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Veneto. Il nuovo Piano regionale prevenzione è pubblicato sul Bur. Ecco il programma di sanità animale e veterinaria

Veneto-Stemma-579x340Con la delibera 749 del 14 maggio, pubblicata sul Bur del 5 giugno, la Giunta regionale ha approvato il Piano regionale prevenzione (Prp) per la realizzazione del Piano nazionale prevenzione (Pnp) 2014 – 2018 attraverso i programmi individuati sulla base di quanto disposto dall’Intesa Stato Regioni del 13 novembre 2014. Il Piano nazionale prevenzione era stato recepito dalla Regione Veneto con la Dgr 2705 del 29 dicembre scorso. Sono stati predisposti poi i documenti di programmazione per dare attuazione a tutti i macro obiettivi definiti nel nuovo Piano nazionale adottando la visione, i principi, le priorità e la struttura del Pnp, ma garantendo allo stesso tempo la continuità con quanto realizzato in Veneto nel precedente Piano 2010-2012, la valorizzazione del knowhow acquisito e il rispetto della specificità territoriale. Con l’accordo sancito, poi, tra Stato e Regioni il 25 marzo 2015 è stato adottato il Documento di  valutazione che fornisce i criteri per la valutazione e la certificazione dei Piani regionali.

Il nuovo Piano Regionale Prevenzione 2014-2018 della Regione del Veneto si sviluppa secondo punti cardine che lo contraddistinguono e che rappresentano le novità di rilievo nella nuova programmazione regionale in linea con la programmazione nazionale

Il Prp si basa sulla convinzione che è necessario superare l’ottica parcellizzata di singole azioni di progetti settoriali arrivando ad una logica di Piani/Programmi e processi legati ad attività istituzionali, tra loro coerenti, coordinate e sinergiche. In tale logica i Programmi che sono sviluppati nel PRP per macro obiettivo si intersecano tra loro, rispondendo ad obiettivi specifici di macro obiettivi diversi nell’ottica di aumentare il grado di “empowerment di sistema” cioè la capacità del sistema salute di controllare le proprie potenzialità e di “fare la differenza”.

Programmazione per setting di vita: quali, in particolare, la scuola, gli ambienti di lavoro, l’ambiente sanitario e la comunità, si tratta di setting significativi di vita delle persone. Un’azione volta a promuovere la salute attraverso setting differenti può assumere forme diverse, spesso mediante alcune tipologie di sviluppo organizzativo come il cambiamento dell’ambiente fisico, della struttura organizzativa, degli aspetti amministrativi e gestionali. Il risultato atteso sono interventi trasversali e globali nella promozione di stili di vita sani all’interno di uno stesso ambiente di vita.

Approccio life-course: si basa sulle evidenze che favorire il mantenimento di un buono stato di salute lungo tutto il corso dell’esistenza porta all’aumento dell’aspettativa di vita in buona salute e a un bonus in termini di longevità, fattori entrambi che possono produrre benefici importanti a livello economico, sociale e individuale. In questa logica si collocano anche le strategie volte a garantire un invecchiamento attivo e in buona salute.

Contrasto alle diseguaglianze in salute: è indispensabile assumere un approccio capace di leggere le disuguaglianze in salute (Equity Lens) con riferimento sia ai determinanti distali (condizioni socioeconomiche, istruzione, provenienza geografica, ecc.) sia ai determinanti prossimali (stili di vita, ecc.), di effettuare una attenta ricognizione regionale degli interventi e in conseguenza la valutazione degli interventi di contrasto (equity audit), il loro monitoraggio nel tempo, la formazione degli operatori, l’implementazione di azioni efficaci (equity action).

Il sistema regionale del Piano Regionale Prevenzione poggia sul fondamento che è necessario, per poter dare delle risposte, realizzare e sostenere una rete robusta che interconnetta le strutture regionali di governo, le Aziende Ulss, in particolare, i Dipartimenti di Prevenzione, tutte le istituzioni pubbliche, regionali e locali, protagonisti della società civile e del mondo produttivo nell’ottica della Salute in tutte le politiche.

In questo quadro, il Dipartimento di Prevenzione, all’interno delle singole Aziende Ulss, è l’asse portante e il nodo strategico garante di una forte e valida collaborazione tra le Strutture, i Servizi e le Unità Operative, interni ed esterni all’Azienda Ulss, impegnati nella promozione e nella tutela della salute dei cittadini e conseguentemente nello sviluppo sociale ed economico della realtà veneta. I Dipartimenti di Prevenzione devono assumere un ruolo di regia sia delle funzioni di erogazione diretta delle prestazioni sia di governance di processi che degli interventi non erogati direttamente costruendo e sviluppando una rete di collegamenti fra stakeholder (istituzionali e no) che in senso bidirezionale connetta il territorio al governo regionale e nazionale. In particolare, spetta al Dipartimento di Prevenzione: a) mantenere le alleanze già attivate o attivare nuove intese, sia con istituzioni regionali e locali, sia con enti del mondo produttivo e della società civile; b) favorire il coordinamento e il sistema di sinergie a livello regionale e locale; c) monitorare le azioni, programmate ed in parte già attivate, sviluppare e garantire la valutazione del processo e dei risultati.

Per ciascun Programma contenuto nell’Allegato “A” al provvedimento sono riportati soltanto gli indicatori sentinella, mentre tutti gli indicatori di processo degli obiettivi specifici con i relativi valori attesi per ogni anno sono agli atti del Settore Promozione e Sviluppo Igiene e Sanità Pubblica. Il Programma di Sanità Animale e Veterinaria per il Macro obiettivo n. 2.10 è contenuto nell’Allegato “B” al provvedimento . Il Documento di valutazione infine è contenuto nell’Allegato “C”.

Per i Macro obiettivi n. 2.7 “Prevenire gli infortuni e le malattie professionali” e n. 2.8 “Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute” si rimanda a successivo provvedimento della Giunta Regionale.

Nella predisposizione del Piano Regionale Prevenzione 2014 – 2018 sono stati considerati gli obiettivi già affidati alle Aziende Ulss Funzione che hanno garantito la continuità delle linee progettuali nelle more dell’approvazione del Piano stesso.

749_AllegatoA_298741.pdf
749_AllegatoB_298741.pdf

749_AllegatoC_298741.pdf

A cura ufficio stampa Sivemp Veneto – 7 giugno 2015 – riproduzione riservata 

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