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I fondi per gli 80 euro al mese? Dalla minor spesa per interessi Come coperture anche i tagli della spending review

La revisione al ribasso della crescita economica del 2013 ci sarà, ma sarà molto contenuta. Un aggiustamento «più per precauzione che per convinzione» dicono i tecnici del Tesoro che stanno lavorando alla messa a punto del Documento di economia e finanza che il governo approverà la prossima settimana e che dovrà contestualizzare, nel nuovo quadro macroeconomico, le misure di rilancio promesse dall’esecutivo, a cominciare dalla riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti con i redditi più bassi.

Inoltre «dal primo maggio», ha detto ieri il premier, il governo abbasserà «del 10% il costo dell’Irap».

A fronte di una previsione di crescita dell’1-1,1% per quest’anno, il Tesoro, anche sulla base delle analisi delle istituzioni internazionali, sembra orientato a indicare per il Prodotto interno lordo un aumento dello 0,9%, con un peggioramento che avrebbe solo un impatto minimo sul deficit, che dovrebbe essere confermato al 2,5%. Ed è un quadro che, secondo via XX settembre e Palazzo Chigi, potrebbe presto migliorare.

Ieri il Tesoro ha diffuso i dati sul fabbisogno del settore pubblico nel primo trimestre, che confermano un andamento discreto dei conti. Tra gennaio e marzo il fabbisogno è stato pari a 18,4 miliardi di euro, contro i quasi 22 miliardi del primo trimestre 2013. Un andamento determinato da minori pagamenti delle pubbliche amministrazioni e una maggior spesa per gli interessi, elementi destinati a dare un contributo inverso nei prossimi mesi (con la ripresa dei pagamenti e il calo della spesa per gli oneri sul debito, grazie agli spread in flessione), ma soprattutto a un buon andamento delle entrate fiscali.

Nel primo trimestre il gettito dell’Iva sugli scambi interni, considerato uno dei principali indicatori per valutare la dinamica economica, è aumentato del 6%, ma c’è una crescita consistente anche delle accise (anche queste legate ai consumi). Fanno ben sperare sull’andamento del gettito futuro anche i dati sul recupero dell’evasione fiscale: nel 2013, ha detto ieri il vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate, Marco Di Capua, è stata raccolta la cifra record di 13,1 miliardi di euro, con un ulteriore recupero di base imponibile.

Secondo i tecnici, dunque, il quadro tende al miglioramento, e il governo conferma che non ci sono problemi per il finanziamento delle misure di rilancio dell’economia previste da Matteo Renzi. Le coperture per il taglio del cuneo fiscale — il decreto legge dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio dei ministri tra un paio di settimane — «sono state individuate e sono più del doppio di quelle che sarebbero necessarie».

Per il 2014, visto che secondo i piani del governo lo sgravio fiscale debutterà solo con la busta paga di maggio, la riduzione degli oneri fiscali a favore dei lavoratori dipendenti dovrebbe costare circa sette miliardi di euro. L’obiettivo è quello di aumentare il reddito disponibile di circa mille euro l’anno, per i lavoratori che non superano i 25 mila euro lordi di stipendio annuo.

Le risorse per finanziare gli sgravi arriverebbero essenzialmente dalla minor spesa per gli interessi sul debito, dall’anticipo della spending review , dall’implementazione dei costi standard nella sanità, mentre la riduzione dell’Irap del 10% per le imprese sarebbe coperta dall’aumento delle aliquote sulle rendite finanziarie. Tra le fonti di copertura, anche la maggior Iva attesa con il pagamento dei debiti arretrati dello Stato verso le imprese. Lo schema del governo, con la garanzia pubblica, sta bene alle banche pronte finalmente a scontare le fatture. Per quelle di nuova emissione, dal 6 giugno, scatta l’obbligo di trasmissione telematica, un nuovo passo per la regolarizzazione dei pagamenti.

Mario Sensini – Corriere della Sera – 2 aprile 2014 

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