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La radiografia del Ssn 2011 nel nuovo annuario del ministero della Salute. Territorio e ospedale: i dati statistici sulle attività

annuario ssnCresce l’apporto del privato accreditato e soprattutto nell’area residenziale. Mentre tutte le Regioni sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il Ssn ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia. Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’Annuario statistico nazionale sull’Attività gestionali ed economiche delle Asl e Aziende ospedaliere anno 2011, appena pubblicato dal ministero della Salute. Nel 2011 c’erano in Italia 1.120 ospedali, 9.481 strutture di assistenza specialistica ambulatoriale, 6.383 di assistenza territoriale residenziale, 2.694 di assistenza territoriale semiresidenziale, 5.601 per l’altra assistenza territoriale e 993 per l’assistenza riabilitativa. La maggior parte di quelle di ricovero sono pubbliche (53,1%) così come quelle che erogano altra assistenza territoriale (87,6%).

Sono invece in maggioranza private accreditate le strutture che erogano assistenza riabilitativa (75,1%) e le strutture che erogano assistenza territoriale residenziale (76,5%). Sono questi i dati che aprono l’annuario statistico del Ssn 2011, appena pubblicato sul sito del ministero della Salute assieme a quello del personale di Asl e istituti di cura pubblici.

Scarica l’annuario statistico del Ssn 2011

Assistenza distrettuale

In media a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.144 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenze: per le Regioni del Nord, fatte salve alcune eccezioni, gli scostamenti dal valore medio nazionale sono positivi. In particolare si evidenzia Bolzano con 1.557 residenti adulti per medico di base: va però tenuto presente che nella Provincia autonoma la convenzione dei medici di base stabilisce quale massimale di scelte 2.000 assistiti.

In Basilicata si registra il valore minimo di 1.015 residenti adulti per medico di medicina generale; nelle Regioni del Sud si registrano lievi oscillazioni attorno al valore nazionale.

Il carico medio potenziale per pediatra è a livello nazionale di 1.030 bambini, con una variabilità territoriale anche più elevata rispetto a quella registrata per i medici di medicina generale. Tutte le Regioni comunque sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il Ssn ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia che presentano un numero di bambini per pediatra di poco superiore al massimale stabilito nella convenzione (800). Nell’esaminare lo scostamento del carico potenziale dal valore nazionale, il ministero mette in evidenza anche in questo caso, il dato di Bolzano con il 24% (1.279 bambini per pediatra). Considerando le Regioni meridionali, il carico potenziale di bambini per pediatra è superiore al valore nazionale in Campania (10%) e Basilicata (12%).

A fronte del carico potenziale dei medici di base (di medicina generale e pediatri), è possibile valutare il carico assistenziale effettivo, dato dal numero degli iscritti al Ssn per ciascun medico. Nella maggior parte delle Regioni tale indicatore evidenzia che il numero di scelte per medico di medicina generale è quasi uguale al numero di adulti residenti per medico di medicina generale, mentre il numero di scelte per pediatra è sempre inferiore al numero dei bambini residenti per pediatra. Complessivamente il numero totale delle scelte è prossimo al numero complessivo dei residenti. Da ciò si deduce dunque, speiga il ministero, che per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché pediatrica.

La guardia medica

Nel 2011 sono stati rilevati in Italia 2.881 punti di guardia medica; con 11.921 medici titolari cioè 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.

La farmaceutica convenzionata

In Italia nel 2011 sono state prescritte 586.172.530 ricette con un importo di poco superiore ai 11 miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di circa 21 euro. Il costo medio per ricetta risulta fortemente variabile all’interno del territorio nazionale registrando il valore minimo in Toscana (14,91 euro) e quello massimo (23,25 euro) in Lombardia.

L’assistenza domiciliare integrata

Nel corso del 2011 sono stati assistiti al proprio domicilio 605.896 pazienti, di questi l’83,2% è rappresentato da assistibili di età maggiore o uguale a 65 anni e il 9,1% è rappresentato da pazienti terminali. Mediamente a ciascun paziente sono state dedicate circa 22 ore di assistenza erogata in gran parte da personale infermieristico (14 ore). Le ore dedicate a ciascun malato terminale risultano, invece, pari a 23.

