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Intramoenia allargata, partito il confronto tra Governo e maggioranza. Balduzzi: in rete studi privati e Asl

1a1a6_a300x01329678475441BalduzzibisRegolarizzare l’intramoenia allargata mettendo in rete gli studi privati con le Asl. Sarebbe questa l’ipotesi di lavoro messa sul tavolo dal ministro della Salute Renato Balduzzi nel corso del primo incontro con la maggioranza sul tema della libera professione dei medici. La riunione (presenti Balduzzi, i presidenti delle commissioni parlamentari e i capigruppo in commissione della maggioranza) è stata «interlocutoria», ma il Governo avrebbe presentato una prima bozza che prevede in sostanza la regolarizzazione dell’intramoenia allargata, mettendo ‘in rete’ gli studi privati e le Asl. L’obiettivo, come Balduzzi aveva sottolineato il 7 marzo, è quello di arrivare presto a una «mediazione»: una proposta condivisa da far poi viaggiare con un disegno di legge o al limite con un decreto legge.

Anche perché il 30 giugno, data di scadenza della proroga sull’intramoenia allargata, incombe. Il tavolo si è aggiornato di nuovo a martedì prossimo.

Intanto però cominciano i malumori. Il senatore Ignazio Marino (Pd), presidente della commissione d’inchiesta sul Ssn, si dice preoccupato dalle prime indiscrezioni. «Non vorrei davvero – commenta – che si stesse andando incontro a una nuova proroga “mascherata”, a un tentativo di legittimare, con qualche lieve modifica, lo status quo. Si sta permettendo da troppo tempo a pochissimi medici meno virtuosi di fare dieci prestazioni negli ospedali pubblici e cento nel proprio studio o nella propria clinica privata, a scapito dell’universalità di accesso alle cure garantita dal nostro Servizio sanitario nazionale». Per Marino non c’è alcun motivo per rimettere mano alla legge 120, che «permette di assicurare ai pazienti la continuità di cura, la presenza costante del medico in ospedale e la possibilità di essere ssistiti sempre dallo stesso team di esperti che, collaborando per anni, avrà affinato le proprie capacità di intervento e assistenza». Senza che il medico perda il diritto alla libera professione, «con i vantaggi economici che ne derivano».

sanita.ilsole24ore.com – 20 marzo 2012

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