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La giovane veterinaria dal palco: “Spesso lavoriamo in solitudine in territori a bassa legalità. Per la sicurezza serve un piano di assunzioni coerente con il reale fabbisogno di personale”

Riportiamo l’intervento di Chiara Servili, giovane donna veterinaria, dal palco di Piazza SS. Apostoli durante la manifestazione di protesta per salvare la sanità pubblica, il diritto alla salute, il diritto alle cure

Cara Giorgia,
siamo qui oggi riuniti per contestare apertamente ciò che si sta profilando all’orizzonte, la sconfitta per volontà politica bipartisan del SSN.
Le risorse destinate al territorio sono sempre più scarse e questo si ripercuote in modo drammatico nelle attività svolte dai Veterinari che operano sul campo.
Siamo la categoria più anziana della Sanità e il pensionamento negli ultimi anni di tantissimi colleghi mai sostituiti ha creato condizioni di lavoro insostenibili per chi rimane.
Per i pochi che entrano, i cosiddetti giovani, il trasferimento di competenze da parte delle precedenti leve risulta difficoltoso.
Arriviamo infatti da anni di blocco del turnover, e i carichi di lavoro per chi resta rendono ingestibile il task shifting.
Inoltre NOI DONNE VETERINARIE siamo esposte a ulteriori rischi in un settore in cui si è costretti a lavorare nelle campagne o nelle industrie alimentari, con compiti di vigilanza e controllo e con ruoli spesso sgraditi agli operatori del settore per le implicazioni anche economiche che possono derivare dalle nostre azioni.
Capita spesso di lavorare in perfetta solitudine e con orari di lavoro ben superiori alle 38 ore settimanali previste dal contratto, a volte in territori particolarmente difficili per condizioni sociali ed economiche o in territori a bassa legalità.
In questi contesti è facile essere oggetto di aggressioni e intimidazioni (eventi che si verificano purtroppo spesso) e tali azioni sono più frequenti verso noi donne, considerate più facilmente aggredibili.
Intimidazioni e aggressioni che sono a volte subdole, a volte clamorose, a volte legate a una distorta visione animalista di parte dell’opinione pubblica, come nel caso in cui si debbano eseguire interventi eutanasici sugli animali per motivi sanitari e a salvaguardia delle popolazioni o delle filiere produttive.
Chiediamo con forza di poter lavorare in serenità ma per far questo è indispensabile che venga rivisto il finanziamento del SSN che deve consentire un piano di assunzioni coerente con il reale fabbisogno di personale, condizione indispensabile per poter lavorare in sicurezza.

Dott.ssa Chiara Servili
Dirigente Veterinario

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