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Milleproroghe: per l’intramoenia allargata proroga ridotta a sei mesi. Il termine passa al 30 giugno. Contrarietà dei sindacati

1a1a17_medici_800_800Doccia fredda sulla libera professione intramoenia allargata (Alpi), quella cioè che medici e dirigenti sanitari possono fare se autorizzati in strutture (anche gli studi privati) esterne all’azienda quando in questa mancano gli spazi ad hoc. La scadenza era stata fissata a fine 2012 nel testo originario del decreto (VEDI), ma un emendamento di deputati Pd lo ha spostato al 30 giugno 2012. E stessa sorte è toccata all’altra proroga prevista nel testo orignario, quella per la costruzione degli spazi da dedicare alla libera professione nelle aziende: era al 31 dicembre 2014, ora è al 31 dicembre 2012. Gli emedamenti sono in sintonia con quanto espresso nel parere in sede consultiva della commissione Affari sociali della Camera.

Che ha motivato la decisione con la necessità di interrompere le continue proroghe e di provvedere a questa situazione con soluzioni più effcaci e definitive.

Questo il testo dei due emenedamenti approvati

Al comma 2, sostituire le parole: 31 dicembre 2012 con le seguenti: 30 giugno 2012.

10. 8. Miotto, Lenzi, Grassi, Pedoto.

Al comma 3, sostituire le parole: 31 dicembre 2014 con le seguenti: 30 giugno 2012.

10. 9. Miotto, Lenzi, Grassi.

Il commento di Costantino Troise, segretario Anaao. “Dubbi su possibilità di risolvere in 5 mesi problema che si trascina da 10 anni”

“Pensare di trovare in soli 5 mesi una soluzione strutturale ad un problema quale quello della libera professione intramoenia allargata che si trascina da 10 anni, soprattutto in un momento in cui altre e più gravi sono le preoccupazioni di Governo e Parlamento, è segno di ottimismo. Non vorremmo però che si creassero le premesse per una ennesima proroga in assenza di soluzioni capaci di garantire insieme il diritto dei medici all’esercizio della attività libero professionale e quello dei cittadini a scegliere un medico di fiducia”. Così il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Costantino Troise, commenta l’approvazione in commissione Bilancio e Affari Costituzionali della Camera degli emendamenti al decreto Milleproroghe che anticipano le scadenze per l’esercizio dell’intramoenia allargata.

“L’Anaao Assomed – aggiunge Troise – è da sempre favorevole a ricondurre la libera professione, nelle sue diverse tipologie, nella attività ordinaria delle aziende sanitarie, ma si oppone fermamente a qualunque soluzione che finisca con il penalizzare i soliti noti, medici e dirigenti sanitari, negando o limitando un diritto sancito da leggi e contratti. La fuga dei medici pubblici dal rapporto esclusivo finirebbe proprio con il danneggiare quel servizio sanitario che si vuole e si deve difendere”.
 

20 gennaio 2012

Intramoenia, Commissione Affari Sociali: «Basta proroghe». Balduzzi: «Presto tutti i dati sull’Alpi»

1a1a16_camera19 gennaio 2012 – Libera professione intramoenia: il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha confermato ieri intervenendo alla commissione Affari sociali della Camera nel dibattito per il parere sul Milleproroghe, tutti i dati forniti dall’Osservatorio sull’intramoenia nella relazione nel 2010. L’Osservatorio intende effettuare al più presto una rilevazione più dettagliata che tenga conto anche dei particolari aspetti legati all’intramoenia allargata. Intanto arriva il parere favorevole della commissione Affari sociali al decreto Milleproroghe, con la richiesta, però, di abbreviare il termine del 31 dicembre 2012 per la scadenza dell’intramoenia allargata. Un’osservazione comunque non vincolante, rivolta alle Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio, che stanno esaminando il testo.

Balduzzi ha riferito che è in corso uno specifico monitoraggio sui tempi di attesa delle prestazioni erogate in Alpi, «da cui sarà possibile evincere in maniera puntuale la tipologia e il volume delle prestazione prenotate in intramoenia, ovvero in intramoenia allargata».