Le strutture extra-ospedale

Le strutture sanitarie non ospedaliere sono strutture in cui si erogano prestazioni specialistiche come l’attività clinica, di laboratorio e di diagnostica strumentale; strutture territoriali quali i centri di dialisi ad assistenza limitata, gli stabilimenti idrotermali, i centri di salute mentale, i consultori materno-infantile e i centri distrettuali; strutture semiresidenziali, ad esempio i centri diurni psichiatrici; strutture residenziali quali le residenze sanitarie assistenziali, le case protette ecc.

Nel 2011 in totale sono stati censite 9.481 strutture sanitarie di tipo ambulatorio/laboratorio: la percentuale di strutture pubbliche è molto variabile a livello regionale; in generale nelle Regioni Centro-meridionali si ha una prevalenza di strutture private accreditate. Una situazione opposta si registra per quanto riguarda le altre strutture territoriali nelle quali prevale la gestione diretta delle Aziende Sanitarie.

Le strutture di tipo Ambulatorio/Laboratorio pubbliche erogano nella maggior parte dei casi assistenza clinica, mentre quelle private convenzionate erogano prestazioni di laboratorio.

Nel 2011, le strutture ambulatoriali che erogano prestazioni ambulatoriali per pazienti esterni, ad esclusione di quelle afferenti alla branca di “Lab.

analisi chimico cliniche e microbiologiche sono pari a 6.972. Il 47% delle strutture ambulatoriali (pari a 3.264 strutture) eroga prestazioni riconducibili ad un massimo di 5 branche, per un volume annuo inferiore alle 12.500 prestazioni per struttura.

Solo 51 strutture ambulatoriali (0,7% del totale) erogano volumi di prestazioni significativi, superando 500.000 prestazioni l’anno. Di queste, 45 strutture presentano la quasi totalità delle branche attivabili (presentano, infatti, un numero di branche variabile tra 21 e 25).

Per volumi di prestazioni annui inferiori a 500.000, la distribuzione delle strutture per numero di branche attivate non presenta polarizzazioni, salvo concentrarsi in maniera rilevante su un numero di branche attivate limitato (da 0 a 5) per volumi annui inferiori a 12.500 prestazioni.

Nel 2011, il 41,3% delle strutture (per un totale di 2.894 strutture) che erogano prestazioni ambulatoriali per esterni sono attive in un’unica branca. Di queste, il 24,8% eroga prestazioni in Riabilitazione. A tali strutture corrisponde un volume annuo pari al 55,6% del totale delle prestazioni erogato dalle strutture ambulatoriali mono-branca.

Si può osservare come alle strutture oggetto di analisi siano imputabili volumi di erogazione contenuti: nel 2011, il 74,2% ha erogato meno di 12.500 prestazioni, mentre solo una struttura presenta un volume di prestazioni superiore a 500.000. Il fenomeno è meno evidente per le strutture che erogano prestazioni di Riabilitazione, le quali si distribuiscono in modo più uniforme sulle classi dimensionali individuate.

Le altre strutture extraospedaliere

Per quanto riguarda le altre strutture extraospedaliere, nel 2011 sono stati censite 6.383 strutture residenziali, 2.695 di tipo semiresidenziale, 5.601 di altro tipo (come centri di salute mentale, consultori, stabilimenti idrotermali). Con riferimento alle strutture residenziali e semiresidenziali sono stati censiti 270.527 posti, pari a 446 per 100.000 abitanti. Di questi il 71,2% sono stati dedicati all’assistenza agli anziani, il 12,1% all’assistenza psichiatrica, il 16,0% all’assistenza ai disabili psichici e fisici, lo 0,6% ai pazienti terminali; probabilmente questi dati sono sottostimati poiché in alcuni casi c’è una sovrapposizione dei vari tipi di assistenza.

Gli Istituti e Centri per il recupero e la riabilitazione funzionale svolgono la propria attività fornendo prestazioni diagnostiche e terapeuticoriabilitative.

Tali prestazioni possono essere erogate in forma residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, extramurale e domiciliare.

