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Il ritorno dell’aviaria in Europa. La Commissione Ue lancia l’allerta a tutti gli stati membri e adotta due decisioni di salvaguardia urgenti

La Commissione Europea ha adottato misure di emergenza contro la propagazione dell’influenza aviaria. Come il divieto di vendita di pollame dei Paesi dove sono stati segnalati i casi. Regno Unito e Paesi Bassi avevano già isolato gli allevamenti e avviato le procedure di abbattimento di 6000 anatre e 150mila polli, rispettivamente. Enrico Brivio, portavoce del commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare: “Questi uccelli migratori sono selvaggi quindi non sappiamo se questo ceppo di aviaria può propagarsi in altri Paesi. Ma grazie a queste misure siamo certi che non si diffonderà in Europa”.

Si tratta di due Decisioni che saranno pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 19 novembre e anticipate in un comunicato stampa della Commissione: Misure (interim protective measures) adottate dalla UE nei Paesi Bassi e nel Regno Unito.

Il 20 di novembre è prevista una riunione dello  Standing Committee (PAFF Committee) composto da esperti degli Stati Membri. La valutazione del rischio per il ceppo H5N8 redatta da Ecdc. 

Il ceppo, H5N8 definito «ad alta patogenicità», non è stato mai rilevato in Europa prima di due settimane fa, quando ha colpito un allevamento di tacchini nel nord-est della Germania. In tutti e tre i casi, la totalità dei capi degli allevamenti infettati è stata abbattuta e il trasporto di uova e carni avicole è stato sospeso secondo le norme sulla lotta all’influenza aviaria che l’Ue si è data nel 2005, con l’istituzione di una zona di «protezione» (raggio di minimo 3 km dall’azienda colpita) e di «sorveglianza» (minimo 10 km). Secondo le prime ipotesi, accreditate sia dalle autorità veterinarie dei paesi interessati sia dalla Commissione Ue, la trasmissione del virus sarebbe avvenuta dopo il contatto con uccelli migratori. Mentre il contagio è molto veloce tra i volatili, per i quali l’influenza risulta letale con perdite del 30-40% dei capi infetti entro il primo giorno, il rischio per uomo resta basso e limitato a coloro che vengono a contatto diretto e per tempo prolungato con molti volatili am malati o con le loro deiezioni. In Olanda, dopo l’epidemia di aviaria H7N7 del 2003, che causò l’abbattimento di qualcosa come 25 milioni di pennuti da allevamento, un caso letale (un veterinario) e poco più di 80 casi di persone con lievi disturbi influenzali, l’attenzione delle autorità sanitarie è massima. La Commissione Ue ha esortato le autorità degli altri stati membri a fare lo stesso perché al momento non si escludono «altri focolai» in altri paesi dell’Ue.

ItaliaOggi -18 novembre 2014 

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