agli emotrasfusi «il ministero della Salute ha calcolato che servono ulteriori risorse per circa 100 milioni di euro. Avvierò un’iniziativa affinché sia inserita questa disposizione nella prossima legge di stabilità», ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Farmaci on line

«Si è deciso di sottoporre il caso alla commissione Pubblicità insediata al ministero della Salute e all’Antitrust per giungere in tempi brevi all’adozione di un provvedimento interdittivo che disponga il blocco dell’accesso al sito dall’Italia per violazione delle disposizioni sulla pubblicità sui farmaci», ha detto il ministro rispondendo a un’interrogazione sul sito internet www.121doc.it, che vende anche farmaci con obbligo di ricetta. Un caso, secondo il ministro, «che pone con tutta evidenza la gravità e i notevoli rischi del fenomeno della vendita online di farmaci con ricetta medica». In occasione del recepimento della direttiva 2011/62/Ue messa a punto per impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale, ha assicurato, «è mia ferma intenzione prevedere norme stringenti per contrastare il fenomeno della vendita illegale online di farmaci sul territorio nazionale». La direttiva «dovrà essere recepita dall’Italia entro il 3 dicembre 2013 con apposito decreto legislativo, che sarà la sede per ribadire il divieto di vendita online di farmaci con obbligo di prescrizione e per una disciplina puntuale dei requisiti soggettivi e oggettivi per essere ammessi a tale pratica. Auspico inoltre che il contestuale recepimentoda parte di altri Paesi dell’Unione europea» contribuisca a risolvere «l’attuale disallineamento esistente tra i vari regimi nazionali».

Quanto al sito www.121doc.it, oggetto anche di inserzioni pubblicitarie sulla stampa, il ministero «ha avviato con il supporto dell’Aifa consultazioni con altre autorità italiane e internazionali, al fine di adottare un approccio coordinato alla risoluzione del problema. 121doc è una vera e propria clinica online, considerata legale nel Regno Unito che offre in vendita farmaci con prescrizione, alcuni dei quali privi dell’autorizzazione al commercio in Italia. Tuttavia l’effettività della vendita verso l’Italia è testimoniata da specifici acquisti sui quali i Nas stanno indagando. Informata di ciò, l’Aifa ha segnalato il caso all’agenzia regolatoria britannica e ai farmacisti del Regno Unito, al contempo è stato avviato tra agenzie regolatorie italiane, britanniche, spagnole, svedesi e danesi un tavolo informale per negoziare misure sanzionatorie da adottare con l’Ordine dei farmacisti britannico».

Il Sole 24 Ore sanita – 12 settembre 2013 

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