L’Agenas inoltre sta attualmente provvedendo all’elaborazione dei dati che saranno condivisi con le singole Regioni e Province autonome, prima dell’invio formale al ministero e all’Osservatorio.

Questo il testo dell’intervento del ministro

L’INTERVENTO DEL MINISTRO BALDUZZI

Il ministro Renato BALDUZZI fa presente che l’Osservatorio nazionale per l’attività libero-professionale, in ottemperanza agli obblighi contenuti nell’articolo 15-quattordecies del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modificazioni e nell’articolo 1 della legge n. 120 del 2007, promuove annualmente uno specifico monitoraggio sulla libera professione intramuraria, funzionale alla stesura della relazione al Parlamento. Tale relazione vuole essere strumento di condivisione e diffusione dei progressi attuati dalle regioni e province autonome nell’implementazione e attuazione delle disposizioni contenute nella legge 3 agosto 2007, n. 120, recante disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria.

Nell’ultima edizione della relazione, riferita al secondo semestre 2010, l’Osservatorio presenta un quadro complessivo del fenomeno, rappresentando il grado di adeguamento alla norma nazionale, le disomogeneità presenti e le criticità evidenziate che impediscono o rallentano il percorso attuativo.

In primo luogo, la relazione mette in evidenza lo stato di avanzamento dei programmi regionali per la realizzazione di strutture sanitarie per l’attività libero-professionale intramuraria. Nello specifico, con decreto ministeriale 8 giugno 2001, è stato ripartito fra le regioni l’importo di 826.143.140,92 euro (dati riferiti al 31/12/2010); delle risorse ripartite con il citato decreto ministeriale, sono stati ammessi a finanziamento n. 418 interventi, per complessivi 746.843.755,27 e, pari al 90,40 per cento delle risorse disponibili. Dagli ultimi dati riferiti risulta che 9 regioni e province autonome hanno completato il programma [provincia autonoma di Trento (per n. 11 interventi), Veneto (per n. 39 interventi), Liguria (per n. 22 interventi), Emilia Romagna (per n. 69 interventi), Toscana (per n. 27 interventi), Umbria (per n. 9 interventi), Lazio (per n. 49 interventi), Basilicata (per n. 7 interventi) e Sardegna (per n. 11 interventi)].

Osserva, poi, che accanto agli interventi di ristrutturazione, ritenuti essenziali per la messa a regime del sistema della libera professione intramuraria, si è indagato, altresì, sulla necessità di acquisire spazi ambulatoriali esterni, tramite acquisto, locazione e stipula di convenzioni. Nel 2010, 15 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto) hanno manifestato tale esigenza. Un ulteriore elemento conoscitivo del fenomeno proviene dalle informazioni relative all’attivazione, da parte delle Aziende, di specifici strumenti di controllo e verifica del corretto svolgimento dell’attività libero-professionale svolta in intramoenia «allargata». I dati forniti hanno evidenziato che: in due regioni e province autonome (Toscana, provincia autonoma di Bolzano) non viene esercitata l’intramoenia allargata; in sei regioni (Basilicata, Liguria, Marche, Umbria, Valle d’Aosta, provincia autonoma di Trento) tutte le aziende hanno attivato tali strumenti; in dieci regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte. Sardegna, Sicilia, Veneto) parte delle aziende insistenti sui rispettivi territori hanno implementato specifiche attività di verifica e controllo sull’intramoenia allargata; in due regioni nessuna azienda ha implementato tali specifiche attività; per una regione (Lazio) il dato fornito non è completo.

Fa presente che il dato – molto significativo – riscontrato nella regione Toscana e nella provincia autonoma di Bolzano rileva che in alcuni contesti è stato possibile gestire il sistema e garantire il superamento dell’intramoenia allargata. Si intende avviare studi volti ad analizzare questi modelli virtuosi, al fine di individuarne i punti di forza e promuoverne il trasferimento in altre realtà.