Nel 2011 sono state rilevate 993 strutture riabilitative con 14.333 posti per l’attività di tipo residenziale e 13.669 per l’attività di tipo semiresidenziale in complesso 46 ogni 100.000 abitanti. Il numero di utenti totali assistiti in regime residenziale è superiore agli utenti assistiti in regime semiresidenziale (rispettivamente 57.401 e 23.400 utenti); tale rapporto cambia a seconda della tipologia di attività riabilitativa, in particolare la riabilitazione neuropsichiatrica infantile è svolta preferibilmente in strutture semiresidenziali.

Nel 2011 le strutture riabilitative hanno impiegato 46.081 unità di personale di cui il 10% costituito da medici ed il 44% da terapisti e logopedisti.

L’assistenza ospedaliera

Nel 2011 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.120 istituti di cura, di cui il 53% pubblici ed il rimanente 47% privati accreditati. Risulta confermato il trend decrescente del numero degli istituti, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell’accorpamento di molte strutture.

Il 66% delle strutture pubbliche è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle Asl, il 10% da aziende ospedaliere, e il restante 23% dalle altre tipologie di ospedali pubblici.

Il Ssn dispone di poco più di 211 mila posti letto per degenza ordinaria, di cui il 21% nelle strutture private accreditate, 20.678 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (90%) e di 8.263 posti per day surgery in grande prevalenza pubblici (79%).

Le strutture di ricovero pubbliche sono 595. Il 30% delle strutture di ricovero dispone meno di 120 posti letto e il 15% dispone meno di 120 posti letto distribuiti su meno di 5 discipline. Il 41% delle strutture di ricovero pubbliche è caratterizzato da un numero di posti letto compreso fra i 120 e i 400 posti letto. Infine il 16% dispone di più di 600 posti letto.

Per quanto riguarda il numero delle discipline, si osservi come strutture di dimensioni ridotte (meno di 120 posti letto) presentino al massimo 15 discipline, mentre strutture di dimensioni significative (più di 600 posti letto) presentino un numero di discipline almeno pari a 15.

A livello nazionale sono disponibili 4,0 posti letto ogni 1.000 abitanti, in particolare i posti letto dedicati all’attività per acuti sono 3,4 ogni 1.000 abitanti.

La distribuzione dell’indicatore risulta piuttosto disomogenea a livello territoriale: si evidenziano il Molise (4,7 posti letto) fra le Regioni con la maggiore densità di posti letto, l’Umbria (3,5 posti letto) e la Campania (3,4 posti letto) fra le Regioni con la minor disponibilità di posti letto. A livello nazionale i posti letto destinati alla riabilitazione e lungodegenza sono 0,6 ogni 1.000 abitanti con notevole variabilità regionale.

La presenza di apparecchiature tecnico-biomediche (nelle strutture ospedaliere ed extraospedaliere) risulta in aumento nel settore pubblico, ma la disponibilità è fortemente variabile a livello regionale. Esistono circa 107,8 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti con valori oltre 150 in diverse Regioni (Valle d’Aosta, Prov. Auton. Trento , Umbria).

Particolare interesse ha rivestito in questi ultimi anni l’area dell’emergenza: il 54,5% degli ospedali pubblici risulta dotato nel 2011 di un dipartimento di emergenza e oltre la metà del totale degli istituti (64,0%) di un centro di rianimazione. Il pronto soccorso è presente in oltre l’80% degli ospedali. Il pronto soccorso pediatrico è presente nel 15,0% degli ospedali.

Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2011 ci sono stati quasi 3,6 accessi ogni 10 abitanti; di questi quasi il 15% è stato in seguito ricoverato. Quest’ultimo indicatore si presenta altamente variabile a livello territoriale: a fronte di una percentuale di ricovero pari al 10,3% registrato nella Regione Piemonte si raggiungono valori poco inferiori a 30 nella Regione Molise.

Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso pediatrico emerge che ci sono stati 1,4 accessi ogni 10 abitanti fino a 18 anni di età; l’8,7% di questi è stato in seguito ricoverato.

I reparti direttamente collegati all’area dell’emergenza dispongono per il complesso degli istituti pubblici e privati accreditati di 4.766 posti letto di terapia intensiva (7,9 per 100.000 ab.), 1.084 posti letto di terapia intensiva neonatale (2,0 per 1.000 nati vivi), e 2.725 posti letto per unità coronarica (4,5 per 100.000 ab.).

Il Sole 24 Ore sanità – 5 giugno 2014 

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