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Grasselli (Fvm): senza un contratto della dirigenza il Ssn non potrà che inabissarsi. Per il rinnovo servono risorse ma occorre soprattutto la volontà politica

“O il Governo si assume l’impegno di onorare il nostro contratto o andremo nelle aziende, negli ospedali e nelle piazze a spiegare la situazione del Ssn ai sanitari, ai 140.000 dirigenti medici veterinari e sanitari, e ai cittadini. Senza un contratto della dirigenza il Ssn non potrà che inabissarsi”, spiega il presidente della Federazione, Aldo Grasselli.

“Anche il coordinatore della Commissione Salute delle Regioni l’Assessore Saitta chiede un confronto col Governo prima della presentazione della manovra per sciogliere i nodi del nostro contratto. Le Regioni chiedono aumenti del Fsn necessari per affrontare priorità come i contratti e le assunzioni. Dopo che sono stati chiusi tutti i contratti del pubblico impiego e le convenzioni dei medici di famiglia perché non si finanzia il nostro contratto?”. Questo quanto si chiede il Presidente Fvm Aldo Grasselli.

“Facendo uso del Conto annuale dello Stato – spiega – è facile scoprire che grazie ai massicci pensionamenti la spesa per la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria ha fatto accantonare alle Regioni un risparmio di oltre il 10%. La spesa è scesa da 5.487.660.038 di Euro (anno 2010) a 4.944.931.595 di Euro (anno 2016). Mezzo miliardo di euro anno risparmiati che non dovrebbero essersi volatilizzati.”

“A poche settimane dalla presentazione della Legge di Bilancio il Governo afferma che non ci saranno tagli alla sanità e il Ministro della salute Giulia Grillo – incontrata ieri – ci ha rassicurati perché ritiene giusto che anche il contratto dei medici sia rinnovato al pari degli altri. Per rinnovare il nostro Ccnl – aggiunge Grasselli – servono risorse, è chiaro, ma soprattutto occorrono volontà politiche. Gli ostacoli stanno rimbalzando tra Governo e Regioni e, nel Governo, tra un ministero e un altro. La nostra massa salariale dal 2010 dovrebbe comprendere l’ammontare dell’Indennità di Esclusività di Rapporto che sta perdendo con la svalutazione sia la sua consistenza economica sia il suo significato. Vogliamo medici esclusivamente dediti al Ssn ma non distinguiamo la loro dedizione con un minimo di riconoscimento economico. Le Aziende stanno perdendo professionisti che fuggono verso la pensione e le cliniche private e non li rimpiazzano, sovraccaricando i poveri cristi che restano senza nemmeno poterli remunerare meglio perché i fondi sono bloccati da una norma assurda (l’art. 23 del Dlgs 75/2017). Insomma, senza una volontà politica si gira a vuoto e a queste condizioni il contratto non si fa”.

“E’ quasi superfluo ricordare il vasto malcontento che serpeggia dopo 9 anni di attesa negli ospedali e nei servizi territoriali. Abbiamo concesso tempo, abbiamo portato avanti una contrattazione tecnica con l’Aran per non perdere tempo, ma ora il tempo è scaduto: o il Governo si assume l’impegno di onorare il nostro contratto o andremo nelle aziende, negli ospedali e nelle piazze a spiegare la situazione del Ssn ai sanitari, ai 140.000 dirigenti medici veterinari e sanitari, e ai cittadini. Senza un contratto della dirigenza il Ssn non potrà che inabissarsi”, conclude il presidente Fvm.

27 settembre 2018

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