Infine, ritiene opportuno fornire alcuni dati anche sul rapporto di esclusività. La quasi totalità dei dirigenti medici e sanitari del nostro Paese ha optato per il rapporto di esclusività con la struttura sanitaria presso la quale opera. Infatti, dal conto annuale 2009 pubblicato dall’IGOP – Ragioneria generale dello Stato – si evince che mediamente il 95 per cento dei medici è legato alla propria Azienda da un rapporto di esclusività e tale percentuale supera il 97 per cento per medici che rivestono incarichi di responsabilità di struttura complessa o semplice. Tuttavia, è importante sottolineare che non tutti i dirigenti con rapporto esclusivo esercitano effettivamente l’attività libero professionale intramuraria, ma a tal proposito non esistono stime provenienti da fonti ufficiali a cui far riferimento. Il conto annuale, invece, fornisce una quantificazione dell’indennità di esclusività percepita dai dirigenti medici e sanitari, che nel 2009 ha quasi raggiunto quota 1.359 milioni di euro, in media 10.696 euro anno pro-capite, con un aumento di oltre il 6 per cento dal 2005.

In conclusione, lo studio del fenomeno coinvolge diversi ambiti e risulta di conseguenza assai complesso. Alla luce della proroga del termine per il passaggio al regime ordinario (31 dicembre 2012), disposta dal decreto-legge n. 216 del 2011, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, ed in considerazione delle proprie competenze, l’Osservatorio intende effettuare, quanto prima, una rilevazione più dettagliata che tenga conto anche dei particolari aspetti legati all’intramoenia allargata e delle risultanze delle audizioni effettuate, con i referenti regionali, lo scorso mese di dicembre. Invero, è già in corso uno specifico monitoraggio sui tempi di attesa delle prestazioni erogate in ALPI, da cui sarà possibile evincere in maniera puntuale la tipologia e il volume delle prestazione prenotate in intramoenia, ovvero in intramoenia allargata. L’Agenas sta, attualmente, provvedendo all’elaborazione dei dati che saranno condivisi con le singole regioni e province autonome, prima dell’invio formale al Ministero ed all’Osservatorio.

Il parere sul Milleproroghe

Per quanto riguarda il parere al Milleproroghe della Affari sociali, la commissione ha chiesto che «all’articolo 10, comma 2, valutino le Commissioni di merito (Affari costituzionali e Bilancio, ndr.) l’opportunità di abbreviare il termine del 31 dicembre 2012, di proroga della facoltà di utilizzazione straordinaria del proprio studio professionale per l’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria». Così il parere (favorevole con osservazioni) della commissione Affari Sociali della Camera al Milleproroghe mette in forse l’opportunità del rinvio dell’intramoenia allargata al 31 dicembre 2012, come scritto nel testo del decreto approvato. E alcuni deputati hanno chiesto di accorciare a non più di sei mesi il rinvio per evitare che le continue proroghe non portino mai a dare una soluzione definitiva al problema.

E al parere della Commissione si è “rimesso” il ministro della Salute Renato Balduzzi, intervenuto al dibattito.

Le altre osservazioni riguardano l’abbreviazione del termine dell’incarico del Commissario straordinario della Croce rossa e l’opportunità di prorogare invece il termine di esenzione dalle imposte di registro sugli atti relativi al riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza in aziende di servizi o in persone giuridiche di diritto privato.

Questo il testo del parere del relatore approvato

216/2011: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. C. 4865 Governo.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XII Commissione,

esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 4685 Governo, recante «Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative»,

esprime:

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

a) all’articolo 2, valutino le Commissioni di merito l’opportunità di abbreviare il termine del 30 settembre 2012 fino al quale è stato prorogato l’incarico del Commissario straordinario della Croce rossa italiana;

b) all’articolo 10, comma 2, valutino le Commissioni di merito l’opportunità di abbreviare il termine del 31 dicembre 2012, di proroga della facoltà di utilizzazione straordinaria del proprio studio professionale per l’esercizio dell’attività libero-professionale intramuraria;

c) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di inserire una disposizione volta a prorogare il termine di cui all’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo n. 207 del 2001

sanita.ilsole24ore.com – 19 gennaio 2012

 

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