Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»La disfida della carne sintetica. Ambientalisti delusi, esperti prudenti: “Tanti aspetti ancora da verificare”
    Notizie ed Approfondimenti

    La disfida della carne sintetica. Ambientalisti delusi, esperti prudenti: “Tanti aspetti ancora da verificare”

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati30 Marzo 2023Aggiornato:13 Dicembre 2023Nessun commento4 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email
    La Stampa. «Contro il cibo in provetta è meglio una vera porchetta». Ai circa cento agricoltori che hanno manifestato alla fiera agroalimentare «Cibus» di Parma con questo slogan non è bastata l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto legge. Vogliono che sullo stop al cibo sintetico si acceleri. Nel testo del provvedimento, fortemente voluto dal titolare all’Agricoltura Francesco Lollobrigida (FdI) e licenziato dall’esecutivo di Giorgia Meloni martedì, si esplicita il divieto «di impiegare, vendere, importare, esportare, distribuire alimenti o mangimi costituiti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati». In altre parole, cibo in provetta, come lo chiamano i fedayyin del prodotto nostrano. Le sanzioni previste saranno salate: da 10 mila a 60 mila euro, oppure fino al 10% del fatturato annuo di chi contravviene al divieto.
    L’incognita potrebbe essere il parere dell’Efsa (autorità Ue per la sicurezza alimentare): se dovesse approvarne l’uso negli Stati membri, l’Italia non potrebbe opporsi alla distribuzione per via delle regole comunitarie della libera circolazione dei beni e dei servizi. E di conseguenza il provvedimento del governo diverrebbe sostanzialmente privo di efficacia.
    La crociata degli allevatori, però, apre in Italia un capitolo dai contorni ancora troppo sfumati, nonostante le posizioni antitetiche di favorevoli e contrari. I fautori del Made in Italy – secondo Coldiretti lo stop promosso dal governo «salva 580 miliardi di euro di valore della filiera agroalimentare nazionale» – sostengono che l’intero comparto sarebbe a rischio, con in bilico circa 4 milioni di posti di lavoro in 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e ben 230 mila punti vendita al dettaglio. I favorevoli, invece, ritengono che la strada della produzione di carne coltivata, o carne «pulita», come la chiamano gli ambientalisti, sia l’unica per evitare il disastro climatico acuito dai gas serra degli allevamenti e dall’impiego massivo di acqua. L’allevamento intensivo di animali, necessario per soddisfare la domanda di carne, impatta sull’ambiente con il 30% di utilizzo di suolo e circa l’8% di acqua dolce, generando il 17% dei gas serra del pianeta. Uno studio dell’Università di Oxford, «Environmental Impacts of Cultured Meat Production», ha concluso che, rispetto alla carne prodotta in modo tradizionale, quella di laboratorio potrebbe ridurre le emissioni di Co2 del 96%, con un consumo d’acqua inferiore fino al 95%, ed energetico tra il 7 e il 45%. Anche gli animalisti hanno abbracciato questa battaglia in difesa della carne sintetica che fermerebbe la macellazione degli animali.
    Come sempre, in Italia, l’opinione pubblica si è spaccata mentre gli esperti invitano alla cautela. «Quella di vietare i cibi artificiali, in particolare la carne, è una misura di prudenza. Ma chiudersi completamente alle nuove tecnologie è un errore», sostiene il professor Paolo Ajmone, ordinario di Miglioramento genetico animale all’Università Cattolica di Piacenza e direttore della Scuola di Dottorato del Sistema Agroalimentare Agrisystem. «Ne sappiamo ancora poco, è fondamentale che la ricerca vada avanti», aggiunge. Ajmone sostiene infatti che siano ancora molti gli aspetti da verificare. In primis gli effetti che questi alimenti possono avere sulla salute umana. «L’analisi va condotta su tre livelli: quali sono i vantaggi per l’uomo, quali per l’ambiente e quali per l’economia. Dal punto di vista strettamente clinico, bisogna ancora chiarire con esattezza se le caratteristiche della carne sintetica soddisfano gli standard nutrizionali e di sicurezza alimentare. Teniamo conto che, per crescere in vitro, la carne ha bisogno di ormoni. E quegli ormoni poi restano nel prodotto finito che noi mangiamo». Quanto alla sostenibilità ambientale, il risparmio d’acqua sarebbe evidente anche se «si stanno studiando sistemi per il recupero e la purificazione delle acque reflue degli allevamenti per creare un riciclo virtuoso», spiega Ajmone. Ma «il processo di produzione della carne in vitro viene sviluppato in contesto di totale sterilità e in bioreattori: su scala industriale è un meccanismo altamente energivoro». Quanto alla sostenibilità economica su larga scala e all’accessibilità al prodotto, è bene considerare gli elevati costi di produzione, sempre secondo Oxford. «Al momento – sostiene Ajmone – non possiamo pensare a un processo produttivo, men che meno a un’esportazione della tecnologia di produzione in Paesi in via di sviluppo. Per cui, siamo ancora in una fase di test e di osservazione dei risultati. Accelerare i tempi vorrebbe dire creare un prodotto di nicchia, per ricchi, a costi troppo elevati». —
    Post Views: 338
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteLobby d’Italia, dall’agroalimentare ai trasporti fino alle spiagge. Cinque mesi di battaglie vinte dai gruppi di pressione che difendono interessi particolari
    Precedente Peste suina africana. Nuovo regolamento Ue estende la zona di restrizione. Diciotto nuovi casi tra Piemonte e Liguria. Salgono a 516 le positività accertate nel Nord Ovest
    Cristina Fortunati
    • Website

    Potrebbe interessarti anche

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025

    Corte Ue boccia l’Italia: vanno pagate le ferie non godute, anche nel pubblico

    19 Gennaio 2024

    Nuovo decreto farmaci, dal Ministero nota con le prime modifiche al sistema Rev

    18 Gennaio 2024
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Spinsy Spielbank – Ihre exzellente Anlaufstelle fürs digitales Spielen

    22 Aprile 2026

    Plinko: The Ultimate Manual to Perfecting This Game of Luck and Tactics

    22 Aprile 2026

    Magic Betting Casino: Je Beste Gids naar Topkwaliteit Internet Gokervaring

    22 Aprile 2026

    Coolzino Casino – Deine Premium-Destination für hochwertiges Online-Gaming

    22 Aprile 2026

    Betazo Casino: Your Personal Portal to Top-Tier Internet Gaming Entertainment Experience

    22 Aprile 2026

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.