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Interventi solo pazienti a rischio. «L’Asl13 non ha tagliato cure»

Anche la Cgil contro la nota dell’Asl 13 che impone ai chirurghi di non sforare i limiti di spesa se non autorizzati e solo se la salute del paziente è a rischio.

Il segretario generale della Fp-Cgil Sergio Chiloiro e quello provinciale Marco Busato chiedono al direttore generale Arturo Orsini di fermarsi: «Denunciamo da tempo scelte basate solo su tagli lineari che stanno portando a un impoverimento dell’offerta socio-sanitaria dell’Asl 13», affermano i due, «l’ultimo provvedimento va però oltre ogni immaginazione, perché impone ai chirurghi di non operare oltre i limiti di spesa se non autorizzati prima e solo se i pazienti rischiano la vita. La direzione non può nascondersi dietro il velo della revisione della spesa: invece di impedire ai chirurghi di operare dovrebbe procedere a qualificati processi di riorganizzazione finalizzati al miglioramento dei servizi. Invece si sta perseguendo solamente il rigore finanziario». Chiamato di nuovo in causa, tocca allo stesso Arturo Orsini spiegare i motivi della circolare e capovolgere la questione: «La nota non mira a limitare, semmai a garantire lo svolgimento delle cure: indica ad alcuni medici incaricati di procedure particolarmente dispendiose, le modalità da seguire per sviluppare i percorsi di cura necessari, in deroga alle restrizioni della spending-review. A loro è richiesto solo di fare una semplice attestazione dell’effettiva appropriatezza e necessità della prestazione. Con questi medici l’argomento è stato discusso e concordato prima. Se infatti la logica dei tagli lineari introdotta dalla spending-review è penalizzante, perché non distingue tra quei servizi che possono realizzare economie e quelli che invece devono mantenere inalterato il finanziamento, altra cosa è l’appropriatezza delle cure. Le procedure introdotte servono proprio a garantire la perfetta tracciabilità delle risorse impiegate, a garanzia del paziente e del medico». Intervengono con una nota anche i primari dell’Asl 13: «Non abbiamo mai ricevuto indicazioni né pressioni che vedessero minacciate la sicurezza del paziente, la qualità delle prestazioni e la nostra professionalità. È dovere del medico, sia etico che deontologico, porre attenzione all’utilizzo delle risorse e all’appropriatezza delle cure, soprattutto in un contesto di grave difficoltà economica e d’altra parte la nostra azienda risulta tra le più virtuose. Il nostro obiettivo è da sempre quello di rispondere al meglio ai bisogni di salute dei cittadini, al di là di possibili strumentalizzazioni». Intanto il comitato Carlo Salvioli di Mirano scrive una lettera aperta al presidente della Regione Luca Zaia sottolineando come l’Asl 13 di Mirano-Dolo «continua a essere punita nel finanziamento» mentre adesso si aggiunge «la mancata trasparenza negli atti, altrettanto inaccettabile». Sono andati a vuoto tutti i tentativi del Salvioli di ottenere i tabulati con i dati base dell’Asl 13 per elaborare il rapporto sulle attività ospedaliere.

17 novembre 2012 – La Nuova Venezia

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