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Investe un cane e denuncia l’Asl: non previene il randagismo

L’automobilista chiede i danni del mezzo all’azienda sanitaria di Terni. La materia, d’altronde, è già stata, in altre parti d’Italia, al centro di querelle simili che hanno visto spesso chiamare in causa anche i Comuni

Un randagio che spunta all’improvviso lungo una strada immersa tra le campagne di Castel Viscardo, l’auto che si ritrova l’animale davanti, non riesce a evitarlo e lo investe.

La peggio, fortunatamente non l’hanno avuta né l’automobilista né il cane, bensì la macchina, che ha riportato diversi danni alla carrozzeria, neanche troppo ingenti. Ma allora chi paga? Di chi è la “colpa” di quanto accaduto? Della Asl, secondo il malcapitato automobilista, che ha infatti citato in giudizio proprio l’azienda sanitaria ternana colpevole, a suo dire, di non aver fatto abbastanza per prevenire e contrastare il fenomeno del randagismo. E così la questione è finita davanti al giudice di pace di Terni, che dovrà stabilire se l’Asl – come chiede il legale dell’automobilista – dovrà effettivamente pagare i circa mille euro di danni provocati dall’investimento dell’animale. L’incidente è accaduto alla fine del 2011 in una strada del Comune dell’Orvietano e ha visto protagonista un residente del posto. Evidentemente l’uomo, preso atto dei danni al suo veicolo, ci ha rimuginato su, fino a quando ha deciso di procedere per le vie legali. Se la vigilanza e il controllo del fenomeno randagismo viene affidata all’azienda sanitaria – questo sarebbe il suo assunto -, quest’ultima dovrebbe mettere in atto ogni azione utile a impedire che gli animali vadano in giro a creare disagio. La lotta al randagismo è indicata tra le attività specifiche del Servizio animale dell’azienda anche nel proprio sito internet: il lavoro, in particolare, viene svolto attraverso il servizio di polizia veterinaria, che provvede alla cattura di cani vaganti su segnalazione da parte dei privati cittadini e di enti per la protezione degli animali, dopo conferma via fax da parte dei vigili urbani competenti per il territorio di reperimento del cane.

Nel caso specifico, comunque, l’Asl (che si è affidata al legale di fiducia Lavinia Rossi) è pronta a controbbattere alle richieste del cittadino di Castel Viscardo. La materia, d’altronde, è già stata, in altre parti d’Italia, al centro di querelle simili che hanno visto spesso chiamare in causa anche i Comuni. La materia, d’altronde, è complessa anche perché un settore come quello sanitario pubblico è disciplinato a diversi livelli, nazionali e regionali.

La giurisprudenza, inoltre, ha elaborato due diversi orientamenti: il primo propende per una responsabilità esclusiva dei Servizi veterinari presso l’Asl, mentre il secondo, accanto alla responsabilità delle aziende sanitarie, riconosce una responsabilità solidale anche dei Comuni. La parola ora al giudice di pace: dopo una prima udienza di costituzione delle parti che si è tenuta prima della fine dell’anno, nelle prossime settimane automobilista e Asl si ritroveranno di nuovo contrapposti.

Il Giornale dell’Umbria – 21 gennaio 2013

 

 

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