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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Padova. Assicurazioni “fai-da-te” per 7 mila medici. Dal primo gennaio gli enti sanitari non fanno più la trattenuta in busta paga per coprire i rischi
    Notizie ed Approfondimenti

    Padova. Assicurazioni “fai-da-te” per 7 mila medici. Dal primo gennaio gli enti sanitari non fanno più la trattenuta in busta paga per coprire i rischi

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche4 Gennaio 2016Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Dal primo di gennaio, in Veneto, è cambiato il sistema assicurativo in corsia. Settemila medici padovani dovranno dotarsi autonomamente di una copertura contro le denunce. Finora ci pensava l’azienda sanitaria su delega del dipendente, trattenendo il premio assicurativo dalla busta paga. Ma le polizze stipulate sono scadute e non sono previste proroghe: ognuno deve pensare per sé cercandosi la copertura più adatta alle proprie esigenze.

    L’Usl 16 e l’Azienda Ospedaliera hanno diffuso nelle scorse settimane una nota di avviso a tutto il personale interessato e stanno organizzando incontri informativi sul tema. Scaduta la polizza di responsabilità civile, valida per l’esclusione dell’esercizio di rivalsa per colpa grave. Su oltre 4 mila dipendenti dell’Azienda Ospedaliera, 1.400 hanno scelto di assicurarsi anche “per colpa grave”. Per la precisione, sono 800 medici e 600 tra infermieri, tecnici e non solo. L’accessoria per colpa grave si aggirava attorno a 500 euro all’anno di premio.

    Sulla responsabilità civile per colpa grave, il dipendente è chiamato a rispondere con il proprio patrimonio perché direttamente responsabile di aver danneggiato un soggetto terzo con una responsabilità per dolo o per colpa grave.

    Dal 2000 al 2010, secondo la banca dati della Corte dei Conti, sono state pronunciate in tutto 29 sentenze di condanna per colpa grave medica. «L’accessoria per colpa grave è sempre stata facoltativa, è il professionista che decide se stipularla o meno», specifica il medico legale, esperto in rischio professionale, Paolo Moreni, «Un esempio di “colpa grave”? Una condotta oggettivamente e palesemente inscusabile. Come un medico reperibile, chiamato e sollecitato ripetutamente da più colleghi, che volontariamente non interviene a letto di un malato grave. I danni più importanti in genere si verificano durante i parti, quando ci sono conseguenze a lungo termine per il feto e la famiglia».

    La sanità padovana già da tempo (capofila nel Veneto) ha imboccato la strada dell’autoassicurazione: invece che affidarsi a compagnie esterne, le aziende sanitarie pagano direttamente i sinistri di malasanità fino a 500 mila euro. Se il danno supera questa cifra, interviene la Regione coprendo la differenza. Il problema sorge perché l’azienda è tenuta a segnalare ogni liquidazione alla Corte dei Conti che a sua volta valuta se il danno causato è stato commesso per dolo o colpa grave. Se la Corte dei Conti decide che quel danno è un caso di colpa grave, può obbligare l’azienda sanitaria a rivalersi nei confronti del responsabile. «Rispetto a prima, la Regione non prevede più la possibilità per i medici di agganciarsi all’azienda sanitaria per coprirsi dalla colpa grave», spiega Caterina Dalla Zuanna, direttore dell’Unità legale e assicurazioni di via Giustiniani, «I medici e il personale del comparto dovranno scegliere una polizza individuale, il mercato ne offre tante e a diversi prezzi. In questo modo i professionisti saranno più tutelati».

    Le categorie più a rischio “contenziosi” sono gli specialisti in Ginecologia e Ostetricia, chirurgia, ortopedia e i loro aiuti. «Si tratta di un cambiamento necessario», aggiunge Paolo Simioni, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Padova, «Siamo a disposizione dei medici padovani per chiarire qualunque tipo di dubbio, a questo proposito organizzeremo incontri a tema per indirizzare i professionisti alla tipologia di polizza più adeguata».

    di Elisa Fais – Il Mattino di Padova – 4 gennaio 2016 

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