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La Francia salva il foie gras: “Nessuna prova di sevizie”. Scagionato il produttore: il video del “gavage” era un falso. Gli animalisti: continueremo la nostra battaglia

Paolo Levi. «Continueremo la nostra battaglia affinché un giorno, anche in Francia, si potrà ricordare l’alimentazione forzosa degli animali come una barbarie, da includere nel museo degli orrori»: non si dà per vinta Brigitte Gothière, portavoce di L214, l’ong animalista che per la prima volta nella storia di Francia ha trascinato in tribunale un produttore di foie gras con l’accusa di «gravi sevizie e atti di crudeltà» nei confronti di anatre indifese e ingabbiate.

Ieri, a due mesi dall’inizio del processo, il gruppo Ernest Soulard, con sede in Vandea e fornitore di grandi ristoranti parigini come il Fouquet’s, è stato lavato da ogni accusa.

Ingozzamento forzato

I giudici del tribunale di La-Roche-sur-Yon hanno accolto la richiesta del pubblico ministero: «Non ci sono sufficienti elementi di prova» per dimostrare i maltrattamenti. La vicenda ha inizio nel 2013, quando L214 denuncia le condizioni di «gavage» – l’ingozzamento forzato delle anatre – nelle fattorie che lavorano per conto di Soulard. In un filmato realizzato clandestinamente dall’associazione, sfilano immagini durissime, con le anatre rinchiuse in minuscole gabbie e costrette a mangiare.

Colpito da quelle immagini, lo chef britannico, Gordon Ramsay, decide di sospendere le forniture di Soulard. Il francese Joel Robouchon segue l’esempio poco dopo. Il clamore suscitato da quei fotogrammi comincia ad avere eco anche in Francia. Così, nonostante la sentenza di La-Roche-sur-Yon, l’associazione continua a crederci. «Questo processo è stata una prima assoluta in Francia, la contestazione contro il foie gras guadagna terreno», si compiace Brigitte Gothière, secondo cui il processo «è solo una tappa». E come «in tutte le lotte per l’emancipazione c’è sempre un interesse particolare che si oppone a un progresso ormai ineluttabile».

Nessun maltrattamento

«Non siamo barbari – aveva detto Roland Tonarelli, direttore generale di Soulard -. Dimostreremo che non ci sono stati maltrattamenti, abbiamo elementi fattuali per provare che il video è una montatura, non è stato girato nelle nostre fattorie». Ieri il giudice gli ha dato ragione. Francia, Belgio, Bulgaria, Spagna e Ungheria, sono le uniche nazioni europee in cui l’allevamento con alimentazione forzata è ancora legale.

Il 28 gennaio, appena una settimana dopo la prima udienza nel processo Soulard, l’articolo 515-14 del codice civile francese è stato integrato con una postilla: «Gli animali sono esseri viventi dotati di sensibilità» e poche settimane fa una petizione firmata da 320.000 persone, 80.000 in Francia, è stata inviata a Bruxelles per chiedere all’Ue di fermare la produzione del foie gras. Mentre in California un giudice federale ha cancellato la controversa legge che lo bandiva dai menù dei ristoranti.

La Stampa – 20 marzo 2015 

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