Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Giovannini tratta con l’Ue. Dal piano-giovani 600milioni
    Notizie ed Approfondimenti

    Giovannini tratta con l’Ue. Dal piano-giovani 600milioni

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche28 Maggio 2013Nessun commento3 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Fra i giovani diplomati e laureati italiani che cercano un posto e lo schema di garanzia europeo che, dal gennaio 2014, dovrebbe trovar loro un impiego entro quattro mesi dalla fine degli studi, c’è di mezzo un risoluto riassetto della macchina amministrativa nazionale.

    Lo Youth Guarantee Scheme è «una cornice importante», concede il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, in visita a Bruxelles per incontrare l’omologo della Commissione Ue, László Andor.

    Lo è perché potrebbe portare nella penisola qualcosa come 400-600 milioni e «va rapidamente attivato per evitare di perdere capitale umano».

    Il problema, nota però l’ex presidente dell’Istat, «è la debolezza dei servizi all’impiego, che non sono a livello adeguato per gestire grandi masse di fondi». A Roma dovranno rimboccarsi le maniche visto che il tempo stringe.

    Lo schema di garanzia è stato approvato dai Ventisette in primavera e, nella sua lettera di sabato ai leader Ue sulla disoccupazione giovane il presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, ha invitato le capitali a impegnarsi per un pieno decollo dell’iniziativa da gennaio a vantaggio dei giovani.

    Fonti della Commissione sottolineano che tocca ai singoli paesi predisporre i meccanismi per coordinare l’investimento dei 6 miliardi messi in bilancio da Bruxelles. Servono a scavare un impiego, o a pagare un’ulteriore formazione che faccia da ponte fra la scuola e l’unverso degli occupati, nello spazio di 120 giorni dal primo tentativo.

    In Austria e Finlandia è una formula che funziona da tempo. Giovannini avverte che prima di stabilire quanto l’Italia potrà investire, bisogna badare al come. «Non sono cose che si fanno in una notte», confessa.

    A suo avviso sarebbe meglio concentrare l’impegno nella fase iniziale del settennato indicato dall’Ue, perché «pensare di poter spalmare l’azione e avere dei risultati è una illusione». I piani senza capacità di spesa come successo coi fondi strutturali, aggiunge, provocano ritardi.

    Oltretutto, l’autorità di spesa è condivisa fra amministrazione centrale e regioni. «Meglio essere sicuri che sia fattibile – nota il ministro – prima di andare a guardare le cifre».

    Non vede male l’ipotesi di un maggior ricorso al confinamento della Bei, la Banca europea per gli investimenti, e non potrebbe essere altrimenti. L’idea circola come possibile proposta congiunta franco-tedesca. Vi si potrebbe attingere per lo schema di garanzia? La risposta è «si e no».

    Secondo Giovannini non «si deve pensare al lavoro dipendente come alla soluzione di tutti i mali, sarebbe un errore intellettuale». Occorre ragionare «anche su incentivi per le imprese, anche piccolissime», quindi valutare dove sia meglio far confluire i denari. La sfida è combinare la programmazione con le riforme. L’Italia, ha riconosciuto il ministro del Welfare, ha margini di spesa limitati, anche se la probabile uscita dalla procedura di deficit eccessivo attesa per domani in Commissione Ue, libererà risorse importanti, da 7 a 12 miliardi.

    Giovannini guarda avanti e vede un grande dibattito «sulle eventuali modifiche al Piano di riforme nazionali» che si vuole in giugno, poi rammenta che «questo governo crede profondamente nella contrattazione decentrata con un legame più stretto fra salari e la competitività, cosa su cui Bruxelles è d’accordo».

    Il che magari non vuol dire stravolgere l’operato della Fornero. «Attenzione a non attribuire alle riforme effetti che derivano in parte non trascurabile dalla crisi», spiega Giovannini. Gli alibi, in effetti, servono a poco.

    La Stampa – 28 maggio 2013

    Post Views: 167
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteRating, Fitch declassa Veneto, Zaia: «Colpa dello Stato, non nostra»
    Precedente Forconi Puglia in presidio: redditi insufficienti da carne e latte
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.